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mercoledì 20 luglio 2016

la metafora del maglione



É difficile dire quello che devo dire, è difficile trovare le parole giuste per spiegare quello che mi passa in testa in questi giorni. Probabilmente in molti mi sconsiglierebbero di aprirmi con questo argomento qui sul blog ma alla fine non lo farò approfonditamente, cercherò magari di descrivere un sentore solo con una lunga metafora, cercherò di parlare della condizione in cui mi sento nella speranza di condividere con voi qualcosa. Questo blog e le persone che da anni mi leggono e mi seguono anche se non sono niente altro che una sconclusionata che scrive pensieri sparsi, mi ha sempre dato tanta forza e tanto supporto e le cose che scrivo trovano sempre uno spunto di confronto con chi mi scrive anche solo per un consiglio. 

Prima di partire con la metafora è necessaria una premessa: io non ho il diritto di lamentarmi di niente, sono una persona fortunata, come se ne potrebbero vedere nelle foto di un enciclopedia alla voce "persona felice". Chiunque guardandomi dall'esterno (ma non troppo troppo da lontano) potrebbe e dovrebbe dire che nella mia vita c'è solo di che stare sereni. Questo sento il dovere di dirlo, sarà una paraculata, sarà che c'è sempre chi sta peggio di te e non voglio certo scatenarmi contro l'orda di quelli  a cui la vita ha fatto di tutto per rimanere antipatica, sarà che conosco persone che soffrono, anche in questo momento e mi sento quasi indegna a provare un po' di questa piccola tristezza che non mi abbandona. Cioè vorrei dirvi che "soffro responsabilmente" ecco. Non mi metto sul letto a piangere leggendo letteratura cecoslovacca e facendomi i selflie alle gambe abbandonate sulle lenzuola.

Inizio con la mia parabola.


Avete presente quando desiderate ardentemente un bel maglione? Da sempre desiderate un maglione fatto con le vostre mani, di una lana particolare, intrecciato con i ferri punto per punto da voi stesse. Avete predisposto tutto, tutto, comprato i ferri trovato la lana, trovato un posto adatto dove cominciare a sferruzzare, avete una di quelle belle ceste per i gomitoli e lo schema ben preciso in testa di come procedere con l'intreccio. Mentre iniziate avete tanto entusiasmo, alla fine ora davvero non vi manca nulla per iniziare questa cosa che desideravate da tanto. Però via via il maglione diventa sempre più pesante e pizzica sulle ginocchia mentre lo continuate a sferruzzare, è bello eh, gli altri vi guardano con ammirazione per come lo state facendo perché quel pizzicare sulle gambe alla fine lo senti solo tu. Poi arrivano i primi nodi che non tornano, i punti più difficili da superare, i giro manica complicati, le rifiniture del collo. Però che bello, sta venendo proprio bene, anche se pizzica e diventa sempre più pesante e complicato da portare a termine. Lo provi ancora quando è mezzo da finire e mentre ti guardi allo specchio ti chiedi se ti sta davvero bene, se forse è troppo tardi per apportare delle modifiche, se forse non hai fatto un errore a sceglierlo di quel color e a dargli quella forma, magari tu cambierai, cambierà il tuo corpo e cambieranno i tuoi colori. Però tu ormai hai iniziato a sferruzzare e sei quasi a fine e le persone ti chiedono come hai fatto a faryi un maglione così bello, chi ti conosce un pochino meglio ti chiede se per caso non ti pizzica ma voi dite di no perché quello è il vostro maglione e lo state costruendo con grande  fatica. E poi è pronto, manca poco, basta stringere i denti, chiudere qualche nodo e sarà pronto perché voi possiate indossarlo. Il pizzicore prima o poi passerà.

12 commenti:

  1. Lascialo più in fretta che puoi

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  2. In fondo in qualsiasi nuova missione ci si imbarchi credo sia normale ogni tanto guardarsi intorno e chiedersi se forse non sarebbe stato meglio rimanere a casa. Quindi non ti crucciare chè prima o poi "il pizzicore passerà", e se anche non dovesse passare, c'è sempre tempo in fin dei conti per farne un altro, quando se ne avrà l'opportunità, la pazienza, la volontà o semplicemente l'entusiasmo.
    Un abbraccio forte! Carla

    https://bescema.wordpress.com/

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  3. Non passerà il pizzicore. E volevo solo dirti che è giusto e sano che tu lo senta. È giusto sentire i pizzicori anche se ci insegnano da una vita che no, quel maglione ti DEVE stare proprio bene. Quando inizi a pensare che è giusto sentire, quello è il momento che inizi a capirci qualcosa.

