L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


giovedì 6 aprile 2017

La nerd che è in me vs tutto il Pinterest del mondo

C'è un tempo per Pinterest, un tempo per Instagram, un tempo per le riviste patinate, un tempo per coordinare gli asciugamani in scala di colore nel mobiletto dell'armadio del bagno, un tempo per disporre i libri con la costola con la stessa tonalità di colore sulla mensola, c'è un tempo per le verriere e per le lampade di modernariato, un tempo per le piante tropicali e i cuscini con le fantasie geometriche, c'è un tempo per vestirsi da francese chic o coreana benestante in vacanza a Firenze, c'è un tempo per collezionare soprammobili d'antiquariato, un tempo per le borse di paglia, un tempo per i vasi con forme strane e i piatti dipinti a mano da una scandinava con la casa tutta bianca, c'è un tempo per il decluttering total francescano e il conseguente look da Dylan McKay perché hai solo t-shirt bianche e jeans, c'è un tempo per il minimal trascendentale ascetico, un tempo per travasare il Dove nei flaconi Aesop e un tempo per nascondere, in una cesta di iuta intrecciata da un mongolo a 383838 km di altezza, i flaconi più brutti.
Però c'è anche il tempo dei nerd, quello in cui vorresti comprarti un Tardis e metterlo in mezzo al salotto in bella vista, quello in cui vorresti tutte le action figures di Star Trek, un tempo in cui vorresti in sala la Morte Nera fatta col Lego esposta sulla mensola più in vista, un tempo in cui vorresti stare in casa col mantello di Harry Potter, la bacchetta e la saetta disegnata nella fronte a gridare "Crucio!" a tutti quelli che passano sotto casa, c'è un tempo in cui vorresti il poster di One Piece da appendere in camera, anche solo dietro la porta, e un tempo per la spada di Aragorn? Di certo appesa lungo il corridoio e anche un trono di spade come sedia per guardare la tv. Oh!

Non posso, i nerd sono la mia confort zone, è vero ma la nerd serena e felice che vorrebbe solo leggere fumetti e collezionare idoli in plastica e vecchi giochi in scatole originali, è incatenata nelle segrete del mio animo e la Connie arredatrice e adulta tiene la chiave della segreta nella tasca della vestaglia di seta e quella poverina urla davanti ad ogni oggetto cult, ad ogni Lucca Comics o solo guardando la casa di Sheldon Cooper.



Però, alla faccia del design, la lampada come Sherlock me la son comprata, tiè!





martedì 28 marzo 2017

She-Devil

Vorrei che iniziaste a leggere questo post con questa canzone di sottofondo (questa). Sì perché vi parlo di quando in casa c'è una dolce bambina, che ti abbraccia e ti cerca e ti dice "mamma come sei bella quando" ti vesti per uscire;  di una bella creatura che riempie la casa di dolcezza e cose buffe e che, anche se ha il suo bel caratterino, ti circonda di affetto e amore con la ricerca delle coccole e col bisogno di te.

Poi un giorno (qui dovete spegnere la canzone) arriva She Devil, ti ritrovi con un'adolescente formato polly pocket che ti dice che non sei la sua mamma che vuole un'altra famiglia che vuole stare col suo babbo e che il cane è meglio se la sera lo porti fuori te perché preferisce farsi addormentare dal babbo.  TU QUOQUE?

Tutto questo perché? Perché l'hai portata via all'ora che era giusto venire via da un posto dove si divertiva e le hai impedito di andare al parco giochi mentre diluviava. Da allora in casa una strafottente che non si abbassa a chiedere scusa, che ti ridacchia in faccia quando le dici che si è comportata male e ti ha detto cose brutte che ti fanno soffrire. La regola in casa è che non si va mai a letto arrabbiati e stiamo andando a letto arrabbiate da due giorni, senza un bacio o una gentilezza. 

Come ci si comporta? Io manco con i fidanzati che facevano gli stronzi mi son sentita così triste e mi trovo arresa perché sono sempre una che sa come comportarsi in questi casi, invece ignorarla e pretendere le sue scuse mi sembra l'unica via al momento ma non porta frutti, lei canticchia gioca e mi ignora e io mi incarognisco sempre di più come se davvero fosse un adulta e mi sento ancora peggio.


Mi hanno detto tante mamme che è una fase, mi hanno detto tanti ragazzi ancora non genitori, che anche loro hanno passato questa fase e che, o c'è qualche messaggio che lei percepisce in maniera sbagliata fuori da casa, o è solo un momento di sfida, un momento di crescita dove prende consapevolezza del suo carattere attraverso questa sfida. (Pronto Crepet?)

