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giovedì 19 gennaio 2017

Un post su Facebook, contro Facebook, per usare meglio Facebook



Vedo comparire ultimamente sul web i soliti articoli che suggeriscono il determinato e corretto uso di un determinato social. Ci sono guide per utilizzare Snapchat, dai contenuti migliori da pubblicare, alle persone giuste da seguire, fino alle cose da fare o non fare per risultare gradevoli; ci sono poi lunghi post sull'utilizzo di instagram, nei quali insegnano a fare belle foto e prendere ispirazione dai profili più seguiti o particolarmente interessanti. Invece, spesso, noto che il social per eccellenza viene dato per scontato, lasciando presumere oramai che tutti lo sappiano usare e che sia già regolato da una sua, passatemi il termine, "autoetica" prestabilita; un po' forse per l'enorme bacino d'utenza (ingestibile e troppo eterogeneo), un po' perché tutte le persone che usano Facebook hanno la pretesa di saperlo usare o di saper fare quanto basta.
Ecco, è proprio così, ognuno crede di saperlo usare, ignorandone spesso i meccanismi più perversi, ignorando l'arma che ha in mano e senza preoccuparsi di etica, estetica e apparire patetico.

Trattandosi di "social" credevo che la radice di questa definizione venisse da socializzare o da società invece scopro che, se per società di intende "un insieme di individui, dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione, che variamente, aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni",  invece il social è definito come un "mezzo", per la precisione,  "un mezzo per condividere contenuti tra utenti". Tutto qui.
E allora? Se Facebook non è una società (sì, per azioni sì) allora noi non siamo membri di una comunità ma utenti. Questo ci autorizza all'anonimato? Alla diarrea verbale? Al sentirci chiamati in causa anche nelle discussioni dove non conosciamo l'argomento. In quanto utenti ci sentiamo come? Come clienti?
Quello che so è che il male si annida in tante cose, spesso nei dettagli, spesso nell'ignoranza; no, non userò la parola analfabeti funzionali ma quello che ho capito è che c'è una diffusa maleducazione che serpeggia e che viene comunemente accettata perché gettata in un calderone, perché annacquata in milioni di opinioni ed interazioni e perché si tende a fare spallucce e a dire "beh, Facebook è così" come si fa coi parenti irrimediabilmente scemi; non ci sono regole, non ci sono filoni, branche di pensiero, mode e dettami, tutti possono sentirsi fighi e belli, tutti possono dare fiato a qualunque pensiero o bassezza, dalla dissertazione sui massimi sistemi, alla frecciatine da shampista alla vicina di banco. Poi no, non mi accanirò sulla piaga dei cinquantenni su Facebook, ci sono pagine che ne parlano e ne hanno parlato così tanto da essere venute a noia (sì, su Facebook a me viene tutto a noia dopo tre giorni), non mi dilungherò su chi intasa bacheche con coccinelle che se condivise portano fortuna, alternate a massime di Padre Pio, buongiornissimi dati dal Papa o da tazze di caffè antropomorfe e poi amen da lasciare nei commenti per salvare Jhonny dall'Alabama dal suo tumore. Parlare male degli anziani su facebook è come bombardare un campo profughi, inutile, facile e crudele.

Tuttavia mi dilungherò in un piccolo decalogo di cose da non fare o fare con attenzione, piccole accortezze, regoline varie che si potrebbero rivelare valide anche per gli "anziani digitali". 
E tu chi cazzo sei per fare queste regole? Nessuno e non ho la presunzione come hanno molti socialmediamanagerseniorapplicationdeveloppmentemarketingconsultant di conoscere il mezzo come le mie tasche. I miei dettami li applico per prima a me stessa e vengono solo dal mio (scarso) buonsenso 

IL LESSICO:
Spesso per sentirsi giovani e al passo coi tempi vi verrà da parlare come Fedez nei vostri post, sarete tentanti di usare parole come disagio, ciaone, muoio, mai una gioia ecc ecc. È tutto finito, è passato, bastah, amicah, capelly (anche se geniale e inventano da una mia amica geniale) è un linguaggio vecchio. Quando vi viene voglia di usare #sapevatelo sappiate che sarebbe come entrare dal fornaio e salutarlo con un "buon vespro Messere". Tenetevi aggiornati se volete fare i comunicatori sui social o sarete solo patetici. Magari usare altri social oltre a Facebook potrebbe aprirvi la mente, magari provare ad uscire dalla confort zone della condivisione dei gatti o del tag nella foto di classe del 1994 per imparare un nuovo social, per cimentarsi con le foto, con un parere da esprimere in 140 caratteri potrebbe servire.


