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mercoledì 26 novembre 2014

gift guide per femminucce belle



Non posso certo esimermi, in quanto blogger piena di sè ed autoreferenziale, dallo stilare le mie liste di idee regalo perché, dai, basta regalare calzini antiscivolo e ceri al gusto vaniglia, lo so che c'è la crisi ma sognare non costa nulla e men che meno sognare di fare agli altri un bel regalo. 

Ricordatevi poi che, in assenza di idee,che la busta coi soldi è sempre ben gradita però almeno abbinatela ad un bel biglietto:

Urban outfitters


Quest'inverno vanno molto gli orologi minimal e sia su Asos che anche in alcuni negozi di accessori se ne trovano di carini. E' quasi un regalo unisex ( infatti ve lo piazzerò anche nella lista uomo)...

pinterest

Da quando la mia amica dueditanelcuore mi ha fatto vedere la candela parigina al profumo di Boulangerie non mi sto dando più pace:
si compra qui

http://www.jovoyparis.com/product.php?id_product=856
Allora, da qualche tempo a questa parte ho cominciato a fare la  donnina a modo e mi trucco anche usando i pennelli e non solo le dita. Insomma mi si è aperto un mondo. Certo, è vero, una volta ad una commessa ho chiesto un pennello kobaiashi quando bastava chiedere un pennello kabuki ma sto piano piano imparando, quindi credo che regalare un bel set di pennelli da trucco a chi ama il make up sia proprio un bel regalo.   

Questi sono di Alexis Bittar e si trovano anche da Sephora
Io amo le camicie da uomo, per me le camicie da donna è come se non esistessero, ne ho solo da uomo, ereditate dal pampa o prese in taglie piccole da Zara, H&M e Massimo Dutti, ma solo da uomo. Basta farsi mostrare dalla commessa la taglia più piccola e vedere se sono troppo larghe di giromanica e spalle. (NO SLIM FIT PER CARITA' EH!)


Secondo me delle cuffie così ce le meritiamo noi donne:

http://eu.wearefrends.com/women/collection/frends-benefits-taylor-rose-gold_27/


Adoro i secchielli di Frenz Lauer,  sono il regalo perfetto per una fidanzata bella, o una sorella molto brava, o una mamma molto buona...



Quest'anno, passata per bene la fase deforme del post parto, mi sono fissata coi completini intimi e mi piacciono molto quelli basici in pizzo leggero o in tessuti con poche cuciture e colori pastello tipo questo di Cos




Una stampa, un disegno originale, una riproduzione, sono sempre ben gradite e secondo me un regalo che, se scelto con i colori giusti, può stare in ogni stanza, di ogni casa, di ogni donna.
Vi segnalo questo shop su Etsy

https://www.etsy.com/it/shop/lauraamiss?ref=l2-shopheader-name

Per chi ama quei bei libri da collezione, che si tengono più che altro esposti in sala, vi segnalo questa meraviglia che si trova sia sua Amazon che su Urbanoutfitters. 
Si tratta di una raccolta tematica di oltre 300 immagini tra le più belle: Vogue -the Gown Book


Altrimenti, sempre in tema di libri, rimaniamo su un terreno praticabile e vi suggerisco un libro di trecce, sì tutorial di trecce per capelli:



 Lo so che le scatole non si regalano, soprattutto se vuote, ma la bellezza di una scatola in latta per tenere TUTTI gli smalti? O una scatola in cartone rigido per tenere in ordine TUTTI  i reggiseni?


Vabbè, finisco con le Zizi, di Repetto perché a Parigi non mi son state regalate e non si sa mai che babbo natale legga il blog della Connie.





Tranquilli che sto preparando anche la letterina di babbo natale della Nina, una lista di potenziali regali da masculo e anche una bella lista di quelle bischerate che adoro regalare per natale!


giovedì 20 novembre 2014

una recensione - Interstellar


Allora, io in genere non faccio recensioni cinematografiche perché sono una chiavica ma ultimamente é un periodo piuttosto marroneo quindi avevo riposto numerose speranze nella visione di quello che mi avevano detto essere un film come, se non meglio, di Inception. Volevo qualche ora di distrazione, un film che mi mettesse in moto il cervello ma mi facesse anche svagare un po'.
Ma dopo un'ora di interstellar non sapevo più se volevo mangiare roba lorda o fumare una stecca di sigarette.
Io lo so cosa mi ha fregato sapete: Matthew McConaughey che prima di True Detective non potevo vederlo manco nella pubblicità del profumo D&G e ora guarderei anche i Cesaroni se ci fosse lui.


Premetto che io sono una che si angoscia anche da sola per:
spazio infinito
morte
vuoto
senso di soffocamento
solitudine

Quindi mi aspettavo quanto meno di pensare meno ai miei guai sopraffatta da questi miei angosciosi feticci, ma nulla. NULLA.