Nel frattempo mi trattengo dal chiamare il sacro collegio di correzione svizzera delle suore carmelitane scalze ma le ho chiuso i rubinetti di regalini e attività varie , almeno per questa settimana, e se è vero che sono piccoli per non capire cosa vuol dire ferire e non capiscono il senso reale del gesto del chiedere scusa, almeno le farò capire che, quando sbaglia, al suo errore segue una reazione. Non posso tenere il muso ad una bambina, mi rendo conto, capisco che delle scuse ottenute in maniera coatta sarebbero scuse meccaniche e non metabolizzate; non posso neanche farla troppo lunga. In questo blog vi ho parlato sempre del meglio e del peggio e di quando mi sono trovata in difficoltà nel mio ruolo di mamma, ecco questo è un momento di difficoltà, so che sono in una fase delicata che può stabilire l'andamento del nostro rapporto nei prossimi anni. I bambini oggi hanno tutto, sono protetti, coccolati, accompagnati e noi genitori viviamo nell'ansia di non fargli mancare nulla né affettivamente né materialmente ma credo che, se è vero che è piccolina per non capire il gesto, sia già abbastanza grande da capire che sono una persona e che non deve dire e fare certe cose prima di tutto con me e soprattutto agli altri. 

Ditemi dove sbaglio e se sbaglio.


lunedì 20 marzo 2017

eccomi di nuovo! Libri per bambini! #babybooklovers

Eccomi di nuovo qui, stavolta a stretto giro, con la mia piccola rubrica. 
Ci siamo rifornite di nuovi libri e, come sempre, ve ne parlo con piacere e, come sempre, nei commenti e su snapchat e instagram, suggeritemi nuovi libri ed acquisti!
Avevo promesso anche di fare un post sui libri vintage che ho preso nei vari mercatini ma ci sto mettendo molto tempo a leggerli perché alcuni sono veri e propri piccoli romanze e ne ho diversi in cantiere, vorrei parlarvene quando li ho tutti letti! 
Intanto iniziamo con questi "moderni":


Fiabe a Tutto tondo - Cappuccetto Rosso - Ed. Sassi Junior

La trama della storia credo non ci sia bisogno che ve la spieghi ma la bellezza di questo libro sta nel fatto che volendo è anche un vero e proprio gioco. Aprendolo e legando i nastrini si trasforma in  una giostra di diorami pieni di particolari, il racconto è scandito con gli scenari in 3d pieni di dettagli da scoprire. Alla Nina piace tenerlo sempre aperto in camera e leggerlo ruotandolo come un piccolo teatro portatile!!



Flon-Flon e Musetta - Elzbieta - Ed Aer

Un libro senza dubbio dall'argomento piuttosto impegnativo e per questo adatto sicuramente ai bambini dai 4/5 anni in su, tuttavia è un piccolo albo dalle illustrazioni delicate e dai caratteri grandi che parla della guerra in maniera gentile. Tratteggiando la storia di due coniglietti amici e divisi dalle spine di un conflitto grande e incomprensibile, questo racconto scritto da un'autrice Polacca molti anni fa, riesce a spiegare ai bambini un qualcosa di difficilmente spiegabile. Pensavo che alla Nina l'argomento "guerra" sarebbe rimasto incomprensibile o spinoso invece le ha suscitato interesse e mi ha anche fatto qualche domanda che non mi aspettavo. 



Scopro la musica - L'orchestra - edizioni Usborne 

Ok, ammetto che questo libro è uno dei miei ennesimi tentativi di incanalare le energie della Nina verso la musica classica e devo ringraziare una ragazza che su snapchat mi ha mandato un video live direttamente dalla libreria dove lo ha visto! Ovviamente l'ho cercato subito ed è stato molto apprezzato! Per questo oltre alla copertina occorre anche  un video!





Cerca e trova - In Viaggio - Sassi Junior

Un libro/gioco pieno di dettagli da scoprire e cercare, una grafica un po' anni sessanta piena di colori e per finire un testo breve ed in rima; il libro si apre in grandi pannelli con l'elenco delle cose da cercare ed in questo, a tema viaggi, ci sono personaggi da cercare negli aeroporti, nelle città e al mare.  É divertente e adatto anche ai più piccolini, ovviamente la Nina ha imparato già a memoria  tutte le disposizioni delle cose da cercare e fa la gradassa ma le piace anche farsi spiegare i vari dettagli presenti sullo scenario.





