L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


martedì 31 gennaio 2017

Di come piano piano la spunterò sulla paura di volare



Come ormai saprete, oltre all'insonnia, alle varie ansie e ai piccoli tormenti che mi affliggono e che mi auto/infliggo, nell'ultimo anno ha fatto la sua scintillante comparsa anche la paura di volare, la così detta Aerofobia, da non confondersi con la non meno fastidiosa disfunzione che tuttavia, al massimo, ti mette in imbarazzo per aver lanciato un silenzioso peto in un ascensore affollato.

No, non potevo limitarmi ad alzarmi la notte per mettere in ordine cromatico e di misura gli asciugamani del bagno, è arrivata anche l'aerofobia, la fottuta e incontrollabile paura di volare mista all'istinto di aprire il portellone per scendere in una magica pensilina delle nuvole mentre si sorvola il mediterraneo.


Allora, non starò qui a dirvi "i dieci trucchetti per non avere l'ansia" come se fossi una rubrica scema di qualche rivista del 1997 nella sala d'aspetto del dottore, perché una delle cose che mi manda più fuori dalla grazia di cristo è la frase "non ci pensare" e, anzi, sono qui a dirvi che ho usato farmici, ho preso le così dette goccine calmanti e fatto anche della terapia. Da brava insonne so cosa vuol dire quando racconti il tuo problema alla gente e ti senti dire: "ma se non hai sonno alzati e fai qualcos'altro, guardala tv, stira, leggi, scrivi?" - IO VOGLIO DORMIRE CAZZO!

Quindi questi che vi sto per sciorinare sono solo dei piccoli accorgimenti che ho imparato negli ultimi voli e che come grossa premessa hanno il giusto dosaggio di goccine calmanti; mi spiace se siete contrarie ai medicinali e agli psicofarmaci e in generale questo post non vi è utile, io amo troppo viaggiare e amo prendere l'aereo. Da questa cosa voglio guarire e sono certa che arriverà anche il giorno in cui non ne avrò bisogno di prendere nulla per volare e durante una turbolenza sull'oceano indiano sorseggerò un whisky, con la cintura di sicurezza slacciata e dicendo : "ehi, come balla questo bestione!"


1 - Ho creato un surviving pack, una busta di tela mia e solo mia con un mio personalissimo kit di sopravvivenza, me la sono preparata come la valigia che si fa per andare a partorire, con le cose che sai che ti aiuteranno a sopravvivere a quel momento difficile, salviette, feticci, fogliolini. Una barbona dei cieli.

2 - Mi sono portata dietro un libro che conosco, uno di quelli consumati, con le parti sottolineate, con i brani che amo rileggere, con i bordi con le orecchie e me lo sono riletto qua e là. Non mi sono portata un libro nuovo o un libro da finire ma quello che definirei un confort book. In caso di ansia mi leggo la descrizione delle miniere di Gimli, ho pensato. 

3 - Mi sono creato due playlist da ascoltare: in caso di volo liscio come l'olio abbiamo un Mozart, Bach, Strauss, Bernstein, ecc;  in caso di volo turbolento ecco una compilation di mega pezzi anni '90. Se l'aereo deve cadere voglio precipitare sentendo Spice up your life!

4 - Ho mangiato. Ho ingurgitato tutto quello che si poteva mangiare appoggiati ad un tavolino d'aereo. Noodles, cioccolata, anacardi, quei mini biscottini salati che hanno solo sugli aerei, ho prodotto la quantità di spazzatura di uno staterello ma mi sono coccolata di schifezze.

5 - Vi sembrerà impossibile ma, come diceva Giacomo, ogni volo la situazione migliora e vi sembrerà impossibile ancor di più ma anche il suo consiglio di sedermi dal lato del finestrino e guardare mi ha aiutato. Come un inconscio senso di (immotivato) controllo della situazione.

6 - Ho preso al dutyfree, prima di salire, quei mini pacchetti di campioncini vari, cose piccoline come cremine, balsami per le labbra, bastoncini profumi vari di prove e prove di vari profumi, così ho spacchettato, spalmato, provato creme, annusato, oli ecc. 

