L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


mercoledì 25 marzo 2015

cicciogravide non arrendetevi al lato oscuro del premaman




Care cicciogravide vicine e lontane, mi avete scritto per chiedermi dei consigli su come vestirsi quando si passano i mesi più gonfi della gravidanza, quando si somiglia al mago pancione e si hanno le articolazioni gonfie come soufflé al parmigiano, quando si ha la voglia di muoversi e vivere di un'otaria spiaggiata. Non vi lasciate abbattere dalle vostre forme e dalla natura matrigna e mettetevi d'impegno a farvi belle valorizzandovi.

Sembro la Balivo, aspettate, riformulo: sì lo so è un momentaccio ma si può arginare il peggio.

Allora, quando si è incinte ci sono varie scuole di pensiero sull' abbigliamento premaman: 
la prima scuola prevedere la copertura totale di pancia e resto cercando in parte di sottolineare morbidamente ma anche di nascondere il tutto sotto tendoni da circo pavarottiani; è la corrente che prevede magari vestiti con seno in evidenza ma la pancia praticamente libera e felice si sguazzare sotto camicie confezionate con metri quadri di stoffa da coprirci l'Alaska.

L'altra corrente di pensiero prevede l'esposizione totale della panza con ombelichi a pressione in bella mostra e sfoggio di capi attillati da sexy Flanders. Allora ecco spuntare leggings attillati e magliette che palesemente appartengono ad altre taglie e rotoli strizzati a creare un armonioso rostbeef 

Un'altra corrente prevede l'acquisto minuzioso di capi calibrati via via che il copro si modifica, prevede una perfetta coordinazione shopping/giropanza e non esclude di comprare abiti decisamente premaman  anche per le occasioni più disparate tipo l'abito da cerimonia da gravida.

L'ultima infine prevede la sopravvivenza per nove mesi con capi di fortuna, entrare dove si può finche si può e poi darci dentro con la veste della zia obesa, le camicie del fidanzato, il pigiama da ospedale del nonno, la tuta da riabilitazione che aveva la cugina quando si ruppe la gamba, lenzuola arrotolate intorno tipo antico romano ecc. Non spendere ma ottimizzare per sopravvivere.



Ovviamente credo che tra tutte queste scuole di pensiero si debba un attimo "dare nel mezzo". Non voglio poi auto nominarmi paladina di questo argomento perché anche io più volte mi sono trovata nella disperazione più totale riversa a terra sul mio guardaroba divelto, piangendo e urlando: IO NON POSSO USCIRE VAI TU E DI' CHE MI SENTIVO POCO BENE...LASCIAMI QUI NUDA E GONFIA SUL PAVIMENTO!!! Oppure è capitato più volte che strappassi camicette di seta e pantaloni nel vano tentativo di entrarci. Tuttavia comincerò col dirvi che ho cercato di spendere il meno possibile ma non per particolare virtuosismo, semplicemente perché le cose maternity nel 70% dei casi mi facevano una tristezza immane e non mi sono comprata troppe cose prettamente premaman, magari più cose oversize o da uomo, quello sì. Ho accettato le cose passatemi dalle amiche ex gravide con piacere, ho cercato di indossare cose mie finche i bottoni non diventavano armi o non rischiavo di storpiare mia figlia tenendola compressa. Certo che ho comprato qualcosa ma vi dirò che alcune cose le ho messe anche dopo aver partorito per quanto mi piacevano, ho scelto delle camicie da uomo e inevitabilmente molti leggings, ho preso per l'estate degli shorts che mi stessero e alcune gonne lunghe con l'elastico in vita, da mettere sotto la panza. Ho comprato poi dei vestiti di jersey lunghi corti e più o meno attillati, devo dire che sono sempre stata della scuola di pensiero del non nascondere la pancia; mi pareva che cercando di camuffare o di voler fare quella che sottolinea troppo il seno con tagli "stile impero" (ancora la Balivo che torna) mettessi più  in evidenza tutto l'ambaradan che con una semplice t-shirt un po' più attillata.
Capo essenziale LA SALOPETTE. Vi farà compagnia fino all'ultimo.


