L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


giovedì 6 novembre 2014

sull'allattamento ma forse anche altro

Volevo scrivere un post sulle librerie francesi parigine per bambini e sui libri che avevo preso per la Nina ma da ieri si parla di allattamento e sento gente parlare di cosa deve o non deve fare una donna quando è incinta, quando allatta o quando sceglie di non farlo. E poi sento parlare del fatto che se sia giusto allattare in pubblico o appartarsi, se il latte materno sia il nettare degli dei e il latte artificiale sia acqua delle fogne mescolata a latte di mucca pazza. Io ho capito che c'è tanta ignoranza e che della maternità e della gravidanza si parla per sentito dire, per esperienza della cognata di secondo grado o per quello che si vede in TV.

Io ho letto questo libro qui sotto, "Il metodo maman", scritto da Pamela Duckerman, un'americana che si è ritrovata a fare la mamma a Parigi e si è confrontata con una realtà che anche a noi italiani sembrerebbe lontana, quasi aliena e degenere. Vi consiglio di leggere questo libro, non perché sia la bibbia della muaadre moderna e non perché dovete fare come dice, anzi, molte cose sono lontane dal nostro modo di vivere i bambini e le gravidanze, ma va letto per capire che ci sono modi diversi di essere mamma.
Leggete almeno il capitolo sette sull'allattamento.




Ecco, io sono mamma da due anni, ma ieri quando un tipo su twitter, mentre discutevamo, mi ha detto le parole LA CONDIZIONE DI MADRE come una condizione di particolarità quasi simile ad una disabilità o a un segno divino, ho sentito il bisogno di scrivere questa cosa.

La mia gravidanza è stata bella, quasi vissuta da felice inconsapevole e forse mi pento solo di non essermi informata troppo, di non aver chiesto e letto tutto quello che potevo leggere sui miei diritti di paziente, leggete bene, paziente, non partoriente, non ho letto molto sull'allattamento su quello che comportava e su quali erano le mie alternative al parto naturale e allattamento al seno.

Posso dirvi però che c'è molta poca informazione in giro, perché è così che vogliono che sia, perché una mamma che non vuole “partorire con dolore” costa allo stato e agli ospedali.
Del cesareo manco a parlarne perché è appannaggio solo di mogli di dottori e parenti di dottori o se proprio il bambino è in pericolo; per quanto riguarda la famosa epidurale ti fanno un corso ma in molti casi non ti dicono che devi arrivare presto in ospedale se la vuoi perché se arrivi già troppo dilatata ops, non si può più fare, guarda un po'.

E non c'è informazione sull'allattamento, trovi solo forum su come attaccare il bimbo al seno o come non farsi venire ragadi e mastite e basta. Perché?
E sapete che se una mamma che non vuole allattare deve fare visite  specialistiche con un pediatra in ospedale subito dopo aver partorito e subire pressioni da medici e parenti quando nessuno dovrebbe interessarsene se non il padre, se lo fa perché le piace il suo seno e non vuole sciuparlo ( che poi viene rovinato dalla gravidanza non dall'allattamento), perché vuole che anche il padre si occupi di nutrire il bambino e non solo lei, perché vuole tornare al lavoro presto perché sennò lo perde o semplicemente perché non vuole per una sua scelta e da non giudicare come la scelta di partorire naturalmente.
Se volete notizie sul latte materno ci sono pagine intere sul sito dell'OMS e se volete notizie sul latte artificiale ci sono dei siti di pediatri che ne parlano abbondantemente. Se volete notizie sui pro per evitare il cancro al seno o sui dati dell'obesità infantile nei bambini che usano latte artificiale trovate tutto ma informatevi e scegliete per voi prima di tutto. Non ascoltate la mamma, la suocera, la nonna, la trisavola, l'erborista, lo sciamano, il prete. Fatevi un'opinione e leggete anche le cose a cui di normale andate contro.

Quando ero in ospedale dopo aver partorito con dolore con punti e senza che dopo 20 ore di travaglio mi venisse fatta neanche una puntura per aiutarmi nella dilatazione perché tra dottori ostetriche e gente varia mi avevano fatto credere che il parto naturale era la cosa migliore per me e per il bambino, la Nina per fortuna si è attaccata subito al seno e a me è venuto il latte. Accanto a me avevo una ragazza che aveva partorito lo stesso giorno, sola, senza parenti, solo una suocera che ogni tanto veniva a trovarla. A questa ragazza non veniva il latte e il bambino perdeva peso. Le infermiere e le ostetriche ogni due ore entravamo in stanza a chiederle se era arrivato il latte e lei scuoteva la testa e poi piangeva e ha pianto per due notti finché da Firenze è arrivato del latte naturale dalla banca del latte. Io mi sentivo mortificata perché a me dicevano brava perché lo aveva e io non avevo fatto niente. Vi sembra una situazione psicologica normale in un paese moderno?

