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martedì 30 agosto 2016

Cose frivole per la casa - un elenco di oggetti inutili che vorrete avere prima o poi

Presto, quando saranno arrivati anche gli ultimi mobili e saranno restaurate anche le ultime cianfrusaglie del rigattiere, prometto solennemente un post fotografico sulla nuova casa, per quelli tra  voi che non hanno né snapchat, né Instagram e sperano in un trafiletto su Casabella in omaggio con CRONACA VERA.
Intanto, sì ok, i tubi, le tracce, le fughe, le piastrelle, il quadro elettrico, la fossa biologica, le prese shuko, i tramezzi, le travi ricalate, le porte da architravare, gli idraulici con la "y del culo" sempre in evidenza, gli elettricisti che se la tirano come se chiedessi alla Merkel di venire un attimo a chiudere il quadro elettrico, il lavello che non arriva, il rubinetto che non torna, la cappa difettosa, il parquet già rigato; Insomma, vi dirò quello che dissi al muratore che mi chiese di fare le foto alle tracce prima di chiuderle: "A me non interessa cosa c'è sotto, voi fate bene, io poi penso ad inastragam". (le foto le ha fatte Giacomo eh). Allora intanto perché non parlare di tutte quelle cose inutili e bellissime, le cianfrusaglie, le cose costose, futili e belle, quelle da elencarsi a mente quando ti annoi e ti fai una lista delle cose che vorresti come Marge Simpson; le cose difficili da trovare, quelle che non spediscono dall'estero, le "robe" indispensabili in una casa frivola e instagrammabile.

Per "i più svegli" questo post potrebbe essere anche una wish list ma non sono così fiduciosa...

1- I vassoi HAY, chiamateli vuotatasche, chiamateli opere d'arte, chiamatele lamiere di ferro esagonali verniciate molto bene. Io li vorrei tutti.

www.hay.dk (casa di design danese che fa anche altre cose fichissime che vi ho fatto già vedere su snapchat, che si trova anche in Rinascente e che ha prezzi accessibili)




2- Candela profumata Diptyque - ammetto di avere un problema con le candele in casa, non posso vederle accese vicine ai fiori, non posso vederle accese vicine alle foto, se poi la candela è accesa proprio vicina alla combo fiore/cornice mi scatta subito dentro l'avversione da cero mortuario. Però per queste candele faccio un'eccezione e, sì, qui mi paleso proprio come vittima del Pinterest e ammetto questa debolezza, ammetto di averne una che accendo in occasioni rarissime, quando devo riallineare il karma o se dovesse passare John Kortajarena da casa per un saluto. Ovviamente il bicchiere della candela è bellissimo poi per metterci dentro di tutto una volta finita la candela.
www.diptyqueparis.eu



3- Il cactus Papier tigre - Un laboratrio parigino in Filles du Calvaire che fa cose belle per la casa, dovrebbe bastare questo a dire tutto ma aggiungerò che io vorrei vorrei questo cactus in cartone senza far uscire di testa Giacomo per essermi fatta spedire da Parigi un cactus in cartone da 49€.
Però è irresistibile e date un occhio anche a tutto quello che fanno:
www.papiertigre.fr


4- L'aeroccino della Nespresso-  Lo so, banale e anche abbastanza nazionalpopolare ma io penso di meritarlo, ogni volta che vado a prendere le capsule lo guardo e lo voglio e fino ad ora ho detto che no, comunque avrei atteso la cucina nuova. I tempi mi sembrano maturi e poi comunque mi devo allenare per partecipare al world latte art challenge.




5- Il "coso" per fare le centrifughe - O detto anche centrifugatore, credo; Chi lo possiede dice che è uno strumento del demonio, terribile da pulire, ingombrante e che in ogni caso, prima di aver preso la frutta, averla pulita, averla sbucciata nel modo giusto ecc, si fa prima ad andare a farselo fare al primo bar che ne fa. Ma a me piace e mi piace l'idea di un coso che ci butto la frutta dentro e mi fa un estratto spaziale di super succo di frutta. Lo so, mi esalto con poco.

6- Lo strizzatubetti- Indispensabile, bellissimo, da veri professionisti della cosmesi, un po' strumento di tortura un po' cimelio da vecchio barbiere. Il mio l'ho preso su Uncommongoods (sito pazzesco di cianfrusaglie) nel link qui  in un giorno con spese di spedizione gratis allaroundtheworld e vi garantisco che, soprattutto quando avete da strizzare tubetti di robe che costano più di 10€, vi fa comodo questo piccolo torturatore di metallo. (ovviamente su amazon ci sono anche in plastica ma non venite a bestemmiare qui sul mio blog per favore!)