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  4. Continuando la metafora, puoi sempre mettere una maglia di cotone sotto al maglione che pizzica... Questo per dire che, per quanto difficile e impossibile possa sembrarti sul momento, ci saranno sempre persone, situazioni, stimoli, soluzioni inaspettate che ti faranno di nuovo guardare la tua creazione con orgoglio e entusiasmo o ti daranno la forza di accettare che proprio non ti piace più. Ma io, oltre che un'inguaribile ottimista, sono anche amante del vintage, quindi...
    Letizia

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  5. Magari scrivo una stupidaggine ma il pizzicore per me è sana consapevolezza, cosa che porta sempre qualche rogna e che spesso ti impedisce di goderti al 100% quello che stai facendo ma che dall'altra parte ti tiene sempre attenta e vigile, evitandoti magari rogne peggiori. Elisa

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  6. Mi sento come te e non so che fare. Intanto aspetto un segno più forte del pizzicore, tipo un' irritazione alla pelle o che so io. Uff! Silvia

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  7. secondo me invece non pizzicherà più una volta indossato "corredato" all'outfit giusto e che sceglierai per valorizzarlo ancor di più :) sopporta ancora un po', forse pizzica e lo percepisci più pesante solo perché stai lavorando a maglia in estate.. ;) in bocca al lupo :)

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  8. Questo che ho appena letto è, a mio parere, uno dei tuoi post più belli; la metafora che hai scelto descrive perfettamente una sensazione scomodissima.
    Fino ad un anno fa avevo lo stesso maglione sulle gambe, un prurito terribile, e poi gli sbagliati senso di colpa perché c'era chi stava peggio.
    Finché alla fine, perdendo mio padre tre mesi fa non è toccato a me stare peggio, e mi sono resa conto di aver sprecato del tempo prezioso che avrei dovuto trascorrere senza quella brutta lana ruvida sulle gambe.
    Se ti è possibile, smetti di lavorarci a quel maglione, se non puoi prova a modificarlo affinché sia meno scomodo, va bene qualunque cosa funzioni.
    Un abbraccio, Connie, e complimenti per la persona che sembri essere da quello che scrivi! <3

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  9. Posso solo dirti, datti tempo.
    Aspetta, abbi pazienza e stai a guardare.
    Se è lo stress di questo periodo di cambiamenti, passerà; se è invece qualcosa di più grande, troverai il modo migliore per affrontarlo.
    Un Abbraccio

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  10. Sono un'estranea, posso solo immaginare cosa tu abbia voluto raccontarci.
    Ma io vorrei dirti che questo senso di inadeguatezza, anche a risultati raggiunti, è figlio dei nostri tempi (io mi ripeto sempre che ci sono troppi stimoli e il mio cervello impazzisce nel recepirli tutti).
    Io mi sento insoddisfatta e inadeguata ogni giorno, eppure come te avrei tanti motivi per ritenermi fortunata e "felice". Raggiungo un risultato ed ecco che mi sembra di non aver raggiunto niente, di voler sempre di più, di voler qualcosa di diverso (le parole "nuovo" e "diverso" nella mia vita ricorrono tutti i giorni).
    Mi sento mille persone e vorrei vivere mille vite, mi sento tutti i giorni in un vestito che non è il mio (e questo vale per amore-lavoro-una vacanza-un libro-tutto).
    Vedo possibilità mancate ovunque, e io vorrei provare TUTTO ciò che c'è in giro nel mondo.
    E invece a quanto pare dobbiamo scegliere che vita vogliamo.
    Magari non ho capito nulla di quello che volevi dire, però almeno non sei sola:)
    Datti tempo.

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  11. Magari è il periodo:è luglio,fa caldo non è certo il periodo migliore per sferruzzare maglioni.
    Magari è che ci lavori da così tanto tempo, con così tanta dedizione e determinazione che adesso sei stanca, ci sta, è normale.
    Aspetta, riponi il lavoro nella cesta e riprendilo più in là, quando ne hai voglia, quando te la senti.
    Magari è il maglione:non è ancora perfetto per te, ma non è mai troppo tardi per apportare delle modifiche, non deve per forza corrispondere a quell' iniziale schema che avevi in testa... chissenefrega se non sarà uguale a quel modello visto su "Mani di Fata", sarà bellissimo lo stesso!
    Magari basta avere la pazienza di aspettare qualche lavaggio, avere la cura di usare l' ammorbidente giusto e il pizzicore passerà.
    Magari quel pizzicore non passerà e a noi va bene così perchè le situazioni troppo comode in fondo non ci piacciono, non ci fanno sentire vivi.

    Scusa se ti ho dato del tu.
    Hai descritto una situazione che mi è capitata di provare, in cui periodicamente ricasco,senza accorgermi come ci sia ricascata e senza ricordarmi di come ne fossi uscita fuori la volta precedente.
    Un abbraccio.
    Anna.






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  12. Da ricamatrice indefessa il tuo post è arrivato dritto al cuore, insieme a tutti gli splendidi, sentiti, illuminati commenti qui sopra. Tempo al tempo, ma non troppo tempo, o il tempo che ci vuole...e poi mai dire mai. La vita è (anche) piena di sorprese meravigliose ed io ti auguro di assaporarle tutte! Un abbraccio!

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