Non so quello che voglio dire, so solo che c'è tanta disinformazione e sapete che sono quanto di più lontano da un grillino combattente ci possa essere però sono stanca di sentire questi luoghi comuni da medioevo.
Ho anche allattato in pubblico, senza esibizionismi, senza sentirmi un'eroina moderna o una vacca da mungere, ho chiesto un luogo appartato nei ristoranti, ho chiesto una stanza della casa se ero da amici ecc, e ho sempre portato un foulard per coprirmi un po' perchè se davvero nell'allattamento vedete questa cosa così intimista e di contatto col vostro bambino non vi farà altro che piacere stare in silenzio o proteggere questo momento. Il resto è esibizionismo.

Ma qui si parla di scegliere, di informarsi, di capire, di scegliere perché si conosce. Scelgo di allattare perché voglio vivere questo momento col mio bambino, perché il latte artificiale mi costa troppo perché sono a casa per nove mesi, perché so cosa c'è nel latte materno e lo trovo migliore del latte artificiale. Voglio allattare perché mi piace.
Ma nessuno si deve permettere di giudicare una donna che dice non voglio allattare perché voglio sentirmi autonoma e dare autonomia al bambino, voglio che possa dargli da mangiare anche la nonna o il babbo, voglio dormire una notte se sto male, voglio lavorare presto, ho il terrore della mastite e delle ragadi.

Io ho molte amiche che hanno allattato artificialmente, i loro figli sono belli e sani e più in carne della Nina che fino a 14 mesi ha preso il mio latte ed è stata un'agonia di poppate pesate e chili contati al grammo. Tuttavia, di tutte le mie conoscenze o amiche che hanno allattato artificialmente, pochissime hanno avuto il coraggio di ammettere che lo avevano fatto per praticità o perché le ragadi fanno male davvero. Tutte ti dicono: Non mi veniva il latte. E fine.

L'organizzazione mondiale della sanità sostiene che il latte non viene al 1% della popolazione mondiale di donne che hanno partorito, io le conosco tutte.



34 commenti:

  1. Brava. Mi piace molto questo post e lo condivido punto per punto. Ho avuto la stessa esperienza di allattamento, tranquilla e per mia scelta. E' verissimo che siamo in un paese puritano e VECCHIO, in cui ancora la donna deve partorire con dolore e allattare perche si DEVE FARE. Un giorno ci evolveremo. Nel frattempo spero che le future mamme possano decidere con la loro testa e consapevolmente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sarebbe molto bello se intanto in molte imparasserto a capire che ci sono alternative e informazioni da sapere prima di avere un figlio, ma anche dopo. un bacio

      Elimina
  2. un post molto bello, come belle sono le parole di ogni donna che racconta la storia della propria maternità.
    io ho partorito un bimbo alla 31a settimana, quando è nato pesava 1700g e subito ne ha persi 300. ha fatto 20 giorni di terapia intensiva e ho faticato molto per attaccarlo al seno, era talmente piccolo che non era aveva ancora "imparato" la suzione. avevo molto latte e ho adoperato il tiralatte mentre lui era nel TIN (terapia intensiva neonatale). portavo il latte alla banca del latte materno, e per un buon mesetto l'ho tirato perchè lui potesse berlo al biberon. una fatica! ma ne avevo tanto e sono stata felice di aiutare il mio bimbo prematuro a prendere peso. adesso ha quasi 3 anni e sta benissimo.
    questo per dire che ogni esperienza è parte di una storia, e la propria storia non sempre è semplice.
    quindi una cosa non faccio più da quando sono mamma: giudicare le altre mamme.
    su twitter consigliavo "Di mamma ce n'è più d'una" della Lipperini. spiega bene come al momento ci sia una spinta incredibile della figura della mamma "naturale" e tutto un fiorire di blog dedicati: allattamento a oltranza, pannolini lavabili, omeopatia, do-it-yourself fino alla morte, parto nell'acqua, coi fiori, sulle montagne, in casa sul letto della nonna.