P.S. con questo non voglio dire che gli altri social siano eden di pace e gioia eh, anzi

LE FOTO:
Il vostro cibo è bello? Fa gola? È ben impiattato? O volete solo far vedere a tutti che sapete fare il ciambellone? Risulterete forse patetici, sì. Paola è Soddisfatta- (faccina) presso casa propria- più foto di ciambellone giallognolo su scottex. Dovrebbe farci gola? Invidia? Pensate sempre a cosa state comunicando e, tornando a quanto detto sopra sui social, pensate che siete utenti che condividono contenuti. Il vostro contenuto/ciambellone arricchirà la società, mettereste un poster fuori casa vostra con la foto del vostro ciambellone? 
E poi un secondo filone vede gente con cestino vol au vent ripieno di tonno e mais della scatoletta con didascalia CIAO CRACCO. Non fa più ridere, non ha mai fatto ridere. I vostri gatti, i vostri nipotini, i vostri gioielli di fimo, le vostre gite fuori porta sono per voi o per noi? 
Le vostre foto in discoteca sono belle? Sono a fuoco? Parlano di una serata davvero particolare? O volete solo far vedere che anche voi come milioni di persone andate nei locali e vi divertite. Basta.

LE CONDIVISIONI: 
E qui cari miei si apre un capitolo polposo e succoso. Quanti secondi vi concedete di riflessione prima di decidere se ripostare un contenuto sulla vostra bacheca? Il cane smarrito, padre pio porta fortuna o l'ennesima ansa già postata da almeno altre venti persone nella vostra tl. Pensateci sempre, e soprattutto prima di postare cercate di capire le fonti. Dovete sentirvi importanti e darvi il ruolo di portatori di verità. Voglio o non voglio condividere questo articolo: una ricerca scientifica dice che il vaccino ci tramuterà tutti in dosasapone da qui al 2032-clicca qui per vedere i primi umani a cui è spuntato il dous dous. Due domande facciamocele, da dove viene questo articolo? Che fondamento scientifico ha e come può aiutare le persone che mi leggono? Sarà forse un modo per raccattare click, dato che mi chiede di cliccare per vedere un uomo trasformato un sapone per mani?
Così come con i contenuti verificati ci vuole criterio. Valentino rossi bestemmia in diretta tv a reti unificate? Se aprite Facebook e TUTTI i vostri contatti hanno già pubblicato il video, perché farlo anche voi?  È una gara? Una figurina panini. NO

I GRUPPI
Beh ultimamente facbeook ci ha dimostrato di essere una maxi cloaca dove uomini di ogni età possono chiudersi in gruppi privati a inneggiare allo stupro su foto rubate di ignare sconosciute e ci ha anche dimostrato che tutto questo non viola gli standard della sua comunità di utenti. Perfetto. Per quanto mi riguarda ho provveduto a cancellarmi da ogni gruppo esistente e non ne farò mai nessuno in vita mia. Basta andare sulla pagina principale e in basso a sinistra e troverete "notizie pagine" -  cliccate e vi si apriranno tutte le pagine a cui avete messo like con le ultime loro notizie. A destra poi  vedrete un riquadro con tutte le pagine che seguite e vi apparirà così un elenco facile da depennare. Fate un po' di pulito, prima di tutto perché i gruppi a cui avete messo like nel 2008 non sapete cosa sono diventati oggi e poi perché almeno mandate Facebook in sbattimento perché non sa più chi siete e cosa volete. Fatelo in più volte perché quel furbetto di Facebook dopo un po' non ve ne farà vedere più ma poi vedrete che riaffioreranno una volta che vi sarete rimessi a fare pulizia.