Se dovessi farvi una lista così su due piedi vi direi:
Salopette
Un blaser da tenere aperto
Un parka
camicie da uomo bianche e a bacchette
leggings in quantità
uno o due paia di jeans di quelli con l'elastico in vita con un lavaggio decente
tshirt basic come se piovesse
una gonna lunga con l'elastico in vita
abitini jersey anche lunghi
uno chemisier nero



Sinceramente non mi sono neanche particolarmente dedicata a cercare marchi o shop dedicati perché alla fine ho trovato quello che cercavo anche nei negozi che utilizzavo di solito. Ho usato molto H&M che ha una linea premaman abbastanza decente, alcune cose fru fru ci sono e altre sono piuttosto discutibili per i colori e i materiali ma non mancano i capi basic come maglie a righe e pantaloni di cotone e alcuni jeans che almeno  non sembrano usciti da un manicomio criminale come quelli proposti dalla prenatal.



Anche su Asos ho comprato delle cose nella sezione maternity dove magari vi potete togliere qualche voglia comprando qualche abitino o dei pantaloni fantasia e magari può essere il luogo giusto per qualche capospalla di emergenza (aiuto non chiudo i bottoni, deflagrerò?)



In generale vi dico di non abbattervi, di buttarvi anima e corpo sugli accessori, vi rimarranno anche dopo e potrete comunque metterli via per ricordarvi di quando eravate cicciogravide,  vi consiglio di scegliere sì la comodità ma di cercare di rimanere donne lottando contro le unghie e coi denti contro la natura che ci vorrebbe in pantaloni del pigiama, birkenstock e maglia a fiori magari con qualche pizzo e qualche rouches per farci sentire ancora più rincoglionite. 


venerdì 20 marzo 2015

Cos - bambini vestiti da bambini e non da bambolotti




Lo so che mia figlia si rotola in terra, degusta ghiaia ed è attratta dalle pozze d'acqua come un labrador accaldato ma io non ci rinuncio a vestirla da signorina a modo. No! Non cederò alla tutona con Minnie disegnata con gli strass! Magari ogni tanto, magari quando sarò stanca di buttare via le calze a costine e gli scamiciati bianchi una tuttaccia ereditata da qualche cugino gliela metterò (lo faccio già). Intanto vado da Cos a sognare bambine angeliche che stanno buone e per la mano alla mamma.





 Cos fa le cose per bambini che mi piacciono. C'è poco da fare. I vestiti sono fatti con tessuti un po' pesanti soprattutto i capi spalla e le cose in jeans, se proprio si vuole trovare un altro difetto la calibratura delle taglie è un po' vaga (alla Nina sto mettendo un vestito di Cos da quasi un anno); c'è da dire poi che non sono tra i più economici o perlomeno non lo sono come Zara o H&M ma sono quanto di più simile alle linee basic e un po' francesi che mi piacciono per i bambini. 

Mi piacciono gli scamiciati, mi piace il cotone celeste il grigio e il nero. Mi piacciono le linee svasate e quelle a uovo, trovo perfetti per i bambini i piccoli colletti e mi piacciono molto le linee unisex soprattutto nei cappottini e nei pantaloni. Alla fine che solo volessi o no, il rosa è entrato nel guardaroba della Nina ma continuo a preferire altri colori e altri abbinamenti, mi sembra che certi colori e certi capi la facciano più "bambina" di tante toppe, tasche, stampe e fantasie.
Io son per vestire i bambini da bambini e non da mini adulti ma non mi piacciono neanche troppo quelle leziosità come trine, merletti, tessuti a quadratini o abuso scriteriato del fucsia o del blu elettrico; queste linee proposte da Cos mi sembrano un buon compromesso tra il classico e il moderno, bambini vestiti da bambini ma non da bambolotti.





martedì 17 marzo 2015

Come riorganizzare il proprio guardaroba e vivere felici (Ma come mi vesto?)




Quando sono rimasta incinta non tutta la trasformazione fisica in una scamorza affumicata ha finito per nuocermi; vedere il mio corpo che cambiava nella forma e nel colore mi è stato utile per fare quello che sognavo di fare da anni e non trovavo mai il coraggio di fare: riorganizzare il mio stile e il mio guardaroba.
Quando il girovita ti cresce di un paio di cm al mese ti trovi a fare scelte radicali a meno che tu non voglia andare in giro attillata e coi rotoli che fuoriescono dai leggings come una ghetto queen di nome Shaquinalafaiah. Abitini risicati, magliette improbabili, accessori troppo vistosi,  improvvisamente ti paiono immettibili e assumi un atteggiamento più critico e risoluto nei confronti di quell'accumulo di materiale radioattivo che è il tuo guardaroba.
Ogni anno al cambio di stagione sei lì con in mano quel prendisole tricot comprato alla bancarella del lungomare che dici: "mmmm ma dai, mmm non lo butto, magari in spiaggia, un giorno, è fresco, poi sta su tutto mmm". E poi quel cencio buono manco per togliere le ragnatele vi sta tra i piedi tutta l'estate e non lo mettete manco per andare a buttare il compost.