    "Parla di maternità, naturalmente, ma anche di childfree, ma anche di blog, ma anche di marketing, ma anche di quella dicotomia natura versus cultura che ci accompagna negli ultimi tempi, con sempre maggiore frequenza. Parla di padri. Parla di false contrapposizioni, di immaginario (come sempre) e di diritti negati (come sempre). Non propone modelli nè soluzioni, prova a raccontare quel che ho visto intorno a me."
    metterei l'accento proprio su "false contrapposizioni" (tetta vs. latte artificiale) e "diritti negati" (per esempio, nella mia regione d'origine, la puglia, è automatico rivolgersi al ginecologo privato. io vivo in piemonte e mi sono rivolta - per principio - al consultorio pubblico. non sapevo assolutamente quante cose gratuite mi spettavano).

    scusa il commento lungo ma questo argomento mi interessa molto. leggerò anche il metodo maman!
    in ogni caso il tuo approccio tra lo scanzonato e il serio è quello che mi attira di più in un blog tenuto da una mamma.
    Grazia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggerò sicuramente il libro che mi hai consigliato, io credo che tra noi mamme tendiamo a giudicare proprio perchè spesso siamo poco informatee crediamo che il metodo che sentiamo dire o pratichiamo sia l'unico o quello giusto.
      un bacio

      Elimina
  3. Ciao Connie! Anche io sono mamma da due anni e ho vissuto un'esperienza simile a quella della ragazza che era vicino a te in ospedale. Oddio io avevo il mio fidanzato accanto che non mi ha mai fatto pesare nulla, una famiglia amorevole, ma un'ostetrica stronza, infermiere peggio ancora e gente intorno che comunque mi ha fatta sentire inadeguata perché non avevo il latte e mio figlio perdeva peso e non sapevo cosa fare. Per fortuna poi tutto si è risolto grazie ad un bravo pediatra che ci ha seguiti e aiutati, ho dato il latte artificiale a mio figlio senza sentirmi più in colpa e inadeguata come mi sono sentita per la prima settimana. Io ho partorito con il cesareo, qua da me se ne fanno molti (pensa che solo una delle mie amiche ha partorito naturalmente) ed io pensavo che ormai si tendesse a farlo perché può comportare meno complicanze e rogne per il medico che tende a scegliere anche in base ai propri di interessi.. Ma vabbè forse è solo dalle mie parti, non so. Solo che qua certo non è un tipo di parto destinato all'élite anzi semmai il contrario.. Comunque credo che leggero il libro che citi, credo mi possa interessare molto! Grazie! Io credo che l'essere una persona, una donna, comporti mille sfaccettature. Noi siamo donne, mamme, fidanzate, sorelle, amiche e non dobbiamo dimenticarcelo. Non siamo solo mamme per rispondere a chi parla ancora di condizione di madre. Io pensavo che il casino su twitter fosse scoppiato per l'aver detto che l'allattamento è come il cancro e qui non mi trovo d'accordo. Non mi trovo d'accordo nemmeno con chi dice che le donne non possono allattare in pubblico. A meno che non si sia delle grandi esibizioniste come dici tu..Ma ognuno è libero di fare ciò che vuole. Non mi sembrava di aver capito si parlasse di allattamento come unica via perché un dovere per la donna.. In questo caso mi troverei sorprendentemente d'accordo con Sarinski. Comunque della gravidanza e dell'allattamento si tende sempre a "nascondere" dei lati un po' più oscuri. Io ho avuto una felice gravidanza, ma mai nessuno che mi avesse parlato dei problemi iniziali nel caso in cui il latte non fosse arrivato e di come riuscire a risolverli. La gravidanza è una cosa bella e come tutte le cose belle ha anche dei lati di cui non si parla e di cui se qualcuno mi avesse parlato avrei affrontato meglio quei primi giorni che invece ho vissuto con l'angoscia..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io spero solo di aver invogliato qualcuna a leggere e informarsi per vivere sempre meglio questa "condizione di madre". Il sapere è potere, anche in questo caso.
      un abbraccio

