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giovedì 26 ottobre 2017

I leoni da tastiera e il body shaming familiare


Allora, funziona così: in pratica ci sono questi utenti del Web, convinti senza dubbio di conoscere il mezzo, sicuri che quello che vedono dalle foto di instagram o che deducono da due a tre opinioni scritte in 140 caratteri su twitter dia loro il quadro perfetto della persona che seguono, nel bene e nel male. Spesso, spessissimo a me capita il bene devo ammetterlo, non sono perseguitata da gente che si diverte te ad offendermi o a ribattere polemicamente ad ogni cosa che dico, sarà perché alla fine, se uno è una persona di intelligenza media, capisce che la mia è una vita normale e che quindi non c'è niente da odiare od invidiare e capisce anche che, spesso, quello che scrivo è nel 90% dei casi totalmente ironico.

E poi ci sono quelli che, così, un giorno si svegliano e si prendono la briga di farsi addirittura un profilo fake per scriverti che sei brutta, che sei una persona strana, che dovresti vergognarti non sappiamo poi bene di che cosa, che sei una vecchia, che hai le labbra rifatte, eccetera, eccetera.



Ora io non voglio fare la Fonzarelli della situazione, cioè non ho interesse a fare la parte della dura che non viene minimamente scalfita dalle offese anonime ma veramente leggo certi commenti e tutti sentimenti mi escono fuori tranne la rabbia, o la paura, o il sentirmi offesa. Anzi, spesso mi viene da ridere. Vi spiego perché e lo faccio perché alcune persone che sono state tartassate di messaggi anonimi, persone che non fanno niente di male né si espongono in maniera antipatica, ci sono rimaste molto male, mi hanno scritto, mi hanno chiesto come faccio a non avere paura e a non offendermi ed  arrabbiarmi, mi scrivono proprio: ma non ti viene da piangere? 
Ecco, piangere proprio no, ma per pochi semplici motivi che potranno forse sembrarvi motivi banali ma che gratta gratta alla fine sono proprio i veri motivi delle mie reazioni del tutto pacate a certi incontri sul Web.



Quando ricevo qualche offesa più o meno anonima la prima cosa cui penso in maniera quasi automatica è la realtà, sì la realtà intesa come il reale ed effettivo scambio di comunicazioni nelle relazioni umane; ora, non so voi esattamente da dove veniate ma, almeno che non viviate in un ghetto pieno di gang portoricane in guerra tra loro, nessuno vi parlerà mai come in questa immagine qui sotto. 




Quindi quando mi arrivano questo tipo di messaggi la prima cosa che penso è: questa persona, uomo/donna/giovane/vecchia/conoscente mi direbbe mai in faccia queste cose? La risposta è sempre no ma non perché io invece vivo a celestopoli anzi, molto più semplicemente perché quando aggredisci devi saperlo fare davvero e devi saperlo fare con la persona che hai davanti. Qualche settimana fa un tipo su twitter ha iniziato ad offendermi e io tempo tre parole l’ho mandato dove si conviene, la sua risposta è stata che mi conosceva di persona e se avessi saputo chi era avrei tenuto la cresta più bassa. Dal canto mio la mia risposta è stata che il suo ultimo tweet era la dimostrazione che davvero non poteva conoscermi dal vero perché in nessun modo una persona che mi conosce mi parlerebbe con quel disprezzo senza finire rannicchiato in un angolo. Finché so che stai dietro un profilo anonimo, su un computer, non sono aggressioni vere e proprie, sono solo la misura di chi scrive e del perché lo fa. Io mi espongo e non ho paura delle mie idee, il fatto che io sia sui social come sono nella vita mi mette sempre in una posizione di vantaggio contro i vigliacchi. 

In secondo luogo e non meno importante c'è il mio background familiare, assolutamente da non sottovalutare. C’è quel prendersela poco e buttarla in caciara che viene dalla mia famiglia, dove per famiglia intendo tutti: nonni, zii, cugini, fratelli, sorelle e ci metto anche i nuovi acquisti come i cognati, le cognate e sì, anche figlia e marito.