Ecco, io vi posso insegnare a liberarvi della paccottiglia se vi sentite pronte, posso darvi delle dritte per farvi una specie di auto "ma come ti vesti?" e farvi diventare i vostri personali Carla ed Enzo.

Ora vi spiego per filo e per segno cosa ho fatto sperando che vi sia utile per una vostra rivoluzione casalingo/guardarobiera.

PERCHE' LO STO FACENDO?

Prima regola, non cedere. Se non mettete bene a fuoco perché state intraprendendo questa rivoluzione perderete pesto il filo. Mettetevi bene in testa che avete bisogno di spazio per cose nuove, che certe cose non vi servono più perché volete cambiare il vostro stile e che non è che dovete proprio buttare tutto tutto, potete mettere via, potete regalare o vendere qualcosa per comprarvi altro. Non perdete di vista l'obbiettivo mentre siete lì a guardare quella borsa di paglia con i fiori di plastica applicati o il sabot in cavallino.


COSA BUTTARE?

Quando siete lì a decidere se buttare, regalare o archiviare fate sempre queste poche cose:
Ponetevi la domanda "da quanto tempo non metto questo capo e quale era l'ultima occasione in cui l'ho messo?" 
Se parliamo di ere geologiche direi che  il caso di buttare.

Provatevi sempre tutto, magari una cosa che non mettete più da anni e che una volta vi piaceva da morire ora vi sembra un costume di carnevale.

Decidete a prescindere di buttare queste cose:

Cose lise, usurate e vecchie come i maglioni con i pallini, le giacche "sminchiate" (termine tecnico per addetti ai lavori) dall'usura, magliette ingrigite e deformate, cose sintetiche prese per impulso da H&M quel giorno che ci hanno fatto innervosire e volevamo buttare 20€ in fuffa varia, bigiotteria brutta e ossidata, imitazioni (tutte abbiamo qualcosa, è ora di ammetterlo), cose fuori misura con la prospettiva del dimagrirò e ci rientrerò o del metterò un po' di fianchi e mi torneranno una meraviglia; quando accadrà vi premierete comprandovi una bella cosa che vi starà a pennello e non rimettendovi dei jeans che manco Brenda Walsh.
Buttate il 90% delle cose che state pensando di tenere come capi per stare in casa. Non siete Una bomber e per stare in casa vi basta una bella tuta in cotone o un paio di leggings e una camicia da uomo.


COSA TENERE

Qui attente che bisogna essere concentrate. Sceglietevi un colore o una serie di colori. Pochi, non siete manco Iridella. Una volta scelti i colori selezionate accuratamente le cose da tenere: capi basic, jeans che vi stanno alla perfezione e in generale il denim con un bel lavaggio, i pantaloni con un bel taglio, una gonna che va su tutto, una camicia bianca, delle t-shirt sopravvissute agli olocausti dei lavaggi a 60 gradi, maglioni girocollo o dolce vita in bella lana o cachemire e gli accessori in pelle, quelli li tenete tutti ma mettete via quelli che non vanno. Si tiene sempre un chiodo, un trench e un blaser. Si tengono le camicette di seta e le cose in pelliccia, si tengono le cose in velluto se sono di un buon velluto e i cappotti con un bel taglio. Mettete via se non vanno di moda ma mettete via per benino ed etichettando tutto.



ORGANIZZARE

Una volta che avete ridotto tutto ai minimi termini organizzate. Siate scientifiche. Dividete le cose per  genere o per colore. Avere pochi capi e ben disposti vi aiuterà a capire come abbinarli, vi aiuterà a vestirvi più velocemente e a capire cosa vi manca e cosa avete in eccesso. Se siete fortunate a avete spazio a disposizione io vi consiglio anche di utilizzare quelli stand che si tengono in bella vista. Potete utilizzarli per i capi spalla o per tenere sott'occhio i capi che al momento usate di più.