      Elimina
  4. Ciao Connie,
    premetto che non ho figli, quindi parlo più da spettatrice che altro (mia mamma, amiche già con figli), quindi la mia è un'opinione da "profana", se così vogliamo chiamarla.
    Fin da che vedevo mia mamma con mia sorella, ho sempre visto l'allattamento come un momento molto intimo, ma anche di condivisione con figlia grande (io) o mio babbo. Lei aveva il latte e anzi ne aveva anche troppo, tanto che ricordo doveva toglierselo.
    Delle mie amiche nessuna ha avuto il latte e dai loro racconti, nessuna è stata torturata per farselo venire: io sono sempre del parere che, specialmente oggi, le situazioni non si possono generalizzare, ma vanno calcolate al millimetro. Evidentemente le infermiere del tuo ospedale erano/sono stupide/ignoranti, come se una lo facesse apposta a avere o meno il latte! Le infermiere/ostetriche delle mie amiche invece hanno detto loro di stare tranquille che sarebbe cambiato poco o nulla.
    Io, se potrò, allatterò, un po' perchè lo vedo come un momento intimo, un po' perchè il latte artificiale costa un'esagerazione e se appena posso evitare di spendere euro su euro per una cosa che il mio corpo produce naturalmente, lo farò (parere molto venale).
    Per quel che riguarda il parto, posso essere d'accordo, sempre in base alle esperienze di mamma e amiche: quelle col naturale hanno sofferto prima e durante, ma dopo due ore erano a posto, mia mamma col cesareo era stata in ospedale una settimana, per punti e complicanze inerenti al cesareo. Detto questo, credo che minaccerò di morte l'infermiera se non mi faranno per lo meno l'epidurale.
    Comunque tornando all'allattamento, ripeto, che per me sta tutto nell'intelligenza delle persone, da entrambe le parti: le infermiere/medici/ostetriche devono coccolare, capire e far sentire meglio la madre e la madre dovrebbe prenderla con più filosofia: ho il latte? Bene. Non ce l'ho? Bene lo stesso.
    Ma credo e immagino che questa mia opinione sia influenzata dal fatto di non aver provato in prima persona cosa significa avere a che fare con infermiere stupide.
    Per l'allattamento tout court, invece, credo sia una cosa naturale, da non demonizzare, dato che in natura tutti gli animali allattano, ma anche qua entra in gioco l'intelligenza delle parti: la madre se allatta deve farlo con discrezione, senza esporre la "latteria" al pubblico ludibrio, mentre chi è con loro nella stanza potrebbe "sopportare" la poppata che durerà massimo 15 minuti. Mia mamma per mia sorella si portava un salviettina o un foulard per coprire "le vergogne" e comunque era molto discreta. A me da fastidio se una allatta e si scopre le tette a caso e poi bofonchia se magari uno sbuffa alla vista del seno. Ci vuole intelligenza. ma questo per tutto e per tutti. E soprattutto, in base all'intelligenza e all'educazione, ognuno faccia quello che gli pare.
    Chiara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la cosa più importate a cui nonpensi quando sei incinta è ad informarti, magari sai tutto u patologie del bambino ecc ma c'è molta disinformazione sui diritti delle donne in gravidanza e suui metodi per allattare poi. dobbiamo essere libere di scegliere e di saper rispondere a chi ci giudica se scegliamo un determinato metodo!
      un abbraccio

      Elimina
  5. Aggiungo una cosa alla questione del parto. Io l'epidurale l'ho fatta. Mi sono fatta la mia giornata di corso, con una fantastica anestesista che ci ha spiegato tutto con completezza. Ho compilato tutti i miei moduli e la notte che si sono rotte le acque ho sventolato i miei moduli pronta a richiedere l'epidurale al momento giusto. Ho avuto un parto indotto dopo due giorni dalla rottura, mia madre invocava un cesareo, io anche no, ma speravo si affrettassero a farmi partorire. Comunque dopo ossitocina e 8 ore di contrazioni e solo due cm di dilatazione ero nelle condizioni perfette. L'anestesista mi fa l'epidurale e mi dice di chiamarla non appena avrei sentito nuovamente dolore. Dopo una mezz'ora di sollievo chiedo all'ostetrica di richiamare l'anestesista. Mi ha lasciato più di un'ora a soffrire di nuovo dicendo che altrimenti non avrei sentito le contrazioni giuste per spingere, mi sono talmente incazzata che alla fine mi ha fatto fare la seconda dose. Fortunatamente si è salvata in corner perchè durante le spinte, l'episotomia e cuciture varie è stata bravissima.
    Seconda cosa: forse il latte mi sarebbe venuto se il parto fosse stato più indolore e non avessi avuto due giorni di febbre e antibiotici vari in corpo. Comunque la mia sofferenza più grande sono stati ragadi e tagli. Quando mi si attaccava al seno sentivo un dolore tremendo e anche lavarmi e asciugarmi era diventato insopportabile. In queste condizioni l'allatamento non era il momento dove nutrivo mia figlia, ma quello dove stavo per soffrire per 40 minuti circa. Si perchè lei stava attaccata anche 40 minuti per seno. Oltretutto quando allattavo la gente si divideva in due. Chi si imbarazzava e dico anche giustamente, non è che insomma per forza un amico deve essere felice di vedere le tue tette, e chi invece (tipo magari parenti acquisiti) venivano ancor più vicino per vedere la bella creaturina dalle gengive aguzze che mangiava, imbarazzando me!
    Ogni donna in queste cose deve essere libera di scegliere come e cosa fare. Senza che nessuno debba decidere per lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sante parole, la mamma ha il carico maggiore di tutto e deve poter scegliere senza essere giudicata e senza nascondersi.
      un abbraccio