Quando mi sveglio ogni mattina Giacomo fa il punto della mia situazione estetica, io so tenergli testa e non potrei stare con un uomo che, conciata male, mi dice che sono bellissima per rabbonirmi, la sua sincerità mi innervosisce ma è totale e mi da sicurezza; ad esempio posso bere il mio caffè con sottofondo dì: hai la bocca troppo gonfia sei troppo magra hai la pelle gialla come diavolo ti sei vestita? 
Quando ho decolorato per la prima volta i capelli la mia famiglia mi ha detto nell’ordine:
Fratello: sembri una di quelle americane che scappano dall’FBI e si  decolorano i capelli nei bagni dei motel.
Madre: sembri la prima badante di tuo nonno
Fidanzato: oddio! devo andare a comprarti una tinta alla coop!
Tutto questo mentre io ero in lacrime ed in piena crisi tricologica. 
In casa mia non vale proprio il detto che ogni scarrafone è bello a mamma sua, anzi tendiamo da anni a sottolineare difetti su difetti, non mortificandoci certo, ma spesso con ironia, con le imitazioni, con i nomignoli, eccetera. Però tutto quello che viene detto lo prendi e lo incassi e un po' devo dire che questo tipo di atteggiamento, oltre ad averlo inevitabilmente acquisito, mi ha insegnato a filtrare tante cose. Il mio amato nonno Beppe ogni volta che mi vedeva fin da piccola  mi diceva queste cose per prendermi in giro per il mio naso “che n’ha panini?” - traduzione: CHE NAPPA NINI! Oppure anche “che n’ha parenti?” o “che na sa' punta di musica”. E io dovrei offendermi perché una ragazzina su instagram mi dice vecchia? Una volta una cugina quando eravamo più giovani mi disse: “guarda che anche se sei così magra la modella non puoi farla lo stesso perché non hai il viso abbastanza bello”.E io, ripeto, dovrei offendermi perché una ragazzina mi dice brutta su instagram?

Fermi tutti. Non voglio darvi un’idea terribile della mia famiglia, non facciamo bosdyshaming di secondo nome ma solo dirvi che si può imparare a guardare tutto sotto un’altra prospettiva, a volte ci si sente colpiti se ci si fa sentire vulnerabili o si lascia scoperto un fianco. Io questo fianco ho avuto la fortuna di lasciarlo coprire al mio carattere e alla mia famiglia. Non dico che sia facile fregarsene delle offese gratuite che spesso si ricevono sul Web e con questo non voglio neanche sminuire la gravità di chi si sente libero di fare il maleducato  e farsi portabandiera dell'arroganza e dell'offesa grazie all’anonimato; tuttavia credo che di base, l'atteggiamento più sano e utile, sia proprio quello che si riassume con una parola, non molto elegante ma molto efficace: fottersene.


Perché alla fine questa non è la vita reale. 

P.S. Se avete riconosciuto qualcuno che seguite o è vostro amico negli screenshot dei dm di instagram, salutatemelo e ditegli che nella vita c'è di meglio da fare! 

7 commenti:

  1. Rimane il fatto che sei oscena

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    1. Sei sicuro che rimanga? Dopo aver letto tutta questa schiettezza ed onestà ai miei occhi anche una persona non bella cambia completamente.
      È la mia opinione, certo, probabilmente la vediamo diversamente anche perché secondo me Costanza è proprio bella.

      Giulia P.T.

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    2. Ciao, scusa se ti rispondo io, ma vorrei che mi togliessi una curiosita'...Se questa cosa la pensi veramente perche' non hai le palle da firmarti?

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  2. Grandissima. A volte la gente scrive cattiverie gratuitamente, sul web. Il tuo atteggiamento é molto positivo e da copiare

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  3. Resta il fatto che non mi capacito del perché certa gente si comporti così... Ma icché c'hanno nel cervello?! Prima o poi dovrò mettermi a cercare un qualche libro che spieghi 'sta cosa del bullismo in rete, perché davvero non riesco a farmene una ragione, e la cosa mi turba...

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  4. C'è chi offende mentre guida, chi sui social...è un nuovo modo di sfogare la rabbia, forse per una vita grama che uno non sa neanche di vivere. Per quel che mi riguarda, posso dirti che mi fa piacere seguirti e vedere le tue foto, mi fai quasi venire voglia di iscrivermi a twitter!

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  5. Grandissima Connie! E' sempre un piacere leggerti.

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