Fate delle scatole per gli accessori come foulard, portafogli e piccola pelletteria. Usate buste trasparenti rigide e  barattoli ma anche scatole in plexiglass trasparente (tipo quelle di muji) per tenere i gioielli.




COSA COMPRARE

Poi vi domanderete: "E ora che ho fatto questa cosa da pazza con i disturbi ossessivi compulsivi che devo fare?"
Mantenete la calma e focalizzatevi sul vostro stile di vita, sulla vostra quotidianità ma anche sulle vostre aspirazioni e sui vostri gusti e progetti futuri. Non è detto poi che se avete l'esigenza di vestire comode non possiate comprarvi un paio di sandali altissimi, cercate però di non forzare e di non farvi troppo fuorviare dalle mode e dalle tendenze. Datevi la regola di comprare solo poche cose "che vanno un casino" per ogni stagione e soprattutto di non spenderci un PIL per comprarle. Fatevi una lista di quello che avete e di quello che vorreste e tenetela nel portafoglio in modo da tirarla fuori quando siete in un negozio e avete in mano una pila di cose che vorreste prendere. Puntate su poche cose ma di qualità, partendo ad esempio anche dalle semplici t-shirt, compratele in cotone 100% o magari acquistate un solo maglione ma in cachemire invece di quattro maglioncini sintetici che sappiamo poi la fine che faranno. Se siete indecise fra una tinta unita e una fantasia scegliete sempre la tinta unita e se siete indecise fra un taglio classico e uno più sopra le righe scegliere sempre il classico. Non ve ne pentirete.Puntate sugli accessori e se avete la possibilità compratevi dei grandi classici: Una shopper in pelle, un foulard in seta, un cappello in feltro, una bella cintura. 
Lo so che vi sembrerà di non avere più niente ma sarete più sagge e comprerete meno e meglio.

Non vi sto dicendo di vestirvi da Mariele Ventre ma vi posso garantire che una buona base e un guardaroba piccolo, essenziale e composto da pochi bei capi, vi darà la possibilità anche di comprare con maggiore tranquillità un capo un po' più stravagante o lontano dal vostro stile. 












venerdì 13 marzo 2015

La ciclica smania del d.i.y. - il diorama


Sapete che ogni tanto mi riprende la smania del diy. Ovviamente la principale fonte di ispirazione è Pinterest col suo fatato mondo di immagini ovattate e perfette. Insomma cercavo qualche idea per fare delle decorazioni per la cameretta della Nina e mi sono imbattuta nei diorami. Cosa essere Diorama?? (no, non è una bestemmia)?



Ecco già pronta la mia board pinterest qui sotto TAAAC


Secondo Wikipedia il Diorama è "un'ambientazione in scala ridotta che ricrea scene di vario genere" e capite che questo apre delle bellissime nuove prospettive di decorazione e ritaglia/incolla. Se vi state chiedendo dove avete già sentito questa parola sappiate che sono molto utilizzati nelle scuole americane per i concorsi di scienze o per riprodurre in scala eventi storici, quindi nei telefilm sono piuttosto ricorrenti. Comunque se vi mettete a cercare su pinterest  o anche su google vi si aprirà un mondo bellissimo e sorprendente che di sicuro ispirerà le più creative. 


Diorami fatti con maniacale attenzione ai dettagli, oppure semplicissimi e con pochi elementi ma allo stesso tempo molto evocativi; piccoli scenari fatti con carta e cartone oppure interi ambienti ricreati in barattoli di vetro o scatole di latta. Si possono utilizzare piccoli pupazzi, complementi d'arredo delle case delle bambole ma anche elementi naturali come rami sassi ecc.


Insomma di idee semplici anche da cui partire ce ne sono tantissime.
In questo blog linkato qui sotto ho trovato anche un piccolo tutorial per creare questo:




http://www.teaonthemoon.com/2014/04/diorama-destino-paris-mumford-and-sons.html


Se trovo il tempo e il modo ne faccio uno in questi giorni e poi ci intaso il mio instagram!


lunedì 9 marzo 2015

Ninapp - sago mini Ocean Swimmer e Forest Fairy tales


Ogni tanto mi piace segnalarvi qualche app carina per bambini. Ultimamente la Nina sta giocando tantissimo con due app della sagosago molto semplici ma anche molto divertenti e interattive.
In pratica sono due app che presentano due scenari: il mare e un bosco incantato; si più decidere come far muovere nell'acqua o nell'aria un pesciolino o una fatina gatto. 




