L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


mercoledì 29 giugno 2016

di quel giorno che mi è presa la paura di volare



Viaggiare mi è sempre piaciuto (come credo piaccia a tutti), organizzare un viaggio è divertente e visitare posti nuovi la considero una delle cose più gratificanti che si possano fare. Ho sempre amato anche gli aeroporti, con quell'atmosfera un po' internazionale che si respira anche negli scali più piccoli e il melting pot degli scali più grandi con le caffetterie, le boutique e tutta quel mondo seduto ad aspettare di partire. Mi ha sempre affascinato come in un unico posto, insieme alla routine di chi viaggia per lavoro, si potessero concentrare così tante emozioni: la speranza, la malinconia, la felicità la tristezza. Ho sempre amato anche prendere l'aereo con tutti quei piccoli vezzi e rituali da viaggiatore esperto e scafato che ti puoi permettere, il look da attore di Hollywood che scende da un N.Y. / Los Angeles con occhiale scuro, pantalone leggero, sneakers, maglioncino in cachemire e it bag portata come bagaglio a mano. E il libro da leggere tutto d'un fiato durante il volo? E la colonna sonora preparativa per la vacanza da ascoltare affacciati al finestrino quando si vedono solo soffici nuvolette? 

Ecco, tutto questo fascino per me è svanito in una calda giornata di settembre su un volo di ritorno Mykonos/Firenze quando ho avuto il mio primo attacco di panico in volo. 
Eh sì, alla mia fantastica collezione di ansie e manie varie mancava una fobia da manuale, dai, che pivella, non potevo mica farne meno, rischiavo di invecchiare solo con questi sciocchi disturbi da persona qualunque. 


Vi racconto in parole povere e disperate la tragedia greca che è successa in pochi minuti nella mia testa. Ci imbarcano e ci fanno salire sull'aereo senza prendere il bus ma raggiungendo l'apparecchio a piedi, non appena esco dall'aeroporto il vento sulla pista mi butta quasi in terra da quanto soffia forte e rischio di cadere con la Nina in braccio. Da quel momento è stata un'escalation di follia, come se nella mia testa stessero proiettando un film di Lars Von Trier al rovescio. Ho pensato che l'aereo non poteva volare con quel vento e mi è presa paura, ho pensato che se non avevo mai avuto paura di volare e invece stavolta ce l'avevo era perché davvero sarebbe successo qualcosa. E se tutti quelli che sono morti in un incidente aereo avessero avuto un presagio? Come facciamo a saperlo. Insomma, capite il livello di follia? Ho passato le due ore più brutte di tutta la mia vita piangendo disperata dentro una felpa per non farmi vedere da nessuno, credevo che qualcuno mi stesse schiacciando il petto con uno scarpone da trekking e morivo di caldo mentre tutti avevano felpe e sciarpe. Due ore passate pregando, cercando di meditare, aprire chakra, pulire auree, facendo esercizi di respirazione degni di parti gemellari, nulla. La situazione è peggiorata di minuto in minuto finché ho fatto questo lucido pensiero: se perdo il controllo di quella cosa perderò il controllo di tutto. La paura di impazzire definitivamente mi ha congelata. 
Sono scesa a Peretola e volevo baciare l'asfalto della pista d'atterraggio come Wojtyla.




Tornata a casa ho pensato che sarebbe finito tutto, ho ripreso anche due aerei, imbottendomi di goccine che Liza Minnelli fammi posto grazie; pensate che ho viaggiato anche accanto ad un musulmano che per tutto il viaggio ha letto il corano e inserito codici numerici nel cellulare al quale non ha mai tolto la rete 3g. Grazie al potere di Grayskull e delle goccine non ho sbroccato ma ecco non posso certo dire che sia stato un bel viaggio.

In compenso  ho avuto altri attacchi di panico legati al volo ma stavolta sulla terra ferma, uno la notte dopo gli attentati di Parigi, dove ho fatto sogni confusi su voli ed esplosioni e mi sono svegliata aggrappata alle coperte in un bagno di sudore e lo stesso identico sogno con la stessa identica crisi l'ho fatto poche settimane fa dopo la notizia delle vacanze prenotate per settembre con volo aereo Firenze/Catania.

Ok, è il caso di prendere la situazione in mano mi sono detta perché non potete capire la rabbia che mi fa sapere di avere questa che google chiama aerofobia. Mi sono letta un sacco di cose su forum e blog vari, ho preso dei libri che mi arriveranno tra qualche giorno e inizierò una terapia. Non posso credere di essermi menomata da sola e che il mio cervello mi abbia giocato questo brutto scherzo dopo tutti questo tempo insieme, lo so che non sono una persona facile ma non era certo il caso di vendicarsi rendendomi "invalida" al viaggio.