I'm a Bunny - Richard Scarry - ed. Golden Books 

Ok, ammetto che quando ho visto questo piccolo volumetto in un una libreria inglese di Firenze non ho saputo resistere e l'ho preso senza neanche consultarne il contenuto. Richard è sempre una garanzia, si sa, è un libro adatto ai piccolini ma con illustrazioni di una dolcezza che fa bene al cuore anche dei più grandi. (perfetto per la pasqua)




APE - Una piccola meraviglia ella natura - Britta Teckentrump - Ed. Sassi Junior 

La storia in rima della giornata di una piccola ape che in ogni scenario si intravede più piccola o più grande, oppure circondata dalle sue compagne ma sempre intagliata e intravista nella sua cella mentre operosa trasporta nettare e cerca nuovi prati fioriti. Illustrazioni quasi da appendere come piccoli quadri e libro adatto a bambini curiosi e amanti della natura che già si cimentano con la lettura.




Mi disegni un piccolo principe? - Michael Van Zeveren - ed Babalibri

Un piccolo racconto per bambini che vanno a scuola e vogliono esprimere la loro creatività! Una pecorella (animale scelto non a caso) deve disegnare come tutte le sue compagne di classe, un piccolo principe che a lei non riesce, la mamma allora le dice di guardare oltre le cose e di disegnare anche quello che non vede o quello che le fa vedere la sua fantasia! La piccola pecorella scoprirà di essere una vera artista dell'astratto!




(SASSI JUNIOR - BABALIBRI - GOLDEN BOOKS - USBORNE -AER)



martedì 21 febbraio 2017

Sul diritto alla noia e la mamma pupazzo



Quando mi scrivete nei commenti sul Instagram o qui sul blog cose tipo "sei una mamma bravissima, la Nina è fortunata" per il modo in cui percepite che mi occupo di lei,  ammetto che mi sento dilaniata dai sensi di colpa perché vi confesso che non sono come credete o perlomeno sento di non corrispondere esattamente  al parametro della "brava mamma" che ho nella mia testa.

Spesso la Nina con me si annoia, lo ammetto, io non sono una di quelle mamme che si mettono a dipingere e a fare la pasta di sale, non mi Muciaccizzo per la prole. Ecco l'ho detto. O perlomeno, non lo faccio a tempo pieno, non per tutto il tempo che trascorro con lei.  C'ho ragionato un bel po' e ci sono delle motivazioni del perché non lo faccio: prima di tutto perché non voglio fare le cose con lei per il comune sentire o perché i blog delle mamme nordiche trasmettono questa immagine della mamma moderna; poi non voglio fare le cose con la Nina mentre io mi annoio, perché lo sento come un lavoro o una faccenda da fare in casa tra quelle da fare. Non sta scritto da nessuna parte che per mia figlia io debba essere anche una principessa disney, regina dell'intrattenimento, del gioco e del d.i.y. full time. Inoltre credo che i bambini abbiano il diritto di annoiarsi, di conoscere e sperimentare la noia, senza noia non si inventa niente, se c'è sempre qualcuno che ti mette tempere in mano, ti fa trovare un laboratorio di pasta da manipolare e una casa parco giochi, non imparerai mai a gestire la noia, ad archiviarla e spazzarla via. Non credo sia compito della mamma pianificare e gestire totalmente l'intrattenimento, non credo sia un'ulteriore ansia da aggiungere alle ansie di madre. Oltre a tutti i pensieri che puoi avere anche se sei una madre serena non puoi aggiungere il pressing del dover far fare per forza qualcosa con i bambini quando si è in casa insieme. Certo, magari si devono fornire gli strumenti per non annoiarsi e certo, mi piace sedermi a disegnare con lei, insegnarle a colorare nei bordi e fare i collage ma è tempo del mio tempo e del suo tempo che si intrecciano, non una dedizione totale di tempo mio dedicato al suo. Sono molto più felice e soddisfatta di me stessa quando la sento canticchiare e parlottare in camera sua e vedo che ha inventato un gioco nuovo o sta sfogliando un libro o cucinando in un ristorante immaginario. Io non ho ricordi di mia mamma che giocava con me, eppure ho avuto una bellissima infanzia e non posso certo parlare di una mamma assente, la mamma era la mamma col suo lavoro e le cose da fare in casa, era quella che ti preparava la merenda e ti dava un aiuto per qualcosa. 

Quello che voglio dire non è che abbandono la Nina a se stessa una volta varcata la soglia di casa,  piuttosto cerco di indirizzarla verso cose che può fare da sola o con un mio piccolo aiuto; sento mamme che si arrabattano continuamente per trovare forme di intrattenimento per i figli, devono impastare pasta di sale, incollare, travestirsi e dipingere con le dita. Ammesso che anche alla mamma piaccia passare tutto il suo tempo così dobbiamo ammettere che fa tutto parte dell'immagine pinterestizzata che cerchiamo di ficcarci in testa.