7 - I prodotti per la casa the Laundress- Allora, tu stai mesi a scegliere piastrelle, rifiniture, spatolate varie, scaffali, per poi metterci sopra cosa? Un bel flacone rosa fucsia in plastica dura con scritto FLASHFRESCH in verde fosforescente? mmmmmmm no, non direi. I prodotti si trovano anche su yoox ma il loro sito ufficiale è questo:


p.s. nessuno poi vi impedisce di riempire i flaconi una volta finiti con lo chanteClaire


8 - Le ceramiche Marimekko sono la cosa più difficile da spiegare nel contesto della "tavola familiare" perché anche se Marimekko è un marchio finlandese che fin dagli anni '60  ha creato tessuti, fantasie, pattern e oggetti per la cucina e la casa bellissimi, rimane difficile far mandare giù in famiglia un piatto da 20 cm che sembra dipinto da un bimbo di nove anni col pennarello indelebile ma che costa come una messa in piega. Ho calcolato però che acquistandone uno al mese posso avere un servito completo entro il 2020.


9 - La Vaporirera- Non mi interessa se non la usate, è bella da vedere e sembrate persone che mangiano sano anche solo se qualcuno la intravede nella vostra cucina. Io ho quella di Maxwell and Williams che mi ha regalato un'amica ma che non ho trovato sul sito:




10- La Deun da comodino - Lo so, è un cerchio di led che sembra fatto per addestrare i cani del circo. Ma se mai vi capiterà mai di vederne una accesa in una sala o in una camera sopra un cassettone o un comodino ve ne innamorerete. (Guardate anche i lampadari mentre ci siete)

www.ledeun.com


11- Il cestino tailandese- C'è anche da Ikea e qui e c'è anche da Maison du monde qui; io li voglio tutti per le mie piante da appartamento. Non avete scuse. Basta vasi di plastica, almeno nascondiamoli dentro il cestino tailandese.


foto di mija mija da Instagram
12- La Serfitv- Scherzo eh, non la comprerò mai, prima di tutto perché costa e poi perché mi sa proprio di quei classici oggetti che volano in terra con facilità, però quanto sono brutte quelle stanze rovinate dalle mega tv? E invece quanto è bella la serif tv, cercatela su instagram e sul loro sito per vedere quanto è  elegante e quanto è instagrammabile.




13- La Monstera Deliciosa - Cercatela su Pinterest e capirete perché ho paura ad andare dal mio fioraio a chiederne dimensione media, prezzo e manutenzione e come si fa a farla diventare grande come tutto un appartamento. Qui la mia board Pinterest su lei e le sue amiche piante.


14- Una ceramica di Meyer Lavigne. Sì, sempre lo stesso problema di spiegare come mai pagare così tanto un vaso che sembra un lavoretto di un bimbo speciale ma io li trovo divertentissimi e anche molto eleganti. stanno bene anche nelle camerette e insomma, ne voglio uno...



domenica 14 agosto 2016

Il peggior bagno della scozia



Vi vedo, vi vedo, lì tutti belli placidi sotto i vostri ombrelloni a cercare il 32 orizzontale "diffusione di solvente mediante una membrana", sei lettere. Vi vedo ma qui in questa casa Pinterest dove vivo adesso non è tutto rose e fiori come sembra e ve ne voglio rendere partecipi, perché anche voi dovete soffrire come me ogni volta che esco. Sì, perché anche se qui è tutto bianco e pulito e marmo e minimal, fuori c'è un mondo oscuro che si può palesare all'improvviso, un timore antico da far impallidire qualunque attacco di panico da aereo.

Stiamo togliendo il pannolino alla Nina e ogni volta che usciamo io sono costretta ad usare il mio spauracchio: Il bagno pubblico.

Ma andiamo per punti. La Nina di togliere il pannolino non ne voleva sapere, per lei era un dato di fatto che gli altri non lo avevano e lei sì. Punto. Noi continuavamo ad insistere facendole vedere virtuosi esempi di bambini anche più piccoli di lei senza pannolino, lei faceva spallucce e pensava già al tena lady per le medie. Allora abbiamo agito di forza, togliendoli definitivamente tutto e lasciando il magico amico solo per la notte o i momenti di grande crisi, tipo quando si rifiuta di fare la cacca per quattro giorni e temiamo l'implosione.

Insomma com'è come non è, è iniziata l'era delle mini mutande glitterate e la terribile stagione delle visite ai bagni pubblici per me, eh sì perché il babbo non può certo portarla nel bagno delle donne, quindi ogni visita guidata al bagno del ristorante, supermercato, retrobottega del rigattiere, salumiere di paese, fioraio, kebabbaro, ecc, è riservata a me.
A me, che non la faccio neanche a casa degli altri, se posso, a me, che avrò fatto la pipì in treno o in aereo forse due volte, a me, che prima di usare un bagno chimico pago un bicchiere di acqua minerale 5€ in un bar di Venezia, a me che quando uso le toilette pubbliche spero non ci siano telecamere non tanto pecche qualcuno possa vedermi la patata ma perché nessuno veda mai la quantità di gesti da folle che compio nel tentativo di non toccare niente toccato dagli altri lì dentro. 
E invece eccomi qui che entro munita di borsa piena di copriciambelle, amuchine da sparare tipo melma dei ghostbusters, quantità inenarrabili di salviette e fazzoletti in una mano e nell'altra una bambina che ha deciso di visitare con entusiasmo tutti i cessi pubblici del paese.
La scena più o meno è sempre questa: io entro in avanscoperta tenendo con mani e gambe tese, indietro la Nina che invece è curiosissima e vuole abbracciare quegli strambi water alti per i disabili, tamburare cestini traboccanti di assorbenti, premere sciacquoni cosparsi di impronte digitali; Io le urlo di non toccare nulla e intanto copro di carta, spargo antibatterici e cerco di insegnarle l'antica arte ninja del "farla nel bagno pubblico senza toccare nulla".