Sono applicazioni decisamente molto divertenti e lo scenario è abbastanza vario e non annoia facilmente; nell'oceano ci sono pesci e molluschi vari da infastidire o con cui giocare e nel bosco incantato ci sono i personaggi delle fiabe con cui giocare o troll da trollare; sono app anche molto buffe e non troppo gne gne gne (leggasi roba troppo pucciosa o smelenza) come sono a volte ceri giochi per bambini, ad esempio non risparmiano rutti e puzzette varie ai personaggi. 







Qui sotto nel lik trovate il sito dello sviluppatore Sagosago e la presentazione della loro ultima app rilasciata (quella della fatina) Fairy Tales.

http://www.sagosago.com



Costano 2, 99€ sull' appstore.


martedì 3 marzo 2015

dolcemente complicate e fieramente cacacazzi




Quando sono rimasta incinta volevo un maschio. Non so precisamente perché, però volevo un maschio, mi sembrava di mettere al mondo una creatura con una vita più facile. Poi non so, pensando all'adolescenza credevo che sarebbe stato molto più facile affrontare un maschio coi baffetti e la voce da cartone animato che una testarda bimbetta cresciuta. Oppure pensavo a quanto sono amorosi i maschi con le mamme e quanto invece tengano testa le femmine alla propria madre. Boh. 
Ero gonfia e in preda a sbalzi ormonali e umorali che se mi avessero detto che, volendo, avrei potuto partorire un coniglietto ariete avrei detto: MMMM OK!

E' che è così complicato essere femmina ed essere donna, è complicato rispettare certi canoni, è ancor più complicato sbattersene e uscire da questi canoni. Essere donna vuol dire essere sola, con tutto quello che comporta, nel bene e nel male, è difficile scegliere il meglio per sé ma estremamente formante per il carattere. Sì perché le donne via via che crescono si scontrano con realtà che, finché siamo bambine e stiamo in giardino a giocare a Lady Lovely, non possiamo certo immaginare. La prima stortura che ti viene messa davanti è la totale mancanza di solidarietà di classe. Gruppi di donne, uffici di donne, classi di donne, squadre di donne sono arene tra le più sanguinose e spietate dove non si può sbagliare, dove il rosicume, il rancore, la maldicenza e il bruttazoccola si palesano nel giro di pochi istanti. Perché succede? Non lo so, forse perché siamo dolcemente complicate e fieramente cacazzi, perché abbiamo la memoria di un elefante che ha giocato a memory per tutta l'infanzia, perché siamo severe con le altre, perché difficilmente prima di tutto perdoniamo qualcosa a noi stesse.
Non esistono ambienti stressanti e competitivi come quelli composti di sole donne.

Lo so, dall'altra parte della barricata è la vecchia storia dei maschi che giocano a calcetto, si danno due pedate e dimenticano tutto, anche un plurimicidio.

Essere donna è esteticamente faticoso. Uno dei giochetti che faccio mentre sono in coda alla posta è pensare a tutto quello che non mi piace del mio corpo e come potrei sistemarlo e lo faccio con raziocinio e tecnica perché o parto dalla testa o parto dai piedi. Quindi, se mi vede in coda alla posta assorta nei miei pensieri, sappiate che non sto pensando a come risolvere il problema del debito pubblico ma probabilmente starò snocciolando questa lista: pedicure, massaggio, laser capillari, liposuzione alle ginocchia, depilazione definitiva inguine...
Cioè, capite lo stress? Appena molli un attimo ed esci con la pinza e la tuta sei già finita, cadi nell'abisso, la società ti rottama, non sono ammessi sgarri manco se vieni da quattro giorni di influenza. Poi vabbè le volte che io ho provato ad uscire di casa con tuta e capelli lezzi ho incontrato il mio ex con la nuova fidanzata, un pullman di modelli israelo/brasiliani, Fassbender che si era perso e un paio di registi indipendenti che cercavano un volto nuovo per il cinema. A parte gli scherzi, l'estetica la prendiamo molto, troppo seriamente, ci condiziona, ci influenza e ci tormenta. Ho conosciuto donne bellissime piene di complessi. Donne "oggettivamente" belle tormentate da capelli troppo crespi o troppo lisci, nasi lievemente storti, palpebre troppo socchiuse, labbra di tre tonalità sotto la rosa canina quindi inaccettabili e via dicendo. Perché? Forse perché siamo dolcemente complicate e fieramente cacazzi ma anche perché ci sentiamo in dovere di essere come gli altri ci vogliono, ci paragoniamo all'attrice, all'amica o a qualche top model inarrivabile e graziata dal dna. A volte, molto più semplicemente, ci lasciamo influenzare e giudicare sommariamente dai tipi suddetti, le creature elementari di cui sopra, dai, avete capito, quelli del calcetto.


