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lunedì 12 ottobre 2015

instagram non è uno sport per signorine



Se riuscite a farvi i selfie per strada senza vergognarvi siete già ad un livello superiore quindi non leggete questo post.

Perché no, mi dispiace, instagram non è uno sport per signorine! 
É facile fare le foto al gatto acciambellato nel divano di casa, è facile fotografare la colazione sulla tavola della propria cucina ma il vero instagrammers è quello che fiero e baldanzoso si alza in piedi al tavolino del bar e, sprezzante degli sguardi di disapprovazione dei vecchietti con la gazzetta in mano, si mette a fotografare dall'alto cappuccino e cornetto!

Senti caro barista che mi ha appena disegnato il giardino delle delizie di Bosch sulla schiuma del cappuccino, non guardarmi così, piuttosto anche tu dillo che vuoi che io instagrammi la tazzina e mi geotagghi nel tuo bar!


E non pensate che con una tavolata di amici sia più facile! Bel ristorante, bel piatto appena portato dal cameriere e tutti che cominciano a mangiare. Il vero instagrammers si alza e se è un level pro si mette anche sulla sedia, egli è sprezzante dei commenti tipo: ma che fai? non mangi? guarda che si fredda! Si mette a fotografare il set. E sa che è solo, perché gli altri sono già al secondo e perché a nessuno verrà mai in mente di non giocare con il pane che le briciole sciupano lo still life o meglio ancora di chiederti: possiamo cominciare o vuoi fare una foto a tutta la tavola?
Nessuno poi leggerà mai nel tuo sguardo il senso di smarrimento quando sei in un posto senza 3g o wifi e sai che non puoi postare alle 23 un piatto di ravioli.


La timidezza non è per chi veramente vuole instagrammare. 
E per strada? Quando sei al paesello e vedi la combo palazzo primi novecento con pesco in fiore e cielo terso? I più timidi fingono di telefonare e provano a scattare una foto di fortuna, altri sanno che con le borse della spesa in una mano e il telefono nell'altra intenti a fotografare il cielo, lo sguardo dei passanti non potrà essere che quello che si riserva ai pazzi che parlano da soli. E poi ci sono gli audaci instagrammers che magari hanno finito anche da poco di parlare col telefono su snapchat e, immuni al giudizio altrui, si mettono a fotografare il portone della farmacia comunale perché un po' shabby e decadente. O magari quello che hanno visto si intona cromaticamente alla loro sequenza di foto.

E quando incappi nella combo pavimento a mosaico con spruzzate di foglie secche e tu indossi la scarpa nuova e stilosa? Il vero instagrammers si ferma come una boa in mezzo alla corrente di ignari che non vedono il bello intorno e si fotografa i piedi in mezzo alla strada. Egli non ha paura delle persone che pensano: "ecco il solito matto che si fa le foto fetish ai piedi"


É dura la vita degli instagrammers. Non c'è rispetto. Ti invitano ad un compleanno e ti mettono in una cucina arancione col tiramisù nella teglia di alluminio, la tavola marrone e le stoviglie di plastica. Vogliono sfidarti forse? Magari ti domandano anche: "E perché qui non fai foto che al ristorante le fai sempre e ieri al bar hai fotografato una cocacola?" Il timido ammette di non essere un vero instagrammers, si lascia vincere dall'arancione. Il vero instagrammers non si lascia intimorire. La sfida è dura ma lui ha i filtri e con qualche piccola accortezza riuscirà a fotografare il tiramisù e magari chi lo sa, lo posterà quando sul suo profilo la sequenza cromatica lo permetterà.

Una volta ho lavorato con degli instagrammers, con persone che con questo social ci lavorano e ci fanno anche i soldi veri. Un gruppo di combattenti idealisti che vive in questa società utopica dove non c'è autoscatto o bastone per i selfie, né immagine presa da google, né pena alcuna.
Gli instagrammers level pro sono solidali, chiedono se possono toccare il cibo e se tutti hanno già fotografato, stanno in fila aspettando di fotografare la tavola apparecchiata, se qualcosa nella tavola cozza o è stridente lo sistemano, parlano di filtri e hashtag, se devi fare un vertical salgono sulla sedia per te così il cappotto cadrà a pennello e non verrai con il braccio alzato tipo scimmia che si gratta. 
E ti aiuteranno se vorrai fare la classica foto della tazzina davanti alla pancia tipo tè Infrè è buono qui, è buono qui, è buono qui; sappiamo che quel genere di foto non è affatto facile. Nella società degli instagrammers nessuno ti giudica se all'aeroporto sistemi sulla poltrona il passaporto, la borsa nuova e il caffè take away, anzi vedrai che accanto a te un po' tutti stanno facendo la stessa foto perché non c'è invidia o gara, se tutti stiamo bevendo un cappuccino fotografiamo un cappuccino, se tutti stiamo viaggiando tutti fotografiamo il passaporto. Non c'è vergogna quando c'è instagram 


4 commenti:

  1. Grazie, ora ho capito perchè non sono e mai sarò una vera Instagrammers!! :)
    Un abbraccio!

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  2. Lo so che ti ho ispirato io con la foto della farmacia ahahah

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  3. Probabilmente l'avrai scritto mille volte ma se hai tempo spara qualche profilo di Veri Instagrammers. :)

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  4. Vivo circondata da persone ostili o ignoranti. Persone che credono possa fotografare una bella torta sulla tovaglia cerata, o cappuccino e cornetto senza togliere il tovagliolino stropicciato o il bicchiere di plastica sullo sfondo. E' una vita dura, ma noi no, non molleremo!

    https://bescema.wordpress.com/

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