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venerdì 25 settembre 2015

Casa nuova, vita nuova, cameretta nuova


Questo 2015/2016 sarà un anno di grandi cambiamenti, nel lavoro, nella vita familiare e nella quotidianità. Se tutto andrà secondo i piani il prossimo anno a quest'ora sarò in una nuova casa, più grande e meno countryside. Mi spiacere lasciare la mia casa in campagna, alla fine era solo piccolina per tre persone ma ha il fascino e il calore di tutte le case silenziose e immerse nel verde. 

Una casa nuova spaventa, sei perennemente assalito da dubbi atroci e ripensamenti, vorresti riuscire a prevedere tutte le problematiche pratiche che potresti incontrare da qui al duemilaepoi; le cose da fare sono tante e i problemi di ogni tipo sono tutti lì che ti fanno ciao come le caprette di Heidi ma non sono certo una che si fa spaventare da un idraulico o da un muratore che ti guarda come se ti fossi una psicotica quando gli dici che vorresti recuperare le mattonelle del bagno. Loro non sanno che i loro preventivi, le loro bestemmie, il loro linguaggio sibillino di tubi e contro soffitti non mi spaventa, io sono forte, io ho Pinterest.  
E così succede che per non morire tra cifre, preventivi e notai mi concentro sull'arredamento e sulle piastrelle, accarezzo mazzette di parquet e cerco di farmi bannare da Pinterest e dai siti di arredamento francese per le ore di permanenza online.

Parto dicendo che non sono un amante del moderno assoluto, non mi piacciono le libere modulari, gli arredi plasticoni,  le camerette preconfezionate e a tema, non amo troppo le cucine monoblocco tutte coordinate, odio i mobili da televisione, sono annoiata dallo shabby chic e dallo stile industriale con i pancali come tavoli da salotto, i finti marchi stampati sul legno e le rotelle qua e là; vorrei poter tirare fuori per la mia nuova casa un mix di arredi vintage e arredi moderni. Non è facile e l'effetto mercato delle pulci è dietro l'angolo.

Anche per la cameretta della Nina mi piacerebbe mescolare un po' di stili ma trovare arredi vintage per bambini è molto difficile. I lettini o sono in quel terribile truciolato anni '90 che tutti abbiamo avuto tra i piedi o sembrano usciti dal set di The Others e non ho voglia di mettermi in casa piccole bare, grazie.

Sul mio profilo Pinterest ho ovviamente creato una cartella (qui) dove ho una selezione di quello che mi piacerebbe fare o quasi. E perché vi dico tutto questo? Perché mi dovete segnalare, siti, fiere, aste, dove posso comprare o anche solo piangere su un pezzo che non posso permettermi.




Mi piacerebbe usare una carta da parati, anche solo in un angolo, ne ho viste di bellissime e non necessariamente a tema bambinesco, magari una fantasia naturale, dei fiori o degli uccellini.




All'apparenza sembrano normali "mobiletti presi da casa de nonna" ma quando poi vi guardate intorno e cercate di trovarne uno simile o almeno da poter sistemare in questo modo, vedrete che è molto più complicato!




Ok, il bambù, non allarmatevi e contestualizziamo. Non avevo mai fatto caso ai mobili in bambù, eppure li ho quasi sempre avuti sott'occhio, nelle case al mare, nascosti qua e là nelle case di tutti. Il panchetto che usiamo per aggiungere un posto in più a tavola, il porta vaso o la classica sedia a dondolo. Io trovo che per le camere dei bambini sian un tipo di arredo molto caldo e molto rilassante nelle forme. Ovviamente i letti sono introvabili.
Anche il lettino in ferro mi piacerebbe, esile e con poche sbarre, però mi rendo conto che faccia un po' sanatorio e sono anche molto più complicati da restaurare. 




E poi mi piacerebbe trovare una piccola scrivania così, ahhhh sarebbe la meraviglia trovare un vecchio banco di scuola o una scrivania!

Lo so che questa moda è molto molto del momento è che fra qualche anno mi troverò a piangere amare lacrime sulla libreria Billy dentro un qualunque Ikea ma a qualcosa devo pur pensare per non soffermarmi troppo sulle scartoffie.

lunedì 14 settembre 2015

un momento di self severità

Ho riaperto questo blog dopo più di un mese di inattività e stavo scrivendo un post su quanto è triste e difficile per me il fatto che domani la Nina comincia l'asilo, su quanto mi rende malinconica questo passaggio della sua vita, di quanta ansia e tristezza mi ha messo questo ritorno dalle vacanze così piovoso e psicologicamente irruento e stavo anche riflettendo su come mi sembrasse di vivere da giorni in quella canzone strappalacrime di Elisa per la figlia. Insomma, stavo mettendo in parole uno psicodramma materno misto a malattia di protagonismo e con uno zinzinello di gesti alla drama queen.
Ero qui in sala, seduta a scrivere al computer queste mie fregnacce, mentre di sottofondo alla televisone scorreva il tg in loop con le solite notizie alle quali non si da attenzione quando si è indaffarati; per un secondo ho sentito la notizia che stava passando, quella del barcone affondato in Grecia ieri che era pieno di bambini che sono morti affogati. Mi sono fermata.

Di cosa diamine mi stavo lamentando? Dio mio mi sarei presa a schiaffi, che vergogna che ho provato per me stessa per aver covato in quel momento di puro egoismo dei sentimenti così claustrofobici e superficiali!
Lo so, lo so e non voglio fare della retorica da due soldi da pagina Facebook strappa like,  non sto diventando una predicatrice di ovvietà di quelle che inclinano la testa e dicono "poverini" e poi tornano a postare i selfie con le frasi poetiche. Ogni tanto, di fronte a certe cose, mi fa bene essere severa con me stessa e non concedermi neanche un po' di melensa rammollente. Mi fa bene fermarmi a pensare: E tu che cazzo stai facendo cara la mia privilegiata? Ti stai lamentando perché buuh che tristeeee la tua bambina che è sana, sta bene, è felice e non sta scappando da niente domani comincia l'asilo? Ma vergognati! (segue dito puntato verso un angolo della stanza ad indicare che forse dovrei mettermi a riflettere proprio lì, girata di spalle)

Credo che "ridimensionarsi" nelle nostre piccole tragedie quotidiane, fermarsi un attimo a pensare che ci sono tragedie ben più grandi, che le nostre sono solo piccole tristezze della vita che scorre, serva a capire meglio il valore di certi sacrifici e la drammaticità di certi momenti della storia, ci renda meno anestetizzati e assuefatti a certe notizie che invece ogni giorno ci passano sotto gli occhi come quelle sulla coda in A1. Oggi avrei passato la giornata a crogiolarmi nella mia malinconia e nel mio piccolo dramma superficiale e invece no, non voglio farlo, per rispetto nei confronti di quello che sta accadendo e anche perché un po' è l'ora che cresca anche io oltre che la Nina.


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