      Elimina
  6. A leggere questo post mi sono quasi commossa Connie. Aspetto un bambino e non sai quante volte mi sono ritrovata al centro di odiose discussioni dove venivo massacrata perchè sto percorrendo una strada che mi permetta di poter scegliere di partorire con il cesareo: ossia, dato che vivo in Italia, rivolgendomi ad un ginecologo privato e che opera presso una clinica privata (con tutto ciò che questo comporta). Purtroppo non ho il 'coraggio' di alcune amiche che mi dicevano "Voglio il parto naturale, senza epidurale, voglio il dolore e poi la soddisfazione di far nascere da sola il mio bambino" (amiche che poi, al momento, si sono mangiate la lingua...ma questo è un altro discorso). Io vorrei essere libera di fare ciò che ritengo più giusto per me, nel rispetto della salute del mio bambino, senza per questo essere giudicata una 'cattiva mamma'. Anche per quanto riguarda l'allattamento al seno: io non so se vorrò farlo, che abbia il latte oppure no. Per come sono fatta credo sia più giusto mantenere questo 'gesto' nell'intimità della mamma e del suo bambino, ma credo anche che una persona intelligente sappia come meglio comportarsi in qualsiasi situazione, in qualsiasi luogo e con chiunque si trovi. Credo anche che un bambino allattato artificialmente non crescerà meno sano di un altro. Detto questo, io mio malgrado ho imparato, purtroppo ci piangevo, che con determinate persone, troppo ottuse probabilmente, è meglio non parlare neanche di certe cose. Farò la mia strada, consapevole dell'enorme fortuna che ho nel poterla scegliere, dato che in questo Paese siamo ancora tremendamente indietro anche su questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ci devi piangere! scegli per te e il bambino starà bene, qualcosa ti sembrerà un errore e qualcosa una salvezza ma scegli per te. gli altri un po' che si fottano (scusa
      auguri per tutto andrà tutto bene

      Elimina
  7. Connie, Connie..
    Ho le lacrime agli occhi.
    E' ancora vivo il ricordo dei dolori lunghi, prolungati e lancinanti di 13 ore di travaglio.
    E' ancora vivo il ricordo della faccia di Giulio, prima inerme e poi incazzosa che cerca il medico per la sala parto chiedendo se quel supplizio dovesse continuare ancora per molto.
    Sono capitata in un ospedale di Cielle (l'ho saputo dopo...) dove "donna, partorirai nel dolore...".
    Perché sì, ci sono ancora queste realtà.
    Ho firmato per tornare a casa: non mi lasciavano andare per via del latte che non veniva nemmeno a tirarlo.
    Torno a casa ma il latte era poco e lui andava indietro con il peso.
    La faccio breve:
    scassa coglioni a parte, ho fortunatamente trovato un pediatra che mi ha scrollato di dosso tutte le mie paturnie (mi dicevano: se non allatti, non stabilisci un rapporto mamma-figlio e io giù a piangere...)
    Mi ha spedito in Svizzera per comprare l'Humana liquido che qui in Italia non c'era (come un trasfrontaliera profuga.... ma dimmi te se si può...)
    E poi la strada è stata in discesa:Andrea cresceva, era sereno, era felice ed io ero al settimo cielo.
    Ora è una bestia di un metro e sessanta a soli 12 anni!
    Ho avuto una maternità tra-bella.
    Grazie per avermi ricordato quanto sia stato bello e quanto lo è ancora!
    Sabrina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. vedi a volte la fortuna è proprio quella di trovare persone che ti sanno dire e sanno fare la cosa giusta. io sono stata un po' sfortunata ma è il caso mio. bisogna essere informate e conoscere. un bacio sabry

      Elimina
  8. Alla mia mamma il latte non veniva e io mi addormentavo quando c'era da poppare; perdevo tanto peso e lei stava male, e mi ha detto che la la depressione post partum non è una cosa da ridere, se poi nessuno ti aiuta. Ci è voluto che il pediatra privato perché qualcuno le dicesse che non era una mamma degenere se mi avesse dato del latte artificiale; mia mamma aveva 26 anni e nessuno, nessuno le aveva mai detto che per un bimbo è più importante avere una mamma sana che avere tutti gli anticorpi del mondo senza una mamma che stia bene e se la senta di prenderti in braccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ti stupisci che sia ancora così per molte ragazze che allattano? grrrr che rabbia
      un abbraccio

      Elimina
  9. Faccio parte di quella bassissima percentuale di senza latte. O almeno così è stato per i primi 5 giorni. A nulla sono servite poppate, tiralatte e quelle simpatiche spremiture del capezzolo. Forse se avessi insistito sarebbe arrivato, ma Sveva perdeva peso e io ho preso la mia decisione.

