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lunedì 11 maggio 2015

When a man c'ha 37,5 di febbre

Conoscete Bear Grylls? E' un tipo tostissimo esperto in sopravvivenza in ambienti estremi, roba da mangiare insetti e serpenti nonché scaldarsi entrando nella carcassa di una pecora per non sentire il freddo sulle montagne, insomma un tipo veramente indistruttibile. Direte, perché vi parlo di questo supereroe? Ve ne parlo perché nessuno mi leva dalla testa che anche il caro Bear con un po' di raffreddore e 37,7 di febbre chiami la moglie al capezzale in preda ad atroci sofferenze, chiedendo il prete, un notaio per il testamento ed invocando l'eutanasia.



Vengo da una tre giorni di fidanzato con la tonsillite e sento che sul topos dell'uomo malato non c'è abbastanza letteratura. Devo provvedere.
Nel mio caso tutto comincia con la Nina ammalata. I bambini sono untori, captano i virus, se li prendono e li attaccano a tutti quelli che vengono in contatto con loro e questo comporta che per giorni il pupo è malato e poi, quando si riprende, tu entri in uno stato catatonico di febbre e malesseri vari... ça va sans dire.


Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha portata qui a scrivere? 
Ovviamente si ammala anche il babbo (sempre per secondo alla Nina) ed ecco che cominciano le scene da teatro kabuki con smorfie, pianti al telefono con la madre, richieste di ambulanze, e continue accuse nei miei confronti di essere un'infermiera da ospedale lager. Eccoci in casa che rifacciamo la passione di Gesù con lui sofferente che trasporta la croce della febbre a 37 e io nella parte del sanguinario centurione romano che lo costringe ad andare fino al bagno da solo senza che si appoggi a me. E intanto io zitta. 
Finché arriviamo a sabato alle otto di mattina, la Nina piangeva ed era ancora molto lagnosa per la tonsillite in via di guarigione, io con bambina in braccio e caricando una lavatrice sento squillare il mio telefono ed era il malato che dalla stanza accanto chiamava perché io andassi a sbattergli il termometro per far scendere il mercurio perché a lui, ovviamente, mancavano le forze.



Cioè capiamoci, anche io avevo la febbre perché l'untrice aveva colpito anche me però ero in piedi ed operativa perché the vitademmerda Must go on.

Parlando con altre amiche poi mi sento in dovere di chiamare in causa anche la scienza perché nessuna mi ha mai detto, no guarda il mio fidanzato/ marito/fratello/amico quando ha la febbre affronta stoicamente i doveri quotidiani; DICONO TUTTE LA STESSA COSA: I MASCHI MALATI SONO UNA PIAGA.


E così, parlando con le vostre amiche degli uomini malati, vedrete come scatterà una solidarietà di categoria, come sarà tutto un dire che capita sempre anche a loro e come sentirete che quello che capita a voi non è un caso isolato ma che sono loro il sesso debole (perlomeno con la febbre).
Storie di uomini affermati nella vita e nel lavoro che fanno prendere un giorno di permesso al lavoro alla propria mamma quando sono malati.
Storie di uomini che chiamano l'ambulanza a casa per un mal di schiena
Storie di uomini che con 37, 5 di febbre si trasferiscono a casa dei genitori.
Storie di uomini che per un po' di mal di stomaco vogliono la famiglia riunita in casa.
Storie di uomini sposati e con figli che in caso di un virus dicono: "ma un infermiere a domicilio quanto può costare?"
Storie di uomini che vanno via di casa se i figli si ammalano perché poi loro fisicamente non la reggono un'altra febbre a 38.
Storie di uomini che con un po' di mal di testa e di febbre che accusano la famiglia di sottovalutare i suoi mali e poi sgooglano: ebola sintomi 

(storie vere)