I COMMENTI
Ahhh quanta libertà su Facebook vero? Finalmente vi siete liberati delle letterine ritagliate dal giornale e l'anonimato non vi serve più per offendere, denigrare e millantare superiorità. Chi se ne frega della grammatica, chi se ne frega se dall'altra parte c'è comunque una persona che legge, io dico quello che mi pare perché c'è libertà di pensiero ed espressione e je suis charlie e se voglio dare della puttana alla Bolrdini glielo dico così impara a scrivere certe cose. Sarebbe bello se la Boldrini avesse tempo di citofonarvi, sarebbe bello chiamare il datore di lavoro del gestore del gruppo "mogli vogliose-umiliamole" così solo per parlarci cinque minuti, fargli vedere due screenshot relativi ad un suo dipendente. Non si possono regolamentare i commenti, è censura, si però si può parlare di una certa etica, ci si possono dare delle regole ci si può indignare ed incazzarsi. 
Io personalmente mi deprimo anche quando posto una foto di lavoro e mia cugina commenta sotto: ti riporto la teglia per la torta se passi dalla zia. In quei momenti mi rendo proprio conto che non c'è soluzione che è così deforme questo social da non avere una sua collocazione e quindi neanche una sua etica o delle minime regole. La signora di mezza età con la terza media che condivide le foto dei gatti e dei nipoti si scatena come una belva tra i commenti della notizia di un canile lager, augurando morie di bambini e stermini vari. Il bravo ragazzo è iscritto al gruppo dello stupro. Il serio professionista commenta la foto della Ratajkovski com un modernissimo: escile.
Proviamo a darci delle regole, proviamo a pensare che anche se le cose che scriviamo non escono dalla nostra bocca ma le digitiamo su una tastiera la persona che lo sta facendo siamo sempre noi e solo noi?


I LIKE
Il like è diventato un metro di giudizio, la moneta di scambio, il peso e la misura. Allora se è così importante e addirittura c'è un partito che lo usa come "strumento di democrazia" perché voi lo date così per scontato e lo buttate qua e là. Iniziate a mettere like solo alle cose che davvero vi piacciono, iniziate a schifare la torta fotografata male, la pagina che vi fa solo sorridere, ponderate bene se una cosa  merita un vostro like. Facciamo diventare il like un vero strumento di approvazione.

Su Facebook si vede tutto, si capisce tutto, siamo affacciati su questa pagina da anni mesi, in pochi post capisco se vi siete lasciati dopo anni, se avete una nuova relazione, se avete cambiato lavoro, se siete felici o fate finta; capisco oltre le righe. Ma non io perché sono super dotata di poteri straordinari, basta conoscere un pochino il mezzo. Dopo anni lo leggo come matrix e se vi siete sfidanzati da poco e postate una foto in discoteca con un sorriso a 34555 denti io vedo matrix e so tutto. E non vi metto il like.

5 commenti:

  1. "Buon vespro Messere" mi ha fatto ridere a dismisura.
    Complimenti, uno dei post più semplici e veri che abbia visto sul tema.

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  2. Potresti pure rileggere prima di pubblicare, un'altra cosa fastidiosa dell'internet sono proprio i typo.

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    Risposte
    1. Potresti firmarti dopo aver commentato, un'altra cosa fastidiosa sono gli anonimi.
      Anche nella realtà. Saluti!
      P.s. Bella vita eh ora che non si devono più incollare le lettere dei giornali per scrivere cose senza metterci la faccia!

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  3. Ciao connie, concordo in tutto e per tutto... la gente dovrebbe imparare a contare non fino a 10 ma fino a 100 prima di parlare, o meglio, digitare sulla tastiera.. Ma soprattutto certe cose tenersele per sè!

    una tua follower,
    nicole

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  4. Post stupendo!
    Posso condividere su fb come messaggio di addio prima di cancellare la mia pagina?

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