"GUARDA COME QUESTA MAMMA FA I SUOI ESERCIZI FITNESS TENENDO IN BRACCIO IL SUO BEBÈ-UNA BELLA IDEA PER TENERSI IN FORMA E GIOCARE CON LUI!"
E a me viene voglia di lanciare il pc fuori dalla finestra. Sì perché devi essere bella, in forma, in carriera, in salute, cucinare e cucinare bio, portare a spasso il cane e fare il pupazzo clown per la prole. 
Eh no! Io non ci sto! 
La mamma è in casa con te, se vuoi coloriamo un disegno, leggiamo un libro, non per tutto il tempo che stiamo insieme però, se vuoi puoi aiutarmi a fare qualcosa in casa, altrimenti, cara bambina di quattro anni, è tempo che tu impari a gestire il tuo tempo e la tua noia e devi imparare a capire i ruoli nella casa.

Non è severità, è che non voglio fare la mamma pupazzo, non voglio essere un teletubbies sempre a disposizione e che fa anche le lavatrici, ho la presunzione di sembrare più autorevole così e che col tempo si imparino a delineare e gestire i propri spazi nella casa. Non ho letto nessun testo e questo è solo frutto di miei pensieri e ragionamenti sulla genitorialità, metto le mani avanti e sono aperta al confronto. Ma mi sono fatta l'idea che quando si gioca "troppo" coi propri figli si finisca per assumere un ruolo sempre più lontano da quello del genitore con cui poi si fanno i conti da più grandini, quello che ti impone un po' di regole e che ha autorità.  Forse mi sbaglio e sono soltanto io che non riesco a far condividere i due aspetti e separare i due ruoli ma ho come l'impressione che, se per un'ora gioco con la Nina e interpreto il suo magico pony alato, lasciandomi cavalcare e comandare a bacchetta, poi sia davvero difficile alzarsi e dirle: "Ok, ora rimetti in ordine la tua camera, poi vai a lavarti le mani e quando ti chiamo vieni a tavola"

Cioè, dai, chi prenderebbe ordini da un magico pony alato?

martedì 31 gennaio 2017

Di come piano piano la spunterò sulla paura di volare



Come ormai saprete, oltre all'insonnia, alle varie ansie e ai piccoli tormenti che mi affliggono e che mi auto/infliggo, nell'ultimo anno ha fatto la sua scintillante comparsa anche la paura di volare, la così detta Aerofobia, da non confondersi con la non meno fastidiosa disfunzione che tuttavia, al massimo, ti mette in imbarazzo per aver lanciato un silenzioso peto in un ascensore affollato.

No, non potevo limitarmi ad alzarmi la notte per mettere in ordine cromatico e di misura gli asciugamani del bagno, è arrivata anche l'aerofobia, la fottuta e incontrollabile paura di volare mista all'istinto di aprire il portellone per scendere in una magica pensilina delle nuvole mentre si sorvola il mediterraneo.


Allora, non starò qui a dirvi "i dieci trucchetti per non avere l'ansia" come se fossi una rubrica scema di qualche rivista del 1997 nella sala d'aspetto del dottore, perché una delle cose che mi manda più fuori dalla grazia di cristo è la frase "non ci pensare" e, anzi, sono qui a dirvi che ho usato farmici, ho preso le così dette goccine calmanti e fatto anche della terapia. Da brava insonne so cosa vuol dire quando racconti il tuo problema alla gente e ti senti dire: "ma se non hai sonno alzati e fai qualcos'altro, guardala tv, stira, leggi, scrivi?" - IO VOGLIO DORMIRE CAZZO!

Quindi questi che vi sto per sciorinare sono solo dei piccoli accorgimenti che ho imparato negli ultimi voli e che come grossa premessa hanno il giusto dosaggio di goccine calmanti; mi spiace se siete contrarie ai medicinali e agli psicofarmaci e in generale questo post non vi è utile, io amo troppo viaggiare e amo prendere l'aereo. Da questa cosa voglio guarire e sono certa che arriverà anche il giorno in cui non ne avrò bisogno di prendere nulla per volare e durante una turbolenza sull'oceano indiano sorseggerò un whisky, con la cintura di sicurezza slacciata e dicendo : "ehi, come balla questo bestione!"


1 - Ho creato un surviving pack, una busta di tela mia e solo mia con un mio personalissimo kit di sopravvivenza, me la sono preparata come la valigia che si fa per andare a partorire, con le cose che sai che ti aiuteranno a sopravvivere a quel momento difficile, salviette, feticci, fogliolini. Una barbona dei cieli.

2 - Mi sono portata dietro un libro che conosco, uno di quelli consumati, con le parti sottolineate, con i brani che amo rileggere, con i bordi con le orecchie e me lo sono riletto qua e là. Non mi sono portata un libro nuovo o un libro da finire ma quello che definirei un confort book. In caso di ansia mi leggo la descrizione delle miniere di Gimli, ho pensato. 