E allora deve per forza essere una cosa genetica perché credo che una tonsillite la sentiamo tutti nello stesso modo, bebè, donne e uomini, credo che tutti noi abbiamo avuto una mamma amorevole che ci ha viziati da piccoli quando eravamo malati, deve essere una questione di cromosomi perché mi viene da pensare che davvero sentano più male di noi. Poi però penso che durante la finale di calcetto pur di continuare a giocare si legano una frattura esposta con una stecca ricavata dalla panchina e mi chiedo perché devo uscire a comprare topolino ad un trentacinquenne con il cagotto.
Chi ha inventato lo stereotipo della donna infermiera? Portatemelo che ci devo parlare. Oppure è colpa di quelle mamme che rifanno il letto e tagliano le fettine e sbucciano la frutta anche a metallari di 40 anni? Cosa è successo ai maschi? C'è stata un'epoca della storia in cui non invocavano il fine vita per un'unghia scheggiata?
Ma quali ministeri per le pari opportunità ma quali lotte femministe, basta spargere nell'aria il germe del raffreddore e prendiamo possesso di tutti i posti di comando. 

comunque se scrivete su google "man sick" la prima foto è tipo questa

Non lo so se c'è un rimedio a questa tragica condizione maschile, io sinceramente non amo molto le lagne e avere a che fare con le Eleonora Duse o perlomeno non lo accetto da chi dovrebbe incarnare lo stereotipo di quello che trova la carcassa di pecora in cui nascondersi per non passare la notte al freddo.


nessun uomo malato è stato maltrattato per la stesura di questo post



(immagini da Google)

10 commenti:

  1. Cara, in Via Col Vento all'inizio c'è un pezzo dove dice:
    "L'uomo rugghiava come un toro se una scheggia gli si ficcava in un dito e la donna soffocava i gemiti, quando metteva al mondo un figlio, per timore di disturbarlo. "

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    1. Quanto è cult e imperdibile ogni volta quel film

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  2. Connie, come (de)scrivi tu nessuna mai.

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  3. Storie di uomini che si fanno portare al pronto soccorso perchè sentono una fitta al petto e la diagnosi è NIENTE.
    Storie di uomini mentre ti stai aprendo come un melone perchè tua figlia di 4 kg spinge per uscire ti dice, dai su non esagerare, mentre l'ostetrica risponde per te: meglio che taci che se dovessi far partorire uomini non farei questo lavoro.

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    1. Conosci il mio ex? 12 ore al PS con fitta al petto e braccio sx... NULLA

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  4. mando il link al mio ragazzo, che mi da' della stronza insensibile quando lo giudico una piaga all'ennesima telefonata con voce da oltretomba per:
    febbre 37.1 e raffreddore, a casa 5 giorni come un impestato, incapace di alzarsi dal letto se non per andare al bagno e bere le 'tisanine calde'.

    applausi
    e.

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    1. Cattiva cattiva! poverino lui! ;D

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  5. true story. a.d. 2004: il mio ex, facendosi la barba, si fa un graffio un po' più profondo del normale su una guancia. mi si presenta in cucina piangente e chiede di essere portato in ospedale perché "il sangue non si ferma". alzo gli occhi al cielo, lo recapito al pronto soccorso, sopporto stoicamente i suoi lamenti ma lo lascio al suo destino, e al perculo delle infermiere tutte, quando arriva il suo turno. ha avuto il coraggio di lamentarsi perché non lo avevo difeso. vabé.
    un paio di mesi dopo questo edificante episodio, alle 4 del mattino mi sveglio sudata fradicia con fitta atroce al basso ventre. gli chiedo di portarmi in ospedale. lui minimizza. mi alzo, mi vesto, prendo la macchina e con le medesime fitte di prima guido fino all'ospedale. mi si stava lacerando una cisti ovarica. in tarda mattinata lo vedo arrivare tranquillo come se niente fosse e mi sento pure dire che "dai, in fondo non era mica niente".
    il tempo di uscire dall'ospedale e l'avevo mandato in culo.


    il fidanzato attuale, almeno, quando sta male chiede di essere lasciato da solo e di non avere rotture di coglioni da nessuno, me e sua madre comprese. una perla rara, direi.

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    1. mi sembra che tu abbia fatto proprio la cosa giusta

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  6. Connie ho le lacrime, giuro... tutti uguali.
    il mio ha comprato "Il dizionario dei sintomi" che consulta spasmodico al primo etciu`..

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