7 - Prima di partire ho fatto TUTTO e ci siamo capiti. Poi: Leggings usati come pantaloni (si può), mutande comoda della nonna, salvaslip, t-shirt 100% cotone, calzettone comodo ma non stretto, scarpa sfilabile senza dare nell'occhio, camicia e felpa oversize, vestita a cipolla come consigliava la nonna e con un kit di abiti adatto a creare una specie di letto di panni se mi fosse sopraggiunto il sonno dei giusti ( o delle goccine).

8 - Un'altra cosa che ho fatto prima di partire e che non dovete assolutamente sottovalutare: è stato informarmi. Ho scoperto che in numerosi siti internet ufficiali degli aeroporti, sopratutto di quelli più grandi, ci sono molti forum che parlano della paura di volare e, in alcuni casi, piloti e assistenti di volo rispondo alle domande di chi scrive; ho scoperto inoltre che sapere orari, numero del volo, durata e rotta, aiuta, è come per la storia di guardare dal finestrino. Sono cose che non si vogliono sapere ma invece servono per razionalizzare. Io ho ignorato il pensiero del volo fino a poche settimane prima di partire, poi un attacco di panico notturno mi ha svegliato. Quel giorno ho deciso di informarmi e non mi ha fatto male come invece credevo.

9 - Io amo molto fare l'enigmistica (no i rebus, quelli no), mi rilassa, mi occupa il cervello al 100%, a volte passo le ore su un cruciverba da 5 punti, non quelli con le parole aiutino eh, sono un'amante dei supermegacruciverba senza numeri e con le parole alla rinfusa da piazzare a tentativi, quelli di QUIZ MESE, dai, quelli da pensionato level pro, quelli con le definizioni difficili e con le parole che se ti vengono in mente te le devi scrivere a lato dello schema. Mi piace anche fare il lavoro a maglia ma in aereo con i ferri dice che non posso salire.

10 - In fine, il consiglio più stupido di tutti, quello forse anche più scontato per me, perché ogni difficoltà della mia vita l'ho risolta così: prendere tutto con un po' di  ironia e humor di quello più nero.
Messaggio dall'aeroporto inviato alla mamma su whatsapp : "ti scrivo quando atterro...se atterro ;D"


p.s. Nessun passeggero seduto vicino a me è stato molestato per compiere questa routine, sono stata brava ed educata.
p.p.s. Nessun assistente di volo è stato tormentato.
p.p.p.s. Non provate a chiedermi quali gocce prendo, quante ne prendo, a che ora ecc. Non sono un dottore, non sono il vostro dottore e anche io le ho prese parlando con specialisti (lo scrivo perché qualcuna c'ha già provato!!!)





giovedì 26 gennaio 2017

#Babybooklovers

Le Feste natalizie, i viaggi e il compleanno della Nina appena passato, ci hanno permesso di rimpolpare la biblioteca con regali e autoregali di libri sempre più belli che mi permettono di farvi nuovamente partecipi della mia piccola rubricata periodica: Baby Book Lovers

Pronte a segnarvi nomi ed editori? 

Come funziona la maestra - di Susanna Mattinale e Chiara Carrer - ed. Il Castoro

Dati i "problemi relazionali" della Nina col corpo insegnanti e più in generale col fatto che, purtroppo, da qui fino ad almeno alla terza media, dovrà andare ogni giorno a scuola (sì, ogni giorno della settimana, lo so figlia mia, anche se me lo chiedi incredula ogni mattina), ho pensato di prenderle questo libro davvero divertente. Un atlante sulla maestra, colorato e divertente ma anche serio e dettagliato, come è fatta fuori e come è fatta dentro la mastra e come si farebbe se non ci fosse!


La Regina dei baci - di Kristien Aertssen-Eed. Babalibri

Un libro piccolo piccolo e molto dolce, con illustrazioni meravigliose, da leggere prima di dormire, quando già gli occhi si chiudono piano piano e magari dopo aver passato una giornata un po' battagliera madre/figlia. (Io ho fatto un po' la lacrimuccia la prima volta ma ero anche pms, va detto).







Il meraviglioso CICCIAPELLICCIA - di Beatrice Alemagna - ed. Topipittori

Un libro che ad ogni pagina è un piccolo capolavoro dell' illustrazione. Ogni pagina andrebbe appesa in camera per farne un piccolo quadro da guardare e riguardare; i colori, il tratto, le atmosfere, sono bellissime ed evocative, a volte io e la Nina ci perdiamo a notare dettagli e piccoli particolari perché  anche la storia stessa, tenera e buffa, fa apprezzare la cura delle cose piccole rappresentate con dolcezza nei  disegni. Anche io voglio un mio cicciapelliccia poi!