    Io credo solo che se nel 2014 una donna deve ricorrere alla scusa del non avere latte per giustificare agli occhi accusatori di ostetriche, assistenti sanitarie, suocere, amiche e vicine di casa, la propria scelta di non allattare, c'è qualcosa che non va in questo sistema.
    Parlandone con mio marito proprio l'altra sera mi ha chiesto "Al prossimo giro pensi che ci riproverai, che magari il latte arriverà?". Non ci ho pensato neanche un secondo e ho risposto di no. Il prossimo giro entrerò a testa alta in ospedale, ferma sulla mia posizione, senza il libretto delle giustificazioni.
    Inoltre, da aggiungere al mio cv di madre snaturata, c'è anche l'epidurale. Che trovare un rene sul mercato nero sarebbe stato più facile, ma alla fine sono riuscita ad averla.

    (Per quanto riguarda il cesareo, invece, qui è di gran moda. Del mio corso preparato, solo un quinto di noi ha partorito naturalmente!)

    Un bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu ci sei dovuta passare e hai preso delle decisioni. Capisci quanto è importante capire e sapere prima? per questo mi arrabbio sempre!
      un abbraccio

      Elimina
  10. Io non ho allattato perché stavo impazzendo di dolore. Ho partorito col sorriso, le contrazioni per me sono state una bazzecola ma ho comunque chiesto l'epidurale perché non si sa mai e ho un ricordo meraviglioso di quelle 12 ore di travaglio. Il latte è arrivato tardi ma c'era e io volevo allattare con tutto il cuore solo che non sapevo che mi avrebbe fatto così male. Alla fine ho ceduto al biberon tra le lacrime ma poi ho realizzato che più che del mio seno mio figlio aveva bisogno di me... e ho deciso che preferivo dargli un biberon sorridendo che il seno stringendo un tovagliolo tra I denti. Mi dispiace? Sì perché volevo dargli tutto. Ma non me ne pento e lo rifarei altre mille volte. Per fortuna intorno a me ho trovato solo comprensione e conforto. Ma io vivo a Tunisi e qui tutto il settore sanitario è ispirato al modello francese.

    RispondiElimina
  11. Aggiungo che il mio ginecologo qui (francese ça va sans dire) a 2 settimane dal parto mi ha prescritto 10 wedute di reabilitazione postnatale del perineo. Questa cosa in Italia non esiste quasi o comunque non conosco nessuno che l'abbia fatta eppure è fondamentale per il benessere e la salute della donna (non della madre pardon).

    RispondiElimina
  12. Connie sei una grande. Punto.
    Condivido parola per parola...
    Io ho avuto due figlie e due esperienze diverse di parto e allattamento (non ti sto qui a tediare con la mia storia perchè non interessa a nessuno): semplicemente è giusto quello che ti rende felice e serena. Ed essere felice e serena è la cosa più importante per i tuoi figli. Tutto il resto non conta.
    Bisous

    RispondiElimina
    Risposte
    1. brava chiara, dobbiamo sentirci libere e c ne dobbiamo fregare delle "convenzioni e dicerie" ed essere informate!
      un abbraccio

      Elimina
  13. Ciao Connie,
    mi piace questo tuo post. Io ho un bimbo di quasi 5 anni e prima che nascesse io volevo partorire naturalmente ed ero certa che lo avrei allattato al seno. Bè, il parto è stato indotto ma naturale e mi è pure andata bene nel senso che in due ore totali comprese mezz'ora di spinte il mio piccolo era già fuori. Parto ok, sono stata fortunata e ho un bellissimo ricordo. Poi non so quanti punti mi abbiano dato ma sono stata a farmela ricucire per minimo un'ora a causa di una bella lacerazione. Quindi non mi sono seduta normalmente per tre settimane ecc ecc. Ma veniamo all'allattamento: mio figlio appena si attaccava si addormentava, da noi c'era il rooming in per cui dovevo dormire (dormire????) con mio figlio nel letto per stabilire il contatto e attaccarlo. Ecco, ogni tanto si attaccava, mamma mia che male, mi tremano ancora le mani al pensiero. Va be in sintesi la montata non arrivava e lui è andato oltre il 10% del calo fisiologico e mi sono venute a chiedere il permesso di dargli un pò di latte artificiale. Ma cazzo dateglielo!!! Io che piangevo per il suo calo e mi riempivo d'ansia! Alle dimissioni una pediatra mi disse di non farmi macerare il seno che già era messo male e di dargli l'aggiunta mentre ostetriche e infermire volevano farmelo attaccare anche mentre parlavo con la dottoressa. Mi hanno detto di tenere sotto controllo il peso che era al limite. Bene, me ne sono tornata a casa con questo carico d'ansia, la patata ricucita e dolorante e le tette che facevano un male cane e non dimenticherò mai la paura che mi attanagliava quando mio figlio si svegliava per mangiare. Si, mi prendeva la paura e pregavo che dormisse ancora un pò così il mio seno si riposava. Be in sintesi io ci ho provato, nonostante i dolori mi partissero dalle scapole per arrivare ai capezzoli, ogni volta andavo al centro per l'allattamento e tornavo più carica dicendo che ce l'avrei fatta, basta aggiunte ecc ecc. Niente, mio figlio cresceva pochissimo, era sempre attaccato, sempre in lacrime e io distrutta. A un mese e 10 giorni ho preso la mia decisione: un pò di tetta e un pò di latte artificiale e siamo andati avanti così fino ai nove mesi. L'ho fatto prima di tutto per lui perchè non ero serena, il pensiero fisso era se avevo latte, se lui lo prendeva e il mio sentirmi fallita. Sono certa di non far parte dell'1% ma a mio figlio dovevo dare una mamma tranquilla, sorridente e che si godesse i momenti belli insieme lui. PEr quanto a me possibile io ci ho provato e non ne posso più di sentire le mamme allattanti che sparano sentenze solo perchè a loro è andata bene, ma basta per favore. Me lo vengano a dire loro cosa mi ha impedito di allattare. L'ansia? La paura di sentire male? Il sentire strillare mio figlio e abbattermi e sentrimi fallita perchè non avevo latte e lui piangeva per la fame? Un po' tutto questo ma non mi parlino di egoismo. Sull'allattare in pubblico non ci trovo nulla di male, io preferivo però appartarmi, in mezzo alla gente non mi sentivo a mio agio. Mi fanno invece un pò impressione i bambini di oltre due anni attaccati alla tetta e ci sono!!!! Scusa la lungaggine ma ancora ne soffro! Grazie ancora per aver affrontato l'argomento con intelligenza.
    Barbara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Barbara per avermi raccontato la tua esperienza
      un abbraccio