Una volta finita l'età delle barbie, delle salopette e delle mollettine ecco che siamo in preda al turbinio degli ormoni e niente è più come prima. Nervosismi che Vittorio Sgarbi che discute di Eco mostri ci spiccia casa, depressioni che Emily Dickinson era pazza e solare a confronto, stati euforici che manco i personaggi del fantabosco alternati a malinconie potenti da oceani di lacrime. E anno dopo anno, crescendo e diventando sempre più donne, viene tutto routinizzato, cioè, col tempo, finisci per sapere che questo crimine che ti sta salendo è perché facendo due calcoli sei in premestruo, tutto ok, non strangolerò questa anziana signora che mi è passata avanti alla cassa. Però ecco, gli ormoni vanno calcolati nell'essere donna, perché sì, siamo dolcemente complicate e fieramente cacacazzi ma spesso abbiamo solo il ciclo.

Noi donne siamo le più grosse vittime di luoghi comuni ( lo so che questo post è un tripudio di luoghi comuni ma voi fate finta di no) siamo più vittime di luoghi comuni del popolo italiano pizzamandolino, siamo più vittime dei carabinieri e delle barzellette su di loro, più vittime della gente di colore col ritmo nel sangue e più vittime delle mezze stagioni e del nuoto che è uno sport completo. 

Donna al volante pericolo costante: Conosco uomini con suv da 50.000 euro che se li incroci in una strada stretta non mettono una gomma fuori dall'asfalto neanche a morire, io con la mia panda devo arrivare al bordo del fossato e andare avanti. Conosco uomini che prima di ammettere di non saper parcheggiare ammetterebbero amanti, doppie famiglie e passione per il decoupage. Io parcheggio ovunque, anche negli spazi più improbabili; é semplice, un colpo davanti un colpo indietro e via.
Ah, per non parlare del luogo comune sull'igiene nelle macchine delle donne. 

E che ne pensiamo di "Donne e motori gioie e dolori"? Che cazzo vorrebbe dire? Che non si trovano i ricambi facilmente se noi donne ci rompiamo? Che abbiamo bisogno di manutenzione? O forse si riferisce a quelle tipe nude che vedo avvitate intorno alle pile di pneumatici nei calendari del mio meccanico.


Chi dice donna dice danno. In che senso? Danni materiali? Siamo sbadate e goffe e spacchiamo tutto? Oppure che portiamo quelli su del calcetto alla rovina psicologica e fisica? Beh, qualcosa dove pure scalfirli dico io.

"Fragilità, il tuo nome è donna" senti Shakespeare ne riparliamo quando tu hai fatto uscire una cosa grossa come un tacchino del ringraziamento da un buco grosso come un albicocca, ok? E magari ci mettiamo anche una ventina di ore di travaglio e tanti di quei punti che dal benzinaio ci prendi un set di teli da mare OK? 


Essere donna è complicato ma è meglio. Siamo piene di responsabilità e piene di compiti appioppatici preventivamente, è vero, ma siamo anche dolcemente complicate e fieramente cacacazzi e questo ci rende forti e piene di risorse. Non esorterò nessuna alla solidarietà femminile o a fregarsene del proprio aspetto e nemmeno a odiare i maschi puzzoni gnegnegne, piuttosto vi dirò: imparate ad accettarvi e a volervi bene, a darvi da fare se non vi piacete, a non piangervi addosso se qualcosa va storto, imparate ad ascoltare le altre donne, allenatevi a prendere tutto (o quasi tutto) con ironia, anche le peggiori sfighe, fate vostra l'antica arte del convertire il rosicume in uno stimolo, se il vostro carattere vi sembra l'ostacolo per dei rapporti che vorreste, imparate a smussare gli angoli che non vi piacciono. Imparate a rendere bello quello che vi circonda e partite dal vedere una bellezza assurda in quello che siete, con tutto l'ambaradan che ne consegue, ormoni pazzi, insicurezze, sbattimenti, lacrime ed euforie, siete donne, credetemi è già tanta roba.

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