L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


martedì 18 ottobre 2016

Malinconia per favore vai via, anzi no




Malinconiaaaaa per favore vai viaa tanto tu in casa miaaaaa no non entrerai mai

No, anzi, visto che sei malinconia e non proprio tristezza magari aspetta, non andartene subito, riflettiamo un po'. O forse alla fine resta che ti faccio un posticino, una scatola piena di cose senza valore che ogni tanto vado a guardare, perché é questo il tuo lato più perverso, di certo non ti si può definire una sensazione piacevole, di quelle che si possono augurare o vedere in faccia ai bimbi che scivolano con lo slittino sulla neve, certo che no, però senza di te non si può stare, e forse anche il bambino che scivola sullo slittino ha un po' di malinconia. Chi lo sa.

Quando voglio ironizzare sui social la chiamo spleen per darmi un tono (se siete capre trovate il link qui non lo dirò a nessuno), un sentimento potente, decadente e antico, descritto da grandi autori, vergato a chiare lettere su pagine e pagine di rimembranze, flussi di coscienza e prosopopee varie che vanno dal ricordo d'infanzia alla depressione esistenziale più cupa. E alla fine ci siamo noi poveri mortali di poche parole che ci curiamo da questo spleen magari la domenica sera, mangiando un brodino col formaggino, mentre si guarda il vhs scassato di  Brisby e il Segreto di Nim.

È davvero complicata da spiegare la malinconia perché é difficile anche dire a qualcuno che la si sta provando. Ci avete mai fatto caso? Qualcuno vi ha mai realmente risposto alla domanda come stai con un: "Al momento sono molto malinconico, sai,  ripenso all'odore della casa di mia nonna, vorrei sedermi là piangere ma vabbè, siamo qui ordiniamo uno spritz".
Una volta avevo la presunzione che fosse un sentimento destinato agli animi più sensibili, alle creature più delicate, invece poi ho scoperto che ha tante facce e tante sfumature e che accompagna un po' la vita di tutti con maggiore o minore potenza. Magari molte persone riescono a metterla in sordina, ma c'è, altre persone lasciano che prevarichi su tutto e non vanno avanti, altri hanno momenti e orari precisi destinati alla malinconia quotidiana. Insomma se non sapete di cosa sto parlando siete dei robot mandati sul nostro pianeta per controllare le nostre menti e siete finiti nel mio blog. Peggio per voi.

È un sentimento molto potente che non va sottovalutato, è complesso e composto da tante sfaccettature, chi lo chiama solo tristezza lo minimizza e riduce ad un qualcosa che si può curare con l'allegria, mentre invece a volte la malinconia corre su un filo molto sottile, una cordicella tesa in equilibrio tra la gioia di un ricordo passato, la consapevolezza del fatto che questo ricordo sia tale e quindi passato e non tornerà e la conseguente tristezza di questa inesorabilità.

Ecco se dovessi rivedere la sceneggiatura di Inside Out io inserirei il personaggio di inesorabilità, non so un tipo con la faccia di Baudelaire che te la mette sempre giù pesante su ogni cosa, perché, a parte tutto, se impari a fare i conti con lui impari a tenere a bada la malinconia a e farla diventare una cosa buona e non una malattia; quando capisci che quel magone della sera non fa male ma fa parte della vita, inizi a vederlo come un gatto che ti si acciambella sulle gambe per essere accarezzato e la scatola dei ricordi non ti serve più.

6 commenti:

  1. Che bello questo post, mi ha fatto venire un nodo in gola. La malinconia è il mio sentimento, mi investe molto spesso e senza preavviso e, come dici tu, non è sempre spiacevole. Ricordare di quando guardavo Il pranzo è servito insieme a mia nonna a volte è più doloroso e a volte mi strappa un sorriso. Ma di certo è malinconico.
    Grazie ancora,
    Elisa

    RispondiElimina
  2. Guai a non avere ricordi...io ho il timore di perderli con gli anni! Perchè i ricordi fanno parte di te, della tua vita:... Anoche quando dormia... sono versi che ti faranno venire il magone, sempre! perché oltre a sentire quella voce nel tuo cuore, ti faranno sentire la nostalgia di quell'orgoglio di nonno che ha fatto imparare una poesia bellissima in spagnolo a una bimba di tre anni!!!! Non piangere, ma sorridi e ritieniti fortunata di avere questo dolcissimo ricordo che ti può dare, è vero, malinconia ma che ti riempie di gioia infinita! Un bacio.