3 - Mi sono creato due playlist da ascoltare: in caso di volo liscio come l'olio abbiamo un Mozart, Bach, Strauss, Bernstein, ecc;  in caso di volo turbolento ecco una compilation di mega pezzi anni '90. Se l'aereo deve cadere voglio precipitare sentendo Spice up your life!

4 - Ho mangiato. Ho ingurgitato tutto quello che si poteva mangiare appoggiati ad un tavolino d'aereo. Noodles, cioccolata, anacardi, quei mini biscottini salati che hanno solo sugli aerei, ho prodotto la quantità di spazzatura di uno staterello ma mi sono coccolata di schifezze.

5 - Vi sembrerà impossibile ma, come diceva Giacomo, ogni volo la situazione migliora e vi sembrerà impossibile ancor di più ma anche il suo consiglio di sedermi dal lato del finestrino e guardare mi ha aiutato. Come un inconscio senso di (immotivato) controllo della situazione.

6 - Ho preso al dutyfree, prima di salire, quei mini pacchetti di campioncini vari, cose piccoline come cremine, balsami per le labbra, bastoncini profumi vari di prove e prove di vari profumi, così ho spacchettato, spalmato, provato creme, annusato, oli ecc. 

7 - Prima di partire ho fatto TUTTO e ci siamo capiti. Poi: Leggings usati come pantaloni (si può), mutande comoda della nonna, salvaslip, t-shirt 100% cotone, calzettone comodo ma non stretto, scarpa sfilabile senza dare nell'occhio, camicia e felpa oversize, vestita a cipolla come consigliava la nonna e con un kit di abiti adatto a creare una specie di letto di panni se mi fosse sopraggiunto il sonno dei giusti ( o delle goccine).

8 - Un'altra cosa che ho fatto prima di partire e che non dovete assolutamente sottovalutare: è stato informarmi. Ho scoperto che in numerosi siti internet ufficiali degli aeroporti, sopratutto di quelli più grandi, ci sono molti forum che parlano della paura di volare e, in alcuni casi, piloti e assistenti di volo rispondo alle domande di chi scrive; ho scoperto inoltre che sapere orari, numero del volo, durata e rotta, aiuta, è come per la storia di guardare dal finestrino. Sono cose che non si vogliono sapere ma invece servono per razionalizzare. Io ho ignorato il pensiero del volo fino a poche settimane prima di partire, poi un attacco di panico notturno mi ha svegliato. Quel giorno ho deciso di informarmi e non mi ha fatto male come invece credevo.

9 - Io amo molto fare l'enigmistica (no i rebus, quelli no), mi rilassa, mi occupa il cervello al 100%, a volte passo le ore su un cruciverba da 5 punti, non quelli con le parole aiutino eh, sono un'amante dei supermegacruciverba senza numeri e con le parole alla rinfusa da piazzare a tentativi, quelli di QUIZ MESE, dai, quelli da pensionato level pro, quelli con le definizioni difficili e con le parole che se ti vengono in mente te le devi scrivere a lato dello schema. Mi piace anche fare il lavoro a maglia ma in aereo con i ferri dice che non posso salire.

10 - In fine, il consiglio più stupido di tutti, quello forse anche più scontato per me, perché ogni difficoltà della mia vita l'ho risolta così: prendere tutto con un po' di  ironia e humor di quello più nero.
Messaggio dall'aeroporto inviato alla mamma su whatsapp : "ti scrivo quando atterro...se atterro ;D"


p.s. Nessun passeggero seduto vicino a me è stato molestato per compiere questa routine, sono stata brava ed educata.
p.p.s. Nessun assistente di volo è stato tormentato.
p.p.p.s. Non provate a chiedermi quali gocce prendo, quante ne prendo, a che ora ecc. Non sono un dottore, non sono il vostro dottore e anche io le ho prese parlando con specialisti (lo scrivo perché qualcuna c'ha già provato!!!)





giovedì 26 gennaio 2017

#Babybooklovers

Le Feste natalizie, i viaggi e il compleanno della Nina appena passato, ci hanno permesso di rimpolpare la biblioteca con regali e autoregali di libri sempre più belli che mi permettono di farvi nuovamente partecipi della mia piccola rubricata periodica: Baby Book Lovers

Pronte a segnarvi nomi ed editori? 

Come funziona la maestra - di Susanna Mattinale e Chiara Carrer - ed. Il Castoro

Dati i "problemi relazionali" della Nina col corpo insegnanti e più in generale col fatto che, purtroppo, da qui fino ad almeno alla terza media, dovrà andare ogni giorno a scuola (sì, ogni giorno della settimana, lo so figlia mia, anche se me lo chiedi incredula ogni mattina), ho pensato di prenderle questo libro davvero divertente. Un atlante sulla maestra, colorato e divertente ma anche serio e dettagliato, come è fatta fuori e come è fatta dentro la mastra e come si farebbe se non ci fosse!