Casa - di Carson Ellis - Emme edizioni

Anche in questo caso le illustrazioni la fanno da padrone ma alla Nina piace vedere come sono le case del mondo e ci divertiamo a dire in quale ci piacerebbe vivere. Ci sono disegnate, con colori vivaci e un tratto grafico davvero da opera d'arte, le case più disparate, della casa della strega, alla casa delle api, alla casa di chi vive sotto il mare ad Atlantide e via dicendo . Un libro divertente per futuri architetti!




CATTIVI COME NOI - di Clotilde Perrin - ed. Franco Cosimo Panini

Questo libro gigantesco, grande come un tavolino che si apre e chiude e ha racconti e aperture e cose che si possono nascondere e trovare nelle tasche dei cattivi, è uno dei preferiti della Nina. 
E con questo libro si gioca. Anche se c'è del testo e vengono raccontati i personaggi cattivi nella mitologia comune, ci sono dei veri e propri manichini da esplorare, gonne di streghe da alzare per trovare gatti neri, pozioni e cornici di nemici giurati, peli di lupi da aprire per trovare travestimenti da monete. Un libro davvero spassoso.





L'acca in fuga - Fiabe Lunghe un sorriso - Gianni Rodari - ed El - ed Einaudi

Finalmente posso leggere alla Nina anche qualche piccolo racconto non necessariamente illustrato e  posso farlo senza che si annoi e  finalmente posso leggerle il mio adorato Gianni Rodari; una figura costante nella mia vita di bambina di cui ricordo ancora le filastrocche e i giochi di parole e di cui spero che apprezzi l'ironia e la tenerezza delle storie e delle parole anche la Nina.






giovedì 19 gennaio 2017

Un post su Facebook, contro Facebook, per usare meglio Facebook



Vedo comparire ultimamente sul web i soliti articoli che suggeriscono il determinato e corretto uso di un determinato social. Ci sono guide per utilizzare Snapchat, dai contenuti migliori da pubblicare, alle persone giuste da seguire, fino alle cose da fare o non fare per risultare gradevoli; ci sono poi lunghi post sull'utilizzo di instagram, nei quali insegnano a fare belle foto e prendere ispirazione dai profili più seguiti o particolarmente interessanti. Invece, spesso, noto che il social per eccellenza viene dato per scontato, lasciando presumere oramai che tutti lo sappiano usare e che sia già regolato da una sua, passatemi il termine, "autoetica" prestabilita; un po' forse per l'enorme bacino d'utenza (ingestibile e troppo eterogeneo), un po' perché tutte le persone che usano Facebook hanno la pretesa di saperlo usare o di saper fare quanto basta.
Ecco, è proprio così, ognuno crede di saperlo usare, ignorandone spesso i meccanismi più perversi, ignorando l'arma che ha in mano e senza preoccuparsi di etica, estetica e apparire patetico.

Trattandosi di "social" credevo che la radice di questa definizione venisse da socializzare o da società invece scopro che, se per società di intende "un insieme di individui, dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione, che variamente, aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni",  invece il social è definito come un "mezzo", per la precisione,  "un mezzo per condividere contenuti tra utenti". Tutto qui.
E allora? Se Facebook non è una società (sì, per azioni sì) allora noi non siamo membri di una comunità ma utenti. Questo ci autorizza all'anonimato? Alla diarrea verbale? Al sentirci chiamati in causa anche nelle discussioni dove non conosciamo l'argomento. In quanto utenti ci sentiamo come? Come clienti?
Quello che so è che il male si annida in tante cose, spesso nei dettagli, spesso nell'ignoranza; no, non userò la parola analfabeti funzionali ma quello che ho capito è che c'è una diffusa maleducazione che serpeggia e che viene comunemente accettata perché gettata in un calderone, perché annacquata in milioni di opinioni ed interazioni e perché si tende a fare spallucce e a dire "beh, Facebook è così" come si fa coi parenti irrimediabilmente scemi; non ci sono regole, non ci sono filoni, branche di pensiero, mode e dettami, tutti possono sentirsi fighi e belli, tutti possono dare fiato a qualunque pensiero o bassezza, dalla dissertazione sui massimi sistemi, alla frecciatine da shampista alla vicina di banco. Poi no, non mi accanirò sulla piaga dei cinquantenni su Facebook, ci sono pagine che ne parlano e ne hanno parlato così tanto da essere venute a noia (sì, su Facebook a me viene tutto a noia dopo tre giorni), non mi dilungherò su chi intasa bacheche con coccinelle che se condivise portano fortuna, alternate a massime di Padre Pio, buongiornissimi dati dal Papa o da tazze di caffè antropomorfe e poi amen da lasciare nei commenti per salvare Jhonny dall'Alabama dal suo tumore. Parlare male degli anziani su facebook è come bombardare un campo profughi, inutile, facile e crudele.