      Elimina
  14. Connie, intanto grazie per questo post. Quando ero incinta pensavo SOLO SOLO SOLO al parto, ero terrorizzata. Per fortuna non è stata poi un'esperienza traumatica, ho chiesto l'epidurale e l'ho avuta senza problemi, mi ha assistito un'ostetrica molto brava, insomma tutto liscio. Non posso certo dire lo stesso sull'allattamento, devo dire che mi ero informata poco e questo magari è stato un mio errore, ma pensavo ingenuamente "vabbè hanno fame, si attaccano e mangiano" oppure "ora proprio io devo far parte di quel 1% che non ha latte?" beh alla mia bambina non piaceva il mio seno sinistro, quindi mi ha massacrato il destro per 20 giorni, poi era molto pigra dava due ciucciate e si stancava, di conseguenza la produzione del mio latte era poca. Volevo dimostrare a tutti che ero forte e brava, odiavo gli sguardi compassionevoli e le critiche tipo "non hai latte" "la bambina ha fame!" e ho insistito, fino a quando lei non si è attaccata per bene e il mio latte è aumentato. Tornando indietro non rifarei mai tutto questo, perché in realtà non ho avuto il coraggio di dire "non mi rompete il cazzo fa troppo male" ma la cosa peggiore è che non mi sono goduta per niente il mio primo mese da mamma, che nessuno mi restituirà. Adesso quando alcune amiche in attesa mi chiedono info sull'allattamento io racconto con estrema sincerità la mia esperienza, solo per far capire che non è sempre così facile.
    Giovanna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fai bene ad essere onesta, chi ti dice che è tutto rose e fiori spesso mente e i lati oscuri vanno condivisi e conosciuti, non è una gara è un'esperienza difficile e va CONDIVISA in tutti i suoi aspetti.

      un abbraccio

      Elimina
  15. Io ho chiesto l'epidurale, come te, dopo 20 ore di travaglio. Però qui in USA non dicono la cazzata che se sei troppo dilatata non si può! Ero già di 7 cm ma non si sono fatti problemi, mi hanno inserito l'ago tra una contrazione e l'altra (perché dovevo stare immobile) e non me ne sono nemmeno accorta. Poi è stato il paradiso. Volevo partorire naturalmente, ne ero convinta, ma poi FANCULO stavo troppo, troppo male e durava da troppo tempo. Non ci sono scelte giuste o sbagliate, semplicemente ognuno di noi ha le proprie priorità, le proprie idee e nessuno può mettersi in cattedra e dirti cosa fare. Ogni storia è a se. Conosco mamme che hanno allattato fino ai 3 anni, per me è follia, ma se loro sono felici perché giudicare? Conosco mamme che assolutamente non volevano allattare, anche questa per me e è follia, ma saranno fatti loro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. una deve scegliere per se stessa, per il suo corpo e per il suo benessere e vedrai che al bambino non farà che bene, gli altri che giudicano o danno consigli lo fanno in base ad eseprienza passate o di altri o personali ma la maternità non per tutti è uguale anche se poi esce il solito bebè ecc ecc. la mamma però cambia e deve essere ascoltata
      un abbraccio