La Regina dei baci - di Kristien Aertssen-Eed. Babalibri

Un libro piccolo piccolo e molto dolce, con illustrazioni meravigliose, da leggere prima di dormire, quando già gli occhi si chiudono piano piano e magari dopo aver passato una giornata un po' battagliera madre/figlia. (Io ho fatto un po' la lacrimuccia la prima volta ma ero anche pms, va detto).







Il meraviglioso CICCIAPELLICCIA - di Beatrice Alemagna - ed. Topipittori

Un libro che ad ogni pagina è un piccolo capolavoro dell' illustrazione. Ogni pagina andrebbe appesa in camera per farne un piccolo quadro da guardare e riguardare; i colori, il tratto, le atmosfere, sono bellissime ed evocative, a volte io e la Nina ci perdiamo a notare dettagli e piccoli particolari perché  anche la storia stessa, tenera e buffa, fa apprezzare la cura delle cose piccole rappresentate con dolcezza nei  disegni. Anche io voglio un mio cicciapelliccia poi!






Casa - di Carson Ellis - Emme edizioni

Anche in questo caso le illustrazioni la fanno da padrone ma alla Nina piace vedere come sono le case del mondo e ci divertiamo a dire in quale ci piacerebbe vivere. Ci sono disegnate, con colori vivaci e un tratto grafico davvero da opera d'arte, le case più disparate, della casa della strega, alla casa delle api, alla casa di chi vive sotto il mare ad Atlantide e via dicendo . Un libro divertente per futuri architetti!




CATTIVI COME NOI - di Clotilde Perrin - ed. Franco Cosimo Panini

Questo libro gigantesco, grande come un tavolino che si apre e chiude e ha racconti e aperture e cose che si possono nascondere e trovare nelle tasche dei cattivi, è uno dei preferiti della Nina. 
E con questo libro si gioca. Anche se c'è del testo e vengono raccontati i personaggi cattivi nella mitologia comune, ci sono dei veri e propri manichini da esplorare, gonne di streghe da alzare per trovare gatti neri, pozioni e cornici di nemici giurati, peli di lupi da aprire per trovare travestimenti da monete. Un libro davvero spassoso.





L'acca in fuga - Fiabe Lunghe un sorriso - Gianni Rodari - ed El - ed Einaudi

Finalmente posso leggere alla Nina anche qualche piccolo racconto non necessariamente illustrato e  posso farlo senza che si annoi e  finalmente posso leggerle il mio adorato Gianni Rodari; una figura costante nella mia vita di bambina di cui ricordo ancora le filastrocche e i giochi di parole e di cui spero che apprezzi l'ironia e la tenerezza delle storie e delle parole anche la Nina.






giovedì 19 gennaio 2017

Un post su Facebook, contro Facebook, per usare meglio Facebook



Vedo comparire ultimamente sul web i soliti articoli che suggeriscono il determinato e corretto uso di un determinato social. Ci sono guide per utilizzare Snapchat, dai contenuti migliori da pubblicare, alle persone giuste da seguire, fino alle cose da fare o non fare per risultare gradevoli; ci sono poi lunghi post sull'utilizzo di instagram, nei quali insegnano a fare belle foto e prendere ispirazione dai profili più seguiti o particolarmente interessanti. Invece, spesso, noto che il social per eccellenza viene dato per scontato, lasciando presumere oramai che tutti lo sappiano usare e che sia già regolato da una sua, passatemi il termine, "autoetica" prestabilita; un po' forse per l'enorme bacino d'utenza (ingestibile e troppo eterogeneo), un po' perché tutte le persone che usano Facebook hanno la pretesa di saperlo usare o di saper fare quanto basta.
Ecco, è proprio così, ognuno crede di saperlo usare, ignorandone spesso i meccanismi più perversi, ignorando l'arma che ha in mano e senza preoccuparsi di etica, estetica e apparire patetico.