E intanto penso agli asiatici che fanno la cacca al Louvre, ai maschi che devono sempre partecipare alla gare del pisciare sulla massima superficie possibile extra wc, penso a quelli che escono sereni dal bagno senza neanche guardare i lavandini, penso a quelle artiste che ci deliziano con il contenuto dei loto assorbenti come forma di arte moderna. 
E penso che al primo che mi dice che ha passato "un'estate di merda" gli do un cazzotto nel capo.




domenica 7 agosto 2016

la gente dell'internet




Una volta, ormai tanti anni fa, un mio caro amico mi comunicò di essersi fidanzato con una ragazza conosciuta su internet. Io come sempre mi mostrai aperta ed entusiasta nonchè curiosa di incontrare al più presto questa ragazza lontana, conosciuta in chat e con la quale l'amore era cresciuto piano piano, parola dopo parola ed emoticon dopo emoticon. In realtà dentro di me si agitava un mare di preoccupazione, variavano pensieri che oscillavano dall'arrivo imminente di una sposa bambina dal puzbekistan, al palesarsi davanti al portone del mio amico di una moglie con denti d'oro e prole con anagrafica oscura, fino al vederlo sul giornale finito vittima di qualche pazza cannibale che adesca uomini, li macella e li conserva nel freezer.  Sì perché al tempo c'era solo messenger e raramente si parlava con qualcuno che non si conosceva vis à vis, si potevano ritrovare vecchi amici, parlare con i compagni delle medie ma perlomeno per quanto mi riguardava, fare amicizia e, figuriamoci, fidanzarsi con una pic ed un nick name, rimaneva materia assai oscura.

E poi cos'è successo? E' successo che mi sono ritrovata ad averceli anche io gli "amici dell'internet" e ad avercene tanti e di ottima qualità direi; quelle persone che sono una foto e un nickname, che ti rimane difficile spiegare a gli altri come mai ti fai cinquanta chilometri per una cena con gente che non sai neanche che faccia ha di preciso.

Ebbene sì il mostruoso web per me si è rivelato un calderone di persone splendide, diverse, lontane nei pensieri a volte e anche nella geografia, persone con cui mi scontro e mi confronto e con cui mi confido. L'internet mi ha permesso di fare quello che per svariate mie contingenze non avrei potuto fare (collocazione geografica, età, impegni, stile di vita): fare cose/conoscere gente. E la cosa bella del conoscersi sul web è che si puo' fare quello che nella "vita vera" risulterebbe maleducato e impossibile perché leggere, ascoltare e cercare di capire una persona con calma permette di fare "una selezione". Guardare foto, leggere blog, opinioni, battute, reazioni a cose od eventi mi ha messo di fronte ad un'umanità che di sicuro senza il web non avrei visto.

Ho parlato con persone in momenti tragici e mi sono sentita vicina a loro come se fossimo seduti tutti accanto nello stesso divano, ho una chat con pochi amici, nella quale parlo di tutto, poche persone tutte conosciute come la fidanzata del mio amico -"su internet"- alle quali confido cose che spesso ho paura anche di dire a me stessa e da parte loro ho risposte utili, sincere, disinteressante.
Sarà perché viviamo lontani? Vogliamo chiamarla un'amicizia facile? Certo, si può dire che forse essere colleghi, coinquilini o compagni d'università darebbe altri parametri. É anche vero però che se si deve usare internet per offendere o fare il troll lo si può usare per aprirsi con qualcuno e magari trovare un amico diverso dal compagno di banco delle elementari, chi sceglie di essere se stesso sul web viene premiato, sempre secondo me.  Non so se queste che io chiamo amicizie reggerebbero alla convivenza quotidiana, davvero, qualcosa però mi fa dire di sì. 
Per me queste persone sono tutte importanti, ve ne parlo qui quindi lo sono, sono persone in carne ed ossa che ho incontrato e a cui ho voluto ancora più bene poi, e se stanno male io sto male per loro e se sono felici io non sono gelosa sono stra felice per loro. Per me questa è amicizia.


p.s. le persone che mi sono sembrate pessime su internet si sono rivelate pessime anche dal vero. Qualcosa vorrà dire no?


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