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lunedì 10 luglio 2017

Bambini piccoli problemi piccoli - Obiezione, vostro onore!



"Bambini piccoli-problemi piccoli " dice un proverbio ma questo è vero fino ad un certo punto. 
Certo, se sei uno di quei genitori che fa una tragedia pediatrica per una piccola bollicina su una guancia allora alzo subito le mani oppure, nel caso opposto, se sei un genitore alle prese con un adolescente che non si sa che cosa vuole se dalla vita se lo bullizzano, se il bullo è lui, se si taglia perché glielo dice uno su internet o se vuole fare lo youtuber, stesso discorso: alzo le mani.
Ma se riesci a vivere "abbastanza normalmente" l'arrivo piuttosto in pompa magna di un pargolo in famiglia non c'è niente di più falso del fatto che i problemi di quando sono piccoli sono i problemi che poi ti dimentichi. 

All'inzio è davvero tutto complicato, perché è terribilmente complicato anche fare quello che prima facevi con tranquillità, come cenare o farsi una doccia; è tutto da districare e capire, tutto è da  gestire in maniera diversa: la famiglia, la coppia, i rapporti con gli amici, fino a gestire di nuovo e in maniera diversa il TUO tempo, il tempo per rimetterti in sesto e provare a riallungare la mano nel letto per cercare quella dell'altro relitto: il padre. L'altra metà del cielo e in questo caso del Dna, che spesso, nei momenti più difficili, ti ha guardato con quella faccia da mucca che guarda passare il treno.
Però poi accade che un giorno ti trovi vicino una personcina, un nano parlante che ti fa domande strane che spesso crede di poter comandare e che ha una sua visione bislacca dello spazio e del tempo. I bambini piccoli hanno problemi piccoli se non lasci che ti inghiottiscano con il loro carico di fatica, col fatto che non si capisce quasi mai cosa hanno quando stanno male, dal fatto che per quanto fricchettona e naturista tu possa essere hanno sempre bisogno di essere sorvegliati o controllati, con il semplice pensiero ansiogeno che la loro vita quotidiana è scandita da cose che tu DEVI fargli fare. 

Quando sento la Nina in bagno che tira lo sciacquone o la vedo che cerca qualcosa da mangiare nella dispensa (non sempre tra le due operazioni passa il lavarsi le mani), oppure sento che sta in camera sua a ritagliare e colorare o si fa i suoi scenari dove lei è una severissima maestra che mette in castigo pupazzi infliggendo riposini di ore ed ore, io ci penso spesso a quei primi mesi e anche a quei primi anni e dico che, almeno per adesso, no, non è vero che piccoli bambini sono piccoli problemi. Questi forse sono gli anni migliori, finalmente puoi parlare con questa entità che prima non c'era ed erano coccole e cenette e viaggetti nel week end e poi è arrivata ed è cambiato quasi tutto. 
Avevo sottovalutato la potenza psicologica del potersi confrontare e del parlare con lei, sì ho sempre pensato che non fosse la mia bambola, la mia proiezione o una mia proprietà ma che fosse una persona ben distinta da me col suo carattere e le sue idee, però ora poterla sentire esprimersi sulle cose con le sue opinioni, poterle parlare e vedere che ti ascolta che capisce tutto e che quello che tu dici per lei è la verità mi fa avere meno paura del futuro. Probabilmente a livello pedagogico sarà un pensiero molto ingenuo il mio e sto in realtà attraversando la fase più complicata e non me ne accorgo. Credo anche che dipenda molto da bambino a bambino e che ci sia molta differenza tra una figlia femmina e un figlio maschio e che ci siano tante altre dinamiche familiari che si possono intrecciare e mettersi a complicare questo processo "comunicativo". Insomma vi scrivo questo per dirvi che il peggio passa ma anche che probabilmente ritorna, sotto altre forme o altri linguaggi ma ora che posso sedermi a ragionare o cercare di capire cosa mi chiede la vita è diventata un pochino più semplice. 

3 commenti:

  1. Approvo, annuisco e sottoscrivo. Non cambierei la mia ottenne saggia e stralunata per nessun'altra al mondo - salvo ovviamente poi dire lo stesso a 9 anni, 10...��

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  2. Di figli ne ho tre e forse forse ne avrei fatto un quarto! Ma mi sono fermata in un momento di lucidità

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