Tuttavia mi dilungherò in un piccolo decalogo di cose da non fare o fare con attenzione, piccole accortezze, regoline varie che si potrebbero rivelare valide anche per gli "anziani digitali". 
E tu chi cazzo sei per fare queste regole? Nessuno e non ho la presunzione come hanno molti socialmediamanagerseniorapplicationdeveloppmentemarketingconsultant di conoscere il mezzo come le mie tasche. I miei dettami li applico per prima a me stessa e vengono solo dal mio (scarso) buonsenso 

IL LESSICO:
Spesso per sentirsi giovani e al passo coi tempi vi verrà da parlare come Fedez nei vostri post, sarete tentanti di usare parole come disagio, ciaone, muoio, mai una gioia ecc ecc. È tutto finito, è passato, bastah, amicah, capelly (anche se geniale e inventano da una mia amica geniale) è un linguaggio vecchio. Quando vi viene voglia di usare #sapevatelo sappiate che sarebbe come entrare dal fornaio e salutarlo con un "buon vespro Messere". Tenetevi aggiornati se volete fare i comunicatori sui social o sarete solo patetici. Magari usare altri social oltre a Facebook potrebbe aprirvi la mente, magari provare ad uscire dalla confort zone della condivisione dei gatti o del tag nella foto di classe del 1994 per imparare un nuovo social, per cimentarsi con le foto, con un parere da esprimere in 140 caratteri potrebbe servire.


P.S. con questo non voglio dire che gli altri social siano eden di pace e gioia eh, anzi

LE FOTO:
Il vostro cibo è bello? Fa gola? È ben impiattato? O volete solo far vedere a tutti che sapete fare il ciambellone? Risulterete forse patetici, sì. Paola è Soddisfatta- (faccina) presso casa propria- più foto di ciambellone giallognolo su scottex. Dovrebbe farci gola? Invidia? Pensate sempre a cosa state comunicando e, tornando a quanto detto sopra sui social, pensate che siete utenti che condividono contenuti. Il vostro contenuto/ciambellone arricchirà la società, mettereste un poster fuori casa vostra con la foto del vostro ciambellone? 
E poi un secondo filone vede gente con cestino vol au vent ripieno di tonno e mais della scatoletta con didascalia CIAO CRACCO. Non fa più ridere, non ha mai fatto ridere. I vostri gatti, i vostri nipotini, i vostri gioielli di fimo, le vostre gite fuori porta sono per voi o per noi? 
Le vostre foto in discoteca sono belle? Sono a fuoco? Parlano di una serata davvero particolare? O volete solo far vedere che anche voi come milioni di persone andate nei locali e vi divertite. Basta.

LE CONDIVISIONI: 
E qui cari miei si apre un capitolo polposo e succoso. Quanti secondi vi concedete di riflessione prima di decidere se ripostare un contenuto sulla vostra bacheca? Il cane smarrito, padre pio porta fortuna o l'ennesima ansa già postata da almeno altre venti persone nella vostra tl. Pensateci sempre, e soprattutto prima di postare cercate di capire le fonti. Dovete sentirvi importanti e darvi il ruolo di portatori di verità. Voglio o non voglio condividere questo articolo: una ricerca scientifica dice che il vaccino ci tramuterà tutti in dosasapone da qui al 2032-clicca qui per vedere i primi umani a cui è spuntato il dous dous. Due domande facciamocele, da dove viene questo articolo? Che fondamento scientifico ha e come può aiutare le persone che mi leggono? Sarà forse un modo per raccattare click, dato che mi chiede di cliccare per vedere un uomo trasformato un sapone per mani?
Così come con i contenuti verificati ci vuole criterio. Valentino rossi bestemmia in diretta tv a reti unificate? Se aprite Facebook e TUTTI i vostri contatti hanno già pubblicato il video, perché farlo anche voi?  È una gara? Una figurina panini. NO

