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venerdì 23 settembre 2016

Sul fertility day e i fantasmi delle gravidanze passate e future- come Scrooge



La campagna del Fertilità day che ha sollevato tante polemiche in questi giorni perché oggettivamente, diciamolo, facevano prima a trasmettere i Robinson, Otto sotto un tetto o la Famiglia Bradford in prima serata e se la cavavano meglio, a me ha fatto riflettere sul fatto di avere o no questo secondo figlio a cui penso da qualche mese.

Allora Cara Ministra, stanotte mentre meditavo sul fare o non fare il benedetto secondo figlio mi sono addormentata e in sonno (o forse no) son venuti a farmi visita tre fantasmi: il fantasma della gravidanza passata, il fantasma del figlio presente, e il fantasma dei figli futuri.
Sì come ad un Ebenezer Scrooge della maternità.


Le racconto come è andata.

Il fantasma della gravidanza passata aveva le vesti di una solerte ostetrica che ogni tre parole urlava "spingi" e che mi ha mostrato la mia gravidanza passata. Ah, il radioso periodo dove ho perso il lavoro quando ero solo di tre mesi e ho ricevuto poi un risicato assegno di maternità "una tantum" tassato al 21% in quanto lavoratrice a progetto, senza ormai più un progetto. Lo stesso periodo in cui mi son trovata a confrontarmi con un sistema sanitario e una cultura in fatto di gravidanza, parto e allattamento, forse ferma ai tempi delle levatrici che facevano partorire al paesello la mucca, la cagna, la moglie del sindaco, la capra, la figlia del farmacista ecc. "Devi soffrire", dicevano in quel ricordo, perché così è tutto naturale e naturale è bello, è bio. E velocemente siamo andati al post parto dove sono tornata a casa a pezzi con niente altro da fare che accudire mia figlia e una vita di donna (che vuole fare anche la donna oltre che la mamma) da rimettere tutta in piedi, da sola, senza nessun supporto economico che venisse dallo stato. Grazie a Dio ho potuto farlo appoggiandomi ad un po' di risparmi (finiti velocemente) ma anche ad un padre con un lavoro sicuro e una famiglia grande e presente. É comunque stato molto faticoso e solo ora dopo tre anni posso dire che faccio questo, questo e questo e non solo che faccio "la mamma".


Il fantasma del figlio presente non era certo la Nina ma aveva le vesti di un funzionario del comune, una segretaria scolastica che prima di farmi vedere il presente mi ha ricordato che, essendo mia figlia un'anticipataria, all'asilo comunale non c'era posto per un bel po' e che, se la volevo mandare all'asilo, l'alternativa era il privato o iniziare quando si liberava un posto, se si liberava. Insomma poi abbiamo guardato a quello che lo stato fa per aiutarmi a non far mancare niente alla Nina a come,  guarda un po', le voci asilo, piscina, corso di danza, medicine, vaccini ecc, finiscono tutte scalate dall'estratto conto della famiglia. Perché qui per avere qualcosa non basta essere una mamma che lavora autonomamente e guadagna qualcosa, noooo, devi andare strisciando coperta di stracci dall'assistente sociale in coda per ore presentando francobolli, certificazioni, modelli isee-cur-cud-anas-aiscat e società autostrade, timbrati e vidimati da sette diversi funzionari per avere forse il rimborso dell'aerosol. E abbiamo guardato la Nina figlia unica giocare e divertirsi con tutte le opportunità che le posso dare ora in quanto figlia unica, che dovrei certamente toglierle se arrivasse un fratello con gli stessi diritti.


Il fantasma dei figli futuri si è presentato tardi e aveva le sembianze del babbo della nina però un po' più invecchiato; Fermo, razionale, con in mano un'agenda che traboccava di conti da pagare e scontrini. Non siamo andati molto lontano, siamo rimasti qui a casa a guardare la me del futuro con due o più figli. A casa, a fare la mamma a tempo pieno perché un qualunque altro tentativo di rifarsi un lavoro con un supporto dello stato sarebbe impensabile e perché due asili, vestiti doppi, impegni doppi e stress doppio, sarebbero poco sostenibili se io non mi chiudessi in casa a fare la mamma. I nonni sono invecchiati e ci sono altri nipotini quindi sono sola per gran parte del tempo perché non c'è altro da fare che rimboccarsi le maniche e mettersi a fare la mamma, lasciando da parte il proprio lavoro e le proprie aspirazioni, anzi, ringraziando il Dio che almeno lavorando autonomamente ci siamo alzate un giorno e ci siamo autolicenziate senza passare magari dal mobbing di qualche ufficio di stronzi.


