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martedì 21 febbraio 2017

Sul diritto alla noia e la mamma pupazzo



Quando mi scrivete nei commenti sul Instagram o qui sul blog cose tipo "sei una mamma bravissima, la Nina è fortunata" per il modo in cui percepite che mi occupo di lei,  ammetto che mi sento dilaniata dai sensi di colpa perché vi confesso che non sono come credete o perlomeno sento di non corrispondere esattamente  al parametro della "brava mamma" che ho nella mia testa.

Spesso la Nina con me si annoia, lo ammetto, io non sono una di quelle mamme che si mettono a dipingere e a fare la pasta di sale, non mi Muciaccizzo per la prole. Ecco l'ho detto. O perlomeno, non lo faccio a tempo pieno, non per tutto il tempo che trascorro con lei.  C'ho ragionato un bel po' e ci sono delle motivazioni del perché non lo faccio: prima di tutto perché non voglio fare le cose con lei per il comune sentire o perché i blog delle mamme nordiche trasmettono questa immagine della mamma moderna; poi non voglio fare le cose con la Nina mentre io mi annoio, perché lo sento come un lavoro o una faccenda da fare in casa tra quelle da fare. Non sta scritto da nessuna parte che per mia figlia io debba essere anche una principessa disney, regina dell'intrattenimento, del gioco e del d.i.y. full time. Inoltre credo che i bambini abbiano il diritto di annoiarsi, di conoscere e sperimentare la noia, senza noia non si inventa niente, se c'è sempre qualcuno che ti mette tempere in mano, ti fa trovare un laboratorio di pasta da manipolare e una casa parco giochi, non imparerai mai a gestire la noia, ad archiviarla e spazzarla via. Non credo sia compito della mamma pianificare e gestire totalmente l'intrattenimento, non credo sia un'ulteriore ansia da aggiungere alle ansie di madre. Oltre a tutti i pensieri che puoi avere anche se sei una madre serena non puoi aggiungere il pressing del dover far fare per forza qualcosa con i bambini quando si è in casa insieme. Certo, magari si devono fornire gli strumenti per non annoiarsi e certo, mi piace sedermi a disegnare con lei, insegnarle a colorare nei bordi e fare i collage ma è tempo del mio tempo e del suo tempo che si intrecciano, non una dedizione totale di tempo mio dedicato al suo. Sono molto più felice e soddisfatta di me stessa quando la sento canticchiare e parlottare in camera sua e vedo che ha inventato un gioco nuovo o sta sfogliando un libro o cucinando in un ristorante immaginario. Io non ho ricordi di mia mamma che giocava con me, eppure ho avuto una bellissima infanzia e non posso certo parlare di una mamma assente, la mamma era la mamma col suo lavoro e le cose da fare in casa, era quella che ti preparava la merenda e ti dava un aiuto per qualcosa. 

Quello che voglio dire non è che abbandono la Nina a se stessa una volta varcata la soglia di casa,  piuttosto cerco di indirizzarla verso cose che può fare da sola o con un mio piccolo aiuto; sento mamme che si arrabattano continuamente per trovare forme di intrattenimento per i figli, devono impastare pasta di sale, incollare, travestirsi e dipingere con le dita. Ammesso che anche alla mamma piaccia passare tutto il suo tempo così dobbiamo ammettere che fa tutto parte dell'immagine pinterestizzata che cerchiamo di ficcarci in testa.

"GUARDA COME QUESTA MAMMA FA I SUOI ESERCIZI FITNESS TENENDO IN BRACCIO IL SUO BEBÈ-UNA BELLA IDEA PER TENERSI IN FORMA E GIOCARE CON LUI!"
E a me viene voglia di lanciare il pc fuori dalla finestra. Sì perché devi essere bella, in forma, in carriera, in salute, cucinare e cucinare bio, portare a spasso il cane e fare il pupazzo clown per la prole. 
Eh no! Io non ci sto! 
La mamma è in casa con te, se vuoi coloriamo un disegno, leggiamo un libro, non per tutto il tempo che stiamo insieme però, se vuoi puoi aiutarmi a fare qualcosa in casa, altrimenti, cara bambina di quattro anni, è tempo che tu impari a gestire il tuo tempo e la tua noia e devi imparare a capire i ruoli nella casa.

Non è severità, è che non voglio fare la mamma pupazzo, non voglio essere un teletubbies sempre a disposizione e che fa anche le lavatrici, ho la presunzione di sembrare più autorevole così e che col tempo si imparino a delineare e gestire i propri spazi nella casa. Non ho letto nessun testo e questo è solo frutto di miei pensieri e ragionamenti sulla genitorialità, metto le mani avanti e sono aperta al confronto. Ma mi sono fatta l'idea che quando si gioca "troppo" coi propri figli si finisca per assumere un ruolo sempre più lontano da quello del genitore con cui poi si fanno i conti da più grandini, quello che ti impone un po' di regole e che ha autorità.  Forse mi sbaglio e sono soltanto io che non riesco a far condividere i due aspetti e separare i due ruoli ma ho come l'impressione che, se per un'ora gioco con la Nina e interpreto il suo magico pony alato, lasciandomi cavalcare e comandare a bacchetta, poi sia davvero difficile alzarsi e dirle: "Ok, ora rimetti in ordine la tua camera, poi vai a lavarti le mani e quando ti chiamo vieni a tavola"

Cioè, dai, chi prenderebbe ordini da un magico pony alato?

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