Trattandosi di "social" credevo che la radice di questa definizione venisse da socializzare o da società invece scopro che, se per società di intende "un insieme di individui, dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed organizzazione, che variamente, aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni",  invece il social è definito come un "mezzo", per la precisione,  "un mezzo per condividere contenuti tra utenti". Tutto qui.
E allora? Se Facebook non è una società (sì, per azioni sì) allora noi non siamo membri di una comunità ma utenti. Questo ci autorizza all'anonimato? Alla diarrea verbale? Al sentirci chiamati in causa anche nelle discussioni dove non conosciamo l'argomento. In quanto utenti ci sentiamo come? Come clienti?
Quello che so è che il male si annida in tante cose, spesso nei dettagli, spesso nell'ignoranza; no, non userò la parola analfabeti funzionali ma quello che ho capito è che c'è una diffusa maleducazione che serpeggia e che viene comunemente accettata perché gettata in un calderone, perché annacquata in milioni di opinioni ed interazioni e perché si tende a fare spallucce e a dire "beh, Facebook è così" come si fa coi parenti irrimediabilmente scemi; non ci sono regole, non ci sono filoni, branche di pensiero, mode e dettami, tutti possono sentirsi fighi e belli, tutti possono dare fiato a qualunque pensiero o bassezza, dalla dissertazione sui massimi sistemi, alla frecciatine da shampista alla vicina di banco. Poi no, non mi accanirò sulla piaga dei cinquantenni su Facebook, ci sono pagine che ne parlano e ne hanno parlato così tanto da essere venute a noia (sì, su Facebook a me viene tutto a noia dopo tre giorni), non mi dilungherò su chi intasa bacheche con coccinelle che se condivise portano fortuna, alternate a massime di Padre Pio, buongiornissimi dati dal Papa o da tazze di caffè antropomorfe e poi amen da lasciare nei commenti per salvare Jhonny dall'Alabama dal suo tumore. Parlare male degli anziani su facebook è come bombardare un campo profughi, inutile, facile e crudele.

Tuttavia mi dilungherò in un piccolo decalogo di cose da non fare o fare con attenzione, piccole accortezze, regoline varie che si potrebbero rivelare valide anche per gli "anziani digitali". 
E tu chi cazzo sei per fare queste regole? Nessuno e non ho la presunzione come hanno molti socialmediamanagerseniorapplicationdeveloppmentemarketingconsultant di conoscere il mezzo come le mie tasche. I miei dettami li applico per prima a me stessa e vengono solo dal mio (scarso) buonsenso 

IL LESSICO:
Spesso per sentirsi giovani e al passo coi tempi vi verrà da parlare come Fedez nei vostri post, sarete tentanti di usare parole come disagio, ciaone, muoio, mai una gioia ecc ecc. È tutto finito, è passato, bastah, amicah, capelly (anche se geniale e inventano da una mia amica geniale) è un linguaggio vecchio. Quando vi viene voglia di usare #sapevatelo sappiate che sarebbe come entrare dal fornaio e salutarlo con un "buon vespro Messere". Tenetevi aggiornati se volete fare i comunicatori sui social o sarete solo patetici. Magari usare altri social oltre a Facebook potrebbe aprirvi la mente, magari provare ad uscire dalla confort zone della condivisione dei gatti o del tag nella foto di classe del 1994 per imparare un nuovo social, per cimentarsi con le foto, con un parere da esprimere in 140 caratteri potrebbe servire.


P.S. con questo non voglio dire che gli altri social siano eden di pace e gioia eh, anzi

LE FOTO:
Il vostro cibo è bello? Fa gola? È ben impiattato? O volete solo far vedere a tutti che sapete fare il ciambellone? Risulterete forse patetici, sì. Paola è Soddisfatta- (faccina) presso casa propria- più foto di ciambellone giallognolo su scottex. Dovrebbe farci gola? Invidia? Pensate sempre a cosa state comunicando e, tornando a quanto detto sopra sui social, pensate che siete utenti che condividono contenuti. Il vostro contenuto/ciambellone arricchirà la società, mettereste un poster fuori casa vostra con la foto del vostro ciambellone? 
E poi un secondo filone vede gente con cestino vol au vent ripieno di tonno e mais della scatoletta con didascalia CIAO CRACCO. Non fa più ridere, non ha mai fatto ridere. I vostri gatti, i vostri nipotini, i vostri gioielli di fimo, le vostre gite fuori porta sono per voi o per noi? 
Le vostre foto in discoteca sono belle? Sono a fuoco? Parlano di una serata davvero particolare? O volete solo far vedere che anche voi come milioni di persone andate nei locali e vi divertite. Basta.