I GRUPPI
Beh ultimamente facbeook ci ha dimostrato di essere una maxi cloaca dove uomini di ogni età possono chiudersi in gruppi privati a inneggiare allo stupro su foto rubate di ignare sconosciute e ci ha anche dimostrato che tutto questo non viola gli standard della sua comunità di utenti. Perfetto. Per quanto mi riguarda ho provveduto a cancellarmi da ogni gruppo esistente e non ne farò mai nessuno in vita mia. Basta andare sulla pagina principale e in basso a sinistra e troverete "notizie pagine" -  cliccate e vi si apriranno tutte le pagine a cui avete messo like con le ultime loro notizie. A destra poi  vedrete un riquadro con tutte le pagine che seguite e vi apparirà così un elenco facile da depennare. Fate un po' di pulito, prima di tutto perché i gruppi a cui avete messo like nel 2008 non sapete cosa sono diventati oggi e poi perché almeno mandate Facebook in sbattimento perché non sa più chi siete e cosa volete. Fatelo in più volte perché quel furbetto di Facebook dopo un po' non ve ne farà vedere più ma poi vedrete che riaffioreranno una volta che vi sarete rimessi a fare pulizia.








I COMMENTI
Ahhh quanta libertà su Facebook vero? Finalmente vi siete liberati delle letterine ritagliate dal giornale e l'anonimato non vi serve più per offendere, denigrare e millantare superiorità. Chi se ne frega della grammatica, chi se ne frega se dall'altra parte c'è comunque una persona che legge, io dico quello che mi pare perché c'è libertà di pensiero ed espressione e je suis charlie e se voglio dare della puttana alla Bolrdini glielo dico così impara a scrivere certe cose. Sarebbe bello se la Boldrini avesse tempo di citofonarvi, sarebbe bello chiamare il datore di lavoro del gestore del gruppo "mogli vogliose-umiliamole" così solo per parlarci cinque minuti, fargli vedere due screenshot relativi ad un suo dipendente. Non si possono regolamentare i commenti, è censura, si però si può parlare di una certa etica, ci si possono dare delle regole ci si può indignare ed incazzarsi. 
Io personalmente mi deprimo anche quando posto una foto di lavoro e mia cugina commenta sotto: ti riporto la teglia per la torta se passi dalla zia. In quei momenti mi rendo proprio conto che non c'è soluzione che è così deforme questo social da non avere una sua collocazione e quindi neanche una sua etica o delle minime regole. La signora di mezza età con la terza media che condivide le foto dei gatti e dei nipoti si scatena come una belva tra i commenti della notizia di un canile lager, augurando morie di bambini e stermini vari. Il bravo ragazzo è iscritto al gruppo dello stupro. Il serio professionista commenta la foto della Ratajkovski com un modernissimo: escile.
Proviamo a darci delle regole, proviamo a pensare che anche se le cose che scriviamo non escono dalla nostra bocca ma le digitiamo su una tastiera la persona che lo sta facendo siamo sempre noi e solo noi?


I LIKE
Il like è diventato un metro di giudizio, la moneta di scambio, il peso e la misura. Allora se è così importante e addirittura c'è un partito che lo usa come "strumento di democrazia" perché voi lo date così per scontato e lo buttate qua e là. Iniziate a mettere like solo alle cose che davvero vi piacciono, iniziate a schifare la torta fotografata male, la pagina che vi fa solo sorridere, ponderate bene se una cosa  merita un vostro like. Facciamo diventare il like un vero strumento di approvazione.

Su Facebook si vede tutto, si capisce tutto, siamo affacciati su questa pagina da anni mesi, in pochi post capisco se vi siete lasciati dopo anni, se avete una nuova relazione, se avete cambiato lavoro, se siete felici o fate finta; capisco oltre le righe. Ma non io perché sono super dotata di poteri straordinari, basta conoscere un pochino il mezzo. Dopo anni lo leggo come matrix e se vi siete sfidanzati da poco e postate una foto in discoteca con un sorriso a 34555 denti io vedo matrix e so tutto. E non vi metto il like.

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