    RispondiElimina
  3. Come mi sono riconosciuta ! Quando mi sono trasferita lontano , fresca di separazione per dare il famoso " taglio", per tutto il primo anno , verso ora di cena mi prendeva e mi tratteneva a sè questa forte malinconia. Ognuno reagisce a modo proprio , quando ho imparato ad accoglierla e lasciarla passare, ho ricominciato da zero con me.

    RispondiElimina
  4. Bellissima riflessione, finalmente qualcuno che ne parla.
    Anche io sento molto mio questo sentimento, lo provo spesso, forse perchè mi piace stare da sola, isolata a fine giornata (ma anche il sabato o la domenica) e quindi ho molto tempo per rimescolare le idee, scomporle, riassociarle facendomi ispirare dalla musica o da un film. Farmi investire da questo 50% di vago umore nero e 50% di sensazioni dolci-amare non mi dispiace per niente. Tuttavia -per me- è piuttosto raro che sia una sentimento legato al passato, anzi spesso è legato a qualcosa di lontano, di mai vissuto oppure a momenti di vita quotidiana che non sperimento personalmente ma per i quali provo malinconia (ma non so il perchè). Ad esempio, stamattina sono passata in macchina tra i campi avvolti da una nebbiolina bassa e a strati, ho aperto il finestrino ed profumo di foglie ed acqua mi ha invaso le narici: tac, sensazione di malinconia, bellezza e tristezza. Avrei voluto abbandonare la macchina e andare a passeggiare tra quei campi nella terra umida. Forse quella che provo io è una delle tante sue sfaccettature.

    RispondiElimina
  5. Mi ricordo che ci eravamo scambiate qualche tweet riguardo questo argomento, quando hai visto per la prima volta Inside out, e non sai quanto mi piace questo post! E' uno di quei casi in cui un'altra persona riesce a dire a parole qualcosa che hai dentro e non sai esprimere. Io durante l'adolescenza non mi capivo: pensavo di essere una persona negativa mentre gli altri dicevano di me "Non potevano darti un nome più azzeccato! Sei sempre tranquilla e contenta". Ero confusa perchè come era possibile che gli altri mi vedessero tutto il contrario di come mi vedevo io?! Poi ho scoperto di essere molto molto empatica ed emotiva e credevo che la mia "negatività" fosse data dal sentire sempre il dolore (ma anche la felicità) altrui. Ma poi ci sono arrivata e ho capito che sono semplicemente malinconica. Non so se sia un vanto aver capito questa cosa però, se fossi un personaggio di Inside out, la mia emozione principale sarebbe proprio lei. E ora che ho le idee più chiare e cerco di studiare questa emozione così complicata, ho capito che mi piace. Mi piace sapere che serbo sempre, dentro di me, delle piccole felicità che mi mancano, che delle cose che mi rendono felici adesso, prima o poi, mi mancheranno. Per esempio, tra 10 giorni andrò con mio fratello nella nostra città del cuore, è il mio regalo per la sua laurea. So che saranno dei giorni pieni di gioia pura che mi riempiranno il cuore fino alle lacrime e al solo pensiero già sento che mi mancherà ma questo non mi impedisce più di godermelo anzi quello che mi dico è "Proprio perchè sai che diventerai malinconica, goditi quei giorni fino in fondo così da avere ricordi favolosi". Quindi grazie ancora Connie per questo post. Da una malinconica che ha accettato di esserlo :)
    ps: il mio luogo preferito per essere malinconica, comunque, è il mare. Mi metto lì seduta sulla riva, al tramonto e via di malinconia! :)

    RispondiElimina

Recommendations by Engageya

Post in evidenza

Di quella notte che ho letto decine di brutte storie

I o non sono una psicologa, anzi, ho fatto la scuola dei vestitini e ho un curriculum di storie d'amore piuttosto melodramma...