LE CONDIVISIONI: 
E qui cari miei si apre un capitolo polposo e succoso. Quanti secondi vi concedete di riflessione prima di decidere se ripostare un contenuto sulla vostra bacheca? Il cane smarrito, padre pio porta fortuna o l'ennesima ansa già postata da almeno altre venti persone nella vostra tl. Pensateci sempre, e soprattutto prima di postare cercate di capire le fonti. Dovete sentirvi importanti e darvi il ruolo di portatori di verità. Voglio o non voglio condividere questo articolo: una ricerca scientifica dice che il vaccino ci tramuterà tutti in dosasapone da qui al 2032-clicca qui per vedere i primi umani a cui è spuntato il dous dous. Due domande facciamocele, da dove viene questo articolo? Che fondamento scientifico ha e come può aiutare le persone che mi leggono? Sarà forse un modo per raccattare click, dato che mi chiede di cliccare per vedere un uomo trasformato un sapone per mani?
Così come con i contenuti verificati ci vuole criterio. Valentino rossi bestemmia in diretta tv a reti unificate? Se aprite Facebook e TUTTI i vostri contatti hanno già pubblicato il video, perché farlo anche voi?  È una gara? Una figurina panini. NO

I GRUPPI
Beh ultimamente facbeook ci ha dimostrato di essere una maxi cloaca dove uomini di ogni età possono chiudersi in gruppi privati a inneggiare allo stupro su foto rubate di ignare sconosciute e ci ha anche dimostrato che tutto questo non viola gli standard della sua comunità di utenti. Perfetto. Per quanto mi riguarda ho provveduto a cancellarmi da ogni gruppo esistente e non ne farò mai nessuno in vita mia. Basta andare sulla pagina principale e in basso a sinistra e troverete "notizie pagine" -  cliccate e vi si apriranno tutte le pagine a cui avete messo like con le ultime loro notizie. A destra poi  vedrete un riquadro con tutte le pagine che seguite e vi apparirà così un elenco facile da depennare. Fate un po' di pulito, prima di tutto perché i gruppi a cui avete messo like nel 2008 non sapete cosa sono diventati oggi e poi perché almeno mandate Facebook in sbattimento perché non sa più chi siete e cosa volete. Fatelo in più volte perché quel furbetto di Facebook dopo un po' non ve ne farà vedere più ma poi vedrete che riaffioreranno una volta che vi sarete rimessi a fare pulizia.








I COMMENTI
Ahhh quanta libertà su Facebook vero? Finalmente vi siete liberati delle letterine ritagliate dal giornale e l'anonimato non vi serve più per offendere, denigrare e millantare superiorità. Chi se ne frega della grammatica, chi se ne frega se dall'altra parte c'è comunque una persona che legge, io dico quello che mi pare perché c'è libertà di pensiero ed espressione e je suis charlie e se voglio dare della puttana alla Bolrdini glielo dico così impara a scrivere certe cose. Sarebbe bello se la Boldrini avesse tempo di citofonarvi, sarebbe bello chiamare il datore di lavoro del gestore del gruppo "mogli vogliose-umiliamole" così solo per parlarci cinque minuti, fargli vedere due screenshot relativi ad un suo dipendente. Non si possono regolamentare i commenti, è censura, si però si può parlare di una certa etica, ci si possono dare delle regole ci si può indignare ed incazzarsi. 
Io personalmente mi deprimo anche quando posto una foto di lavoro e mia cugina commenta sotto: ti riporto la teglia per la torta se passi dalla zia. In quei momenti mi rendo proprio conto che non c'è soluzione che è così deforme questo social da non avere una sua collocazione e quindi neanche una sua etica o delle minime regole. La signora di mezza età con la terza media che condivide le foto dei gatti e dei nipoti si scatena come una belva tra i commenti della notizia di un canile lager, augurando morie di bambini e stermini vari. Il bravo ragazzo è iscritto al gruppo dello stupro. Il serio professionista commenta la foto della Ratajkovski com un modernissimo: escile.
Proviamo a darci delle regole, proviamo a pensare che anche se le cose che scriviamo non escono dalla nostra bocca ma le digitiamo su una tastiera la persona che lo sta facendo siamo sempre noi e solo noi?


I LIKE
Il like è diventato un metro di giudizio, la moneta di scambio, il peso e la misura. Allora se è così importante e addirittura c'è un partito che lo usa come "strumento di democrazia" perché voi lo date così per scontato e lo buttate qua e là. Iniziate a mettere like solo alle cose che davvero vi piacciono, iniziate a schifare la torta fotografata male, la pagina che vi fa solo sorridere, ponderate bene se una cosa  merita un vostro like. Facciamo diventare il like un vero strumento di approvazione.

Su Facebook si vede tutto, si capisce tutto, siamo affacciati su questa pagina da anni mesi, in pochi post capisco se vi siete lasciati dopo anni, se avete una nuova relazione, se avete cambiato lavoro, se siete felici o fate finta; capisco oltre le righe. Ma non io perché sono super dotata di poteri straordinari, basta conoscere un pochino il mezzo. Dopo anni lo leggo come matrix e se vi siete sfidanzati da poco e postate una foto in discoteca con un sorriso a 34555 denti io vedo matrix e so tutto. E non vi metto il like.

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