Ecco vede cara Ministra, questo è quello che succede nella mia testa quando penso ad un secondo figlio. Forse lo farò lo stesso o forse prevarranno questi fantasmi, certo non posso dire che vedere dei giovanotti sorridenti che mi dicono "riprodursi è bello al resto pensa lo stato" mi faccia venire voglia di mettermi all'opera. Anzi, mi fa venire voglia di fare un lungo elenco di contro, che sono contro miei ma che sono contro che si vedono ogni giorno in ogni famiglia.

E chi fa due, tre, quattro figli? Sono eroi? Sono pazzi? No. Fanno bene. Ma fanno una scelta di vita che lo si voglia ammettere o no. La coppia e la famiglia di deforma e si adatta al niente che lo stato italiano ti lascia. Si possono fare tanti figli, io vengo da una famiglia di tre fratelli e non mi è mai mancato niente, erano tempi diversi ma non ho mai patito la mancanza di qualcosa e ho avuto una vita felice in famiglia. Chi sceglie una famiglia numerosa spesso ha fatto i suoi calcoli, a volte è inconsapevole, altre volte ci ha pensato bene e ha pianificato tante cose, purtroppo è brutto ma si pianifica anche l'amore e l'allargare la famiglia.
Non dovrebbe essere così. I figli non dovrebbero essere delle bombe che piovono sulle famiglie, o delle x da mettere sul calendario al momento opportuno o un qualcosa da mettere insieme al commercialista, a bilancio della famiglia. Però è così, lo stato continui pure a fare campagne che si basano solo sul grido di "Sveglia!" per l'orologio biologico della donna, sono fuorvianti e sinceramente offensive per chi ogni giorno fa sacrifici e rinunce per dare il meglio anche all'unico figlio che ha.


3 commenti:

  1. Esattamente quello che passa anche nella mia, di testa. AILOVIU

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  2. SOTTOSCRIVO.TUTTO.TUTTO.TUTTO....io, gia' madre di un bimbo di 18 mesi, avuto quasi rimettendoci le penne (e non per dire, intendo davvero) gia' sono spaventata dall'idea di provare la pre morte un'altra volta ma sono anche terrorizzata dall'idea di non poter dare al figlio 1 e all'ipotetico figlio 2 tutto quelle che abbiamo ora...che non e' poi questo granche'....e' facile dire fate figli, il paese non cresce ecc ecc...ma poi, messi come siamo, non crescono neppure i figli perche da magnare che gli dai???
    Sara

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  3. Connie ti leggo da sempre ma commento solo ora. Grazie, sottoscrivo tutto tutto tutto. Ho 28 anni e una figlia di 5 mesi e mezzo, delle esperienze di cui parli ne ho vissute solo una piccola parte. Per carità su alcune cose lo stato è stati presente(gravidanza seguita benissimo e parto con epidurale gratuita garantita)ma per altre è stato assente totalmente. La nostra cara ministra, per esempio,ha cosi a cuore la fertilità e la famiglia che ha deciso di chiudere il punto nascita vicino a casa mia (20km, strade montane) perché tanto quello più vicino è a 82 km e in ambulanza o in elicottero ci si arriva lo stesso. Puoi immaginare il mio stato d animo durante gli ultimi mesi col pancione. Poi per carità sono andata in un altro ospedale ma mi sono fatta due ore di travaglio in macchina, così, per dire.
    Per non parlare della faccia della segretaria quando ho detto al lavoro che ero incinta. Insomma, sarai mamma, sei una rogna. Poco importa se hai lavorato fino all ottavo mese e non hai chiesto permessi neanche per le ecografie, sei comunque un peso. E infatti questo anno sono costretta a stare a casa. E dio solo sa quanto mi pesa. Mi ero già informata su nidi e tutto ma niente, va così. E ora la piccola ha bisogno di pochissime cose rispetto a quello che verrà poi.
    Molti dicono che "i figli si crescono con il cuore, una volta non si aveva niente e si era felici". Non è così. I figli si crescono anche con la stabilità economica, dando loro opportunità e queste opportunità arrivano se hai soldi e i soldi si fanno con il lavoro. Si rinuncia a tanto eppure sembra non basti mai. Che tristezza quando ti dicono " fate figli " e poi ti lasciano maledettamente soli per tutto.

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