      Elimina
  16. Superfluo dire che condivido moltissime delle cose che scrivi.
    Mi permetto (da maledetta rompicoglioni patentata quale sono): ma i papà in tutto questo dove stanno? Mi fa soffrire sentire che una neomamma viene criticata da persone più meno lontane dalla sua quotidianità, ma quando a spingerla in una direzione è il marito-fidanzato, mi incazzo proprio.
    Dovremmo noi per prime pretendere che chi ci sta accanto sappia ascoltarci come persone e non darci direttive su come essere "brave mamme". Che una suocera puntualizzi "cosa è meglio" me lo aspetto, che lo faccia un papà anche no.
    Sai che comunque questi post sono un contributo intelligente dl fatto che nei commenti c'è una condivisione vera, non un'esibizione delle nostre qualità di madri e/o la solita garetta implicita a chi fa meglio.
    Petra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. per mia esperienza posso dire che giacomo mi ha sempre lasciato fare e che se mi sono martoriata è stato per pigrizia e per poca conoscenza delle cose. Però so che molti papà vanno dietro al sentito dire o scelgono quello che per loro è più "pratico"


      un abbraccio

      Elimina
  17. Partorito con cesareo d'urgenza solo 5 GG dopo aver finito di lavorare (e quindi un mese prima del termine), causa gestosi. Mi ritrovo a letto sfranta, col catetere, la testa che gira perni postumi dell'anestesia e una settimana di sonno da recuperare (si, perche soffrivo di coliche biliari, unandietro l'altra). All'ospedale mi portavano la bimba in camera, mi svegliavano nei pochi momenti in cui riuscivo ad addormentarmi per recuperare forze e venivano ad accompagnarmi ogni due ore alla stanza dei tiralatte perche doveva venirmi. Per forza. Di notte nel corridoio incimtravo tante derelitte come me. Sembravano zombie, non sto scherzando. Credo semplicemente che ci vorrebbe solo un po più di empatia e di rispetto per la donna. Per un bambino ci vuole una madre in grado di fare la madre. Non tutti i parti sono uguali, a volte c'è solo bisogno di recuperare energie fisiche e mentali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. pensa che nel libro di cui parlo sopra ti chiedono se vuoi dormire col bambino, se sei stanca, se vuoi dormire, se vuoi tenerlo. Se non vuoi farlo l'ostetrica per tutta la notte gli da il latte artificiale e nessun bambino cresce con due teste o deviato o alienato dalla mamma. fare in un altro modo si può.

      un abbraccio

      Elimina
  18. Condivido e sottoscrivo tutto. Devo dire che in questo senso sono stata fortunata perchè non ho avuto grandi pressioni, sarà che in ospedale sembrava avessi abbastanza latte quindi le ostetriche non avevano nulla da dire...
    Solo ogni tanto quando dico che non avevo latte mi guardano come se avessi appena detto che mi è morta 3/4 della famiglia, ma chissene.
    Io ritengo che comunque sia una delle esperienze più personali che ci possa essere e credo anche che, se non ci passi, non hai abbastanza elementi per giudicare.
    Non ero una fanatica dell'allattamento prima, nel senso che mi dicevo "se ce l'ho e NON SOFFRO la allatterò, se no pazienza e, a maggior ragione non lo sono stata una volta scodellata la pupa, però mi fanno incazzare quelle che dicono che vedere una che allatta fa schifo o altre cazzate lette su twitter. Insomma, io mai mi sarei messa con le tette al vento se avessi allattato una volta tornata a casa e ritengo esagerata chi lo fa, ma una dovrebbe chiudersi in casa fino al completo svezzamento del figlio!? Insomma, non voglio fare la mammola che dice che non c'è immagine più bella di una mamma che allatta il proprio figlio, ma basta guardare altrove! Penso ci siano cose ben più fastidiose di una donna con in braccio un bambino che lo allatta con discrezione (perchè poi, parliamoci chiaro, o sei lì di fianco e GUARDI, altrimenti non vedi praticamente una mazza dai).

    Un abbraccio!
    (Blossom)Silvia

    ps. aggiungo solo una nota, visto che qua sopra si parlava di dormire con il bambino dopo il parto: adesso in quesi tutti gli ospedali fanno il rooming-in ma, in caso di parto difficile o la prima notte (a me l'hanno chiesto nonostante stessi bene), volendo ti tengono il bambino al nido. Ecco, io non ci credo manco morta che quelle stanno con XX bambini urlanti tutta la notte, o li passano sul gas o vanno di biberon eccome!

    RispondiElimina

Recommendations by Engageya

Post in evidenza

Bevete molta acqua, non uscite nelle ore più calde e procuratevi queste cose...

Quest’estate non si sa perché, non si sa per come, le parigine ci hanno imposto il loro look un po’ trasandata/chic/effortless, con que...