Beh, poi una delle cose che ho letto in maniera ricorrente su ogni articolo è che dalle statistiche risulta che ad essere colpite maggiormente e in maniera improvvisa dalla fobia di volare sono le donne intorno ai quarant'anni. Mica male no? Oltre quindi ai capelli bianchi, alle vene varicose, al cascame vario, alla menopausa, ai capillari e alle rughe ci dobbiamo anche rassegnare a viaggiare solo col pullman della gita per Loreto? No, credo di no.

7 commenti:

  1. Lo so che è una frase banale ma, per quanto possa servire, andrà tutto bene: hai voglia e forza per affrontare il problema, ce la farai. Io ho avuto attacchi di panico con lo stesso sfondo: non mi sono mai preoccupata prima, se ora lo faccio CI SARÀ UN PERCHÈ. Oltre alla terapia, due cose per me sono state (e sono ancora) fondamentali: lo yoga (che cliché) e la fisioterapia. Sembra assurdo, ma farmi manipolare i nervi tutti attorcigliati della schiena mi ha rimesso al mondo.

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  2. [non c'entra niente ma non resisto più, mi prudono le mani! "le pensier flottant" non ha alcun senso in francese! pensiero si dice pensée ed è femminile, quindi "la pensée flottante". se invece è una licenza poetica voluta, mi scuso. in bocca al lupo per i prossimi voli! un saluto]

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    1. Sì certo che è una licenza poetica e un' italianizzazione però hai ragione si capisce male. Magari lo cambierò in qualcosa in italiano. Crepi il lupo

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  3. Ciao Connie! Premetto di essere anche io una persona ansiosa, e di avere avuto in passato attacchi di panico che, grazie a dio, non si sono più ripetuti. Mi é successo qualcosa di simile su un aereo 2 anni fa, a 27 anni, quando ho preso un volo per Oslo per andare dal ragazzo con cui poi ho intrapreso la relazione più sana e duratura della mia vita. Sarà che quella era la prima volta che aveei fatto una tratta pressoché lunga da sola, sarà che non sapevo bene cosa aspettarmi, ho passato delle ore difficili. Ho iniziato tutta una serie di pensieri edificanti iniziando da "se mi sento male qui non è come su un pullman, non possono mica accostare e farmi scendere" "oddio se do di matto? Come faccio/fanno a calmarmi? Se non ce la faccio?" Insomma, se dinanzi a una situazione di pericolo (più delle volte non reale) voglio darmela a gambe e non posso farlo sia per motivi pratici che per altri motivi ("pensa la figura di merda colossale, chissà gli altri cosa mai penseranno") il cervello e il corpo non agiscono di pari passo. Comunque una psicologa mi ha detto che quando capita di sentire l'ansia e il panico che sale, bisogna concentrarsi sul presente, ovvero cosa stiamo facendo ora e cosa faremo durante la giornata. Niente previsioni sul domani o sul futuro. Inoltre un giorno lessi della pratica Mindfullness in questo interessante post http://machedavvero.it/2016/01/mindfulness-tre-semplici-modi-per-esercitarla-ogni-giorno-pensapulito/ e soprattutto il terzo punto della pratica su di me ha funzionato! Spero di esserti stata utile o semplicemente di conforto, goditi il viaggio e la Sicilia che è meravigliosa, vado a Siracusa e dintorni da anni e la sento un pò come casa!

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  4. Connie io non ho mai studiato francese eppure leggendo "le pensier flottant" ero arrivata benissimo a capire cosa volesse dire (intuendo anche che fosse una simpatica licenza poetica). Era carino secondo me!

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  5. COME TI CAPISCO! anche io ho viaggiato tanto! pensa che viaggiavo anche da sola e sono arrivata in Nuova Zelanda, Los Angeles, Kuala Lampur, Melbourne! insomma, viggetti non da poco... poi un bel dì su un volo del cavolo, durata 1,5 hr, mi è preso il panico... insomma da quella volta è finito l'idillio, il mio amore per l'aereo, per quella accellerata fantastica e la potenza che sprigiona mentre si libra in cielo! wow... pensa che sorvolando la groenlandia di notte ho visto sotto di me dal finestrino i ghiacci bianchi e di fronte l aurora borealis con i suoi lampi verdi... magia del volo! ma non riesco più a prendere il volo con quella serenità e sapere che c'è un'altra come me, mi fa sentire forse un pochino meno peggio... viva le goccine e Liza Minelli! yeeeee xD

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