Nolan, io ti voglio bene, Batman mi piace tanto, anche se hai fatto credere a tutti i mattarelli adolescenti di potersi vestire da joker e ci hanno gonfiato con quella storia del caos che é equo, insomma un danno alla V per vendetta. E Inception? Guarda Christopher, me lo son riguardato ogni volta che é passato in tv. Ma cosa sarebbe sto roba di Interstellar? Ho pensato a come sarebbe stato guardarlo con accanto Stephen Hawking così, per fargli due domandine, per capire, per chiedere anche a lui se questi buchi neri messi lì "non si sa da chi", erano anche un filino nella trama.

Insomma Matthew é prima di tutto padre di un figlio contadino (scarpa grossa e cervello fino) e c'ha sta figlia tanto caruccia che si chiama Murphy, come la legge di Murphy e già questo metterebbe le basi la disgiunzione parentale o la corsa all'anagrafe ai 18 anni; non poteva chiamarla Chanel Asia e basta. Matthew é anche un ex ingegnere della NASA, cervellone, astronauta ma ora siccome la terra é malata e nessuno ha più sbatti di fare gli smartphone o le robe tecnologiche, anche il poro Matthew deve fare il contadino perché insomma, come vi dicevo, la terra é piena di polvere come il mio salotto e muore tutto, soprattutto le pannocchie degli americani (come al solito il resto del mondo se la cava con le brioche).
Insomma la terra era bella e noi l'abbiamo consumata con il nostro sfrenato consumismo e probabilmente non votando cinque stelle.
Insomma tanta fuffa, tanta fuffa e tutti che tossiscono e spolverano e la terra é in preda a un panno swiffer che non funziona e intanto Murphy riceve messaggi da un fantasma nella sua libreria, un fantasma intelligente, uno che ha studiato, che le manda frasi in codice morse e in codice binario. Insomma, se Murphy fossi stata io stavamo lì a fare le sedute spiritiche e spolverare perché ciaoooo.

-Una scimmia tabagista qui aveva già capito chi è il fantasma, ok?-

Insomma questi messaggi (ve la faccio corta perché nel mezzo c'è un sacco di fuffa che poi non serve ad un cazzo al resto della trama) portano Matthew e Murphy a delle coordinate che guarda un po' li conducono ad una base nel mezzo al nulla dove c'è la NASA, sì, la NASA, nascosta come il cattivo di Austin Power, e alla NASA ci sono questi cervelloni che stanno pensando a come salvare il pianeta dalla polvere (una sede della swiffer di lusso, diciamo). Ci sono Michael Caine e Hanne Hataway col maglioncino nero con lo scollo a barchetta e dicono a Matthew che c'è un buco nello spazio e una serie di sfigati senza famiglia ci si deve buttare per vedere di ritrovare altri sfigati che si sono buttati nel buco prima di loro ( il buco si chiama tipo quei supermercati americani tipo wallmart ma ora non ho voglia di cercare). Questi primi sfigati che han mandato, com'é come non é, alla fine hanno inviato segnali che, dai, mmm forse non é malaccio, venite a vedere.

Murphy piange, dice al padre che la libreria le ha detto che lui non deve partire, Matthew piange perché invece deve partire perché Michael Caine gli ha detto che il piano A é che lui deve trovare un pianeta dove trasportare tutta l'umanità compresa la sua prole e il piano B é che, se non trovano un cazzo, Anne figlia scema spargerà embrioni e baby sitter in quello che sembra il pianeta più confortevole.

Insomma parte (io qui già volevo il kebab) una spedizione composta da:
Tipo saputello e anonimo che morirà nel primo pianeta dove vanno a vedere e morirà con la faccia di quello che dice "proprio non corro per salvarmi perché mi han detto che devo mori'".
Un nero che mi aspettavo sarebbe morto subito e invece lo han fatto aspettare tipo 23 anni da solo nella stazione spaziale per poi esplodere poche ore dopo mentre cerca di far funzionare un computer monolite.
Sì perché già, non vi ho detto che se ti butti nel wallmart col tempo non capisci più nulla e sulla terra tutti crescono e tu no e passano minuti che sono anni, come quando si asciuga lo smalto. Però ho capito che, se qualcuno ti chiede di spiegare meglio, devi dire che é una "singolarità" e che tutto è relativo come che a me non stia bene il verde salvia.
Insomma primo pianeta una roba che piacerebbe solo ai surfisti, primo morto, e  ovviamente, il primo astronauta era un cazzaro e questa ce la mettiamo da parte.

Ora arriva il bello, ci sono rimasti due pianeti da guardare uno con un grassissimo Matt Damon e uno con quello che si pigiava la Hataway e allora dove si va che c'è poca benza?
E tac, arriva la parola AMMORE, perché lei vuole dire che insomma, vuole andare dove c'era questo tipo con cui c'aveva una mezza roba...ma lei non aveva capito bene gli ultimi messaggi e se l'aveva frienzonata andando in un wallmart?

Matthew dice no, i sentimenti ce li ho solo io che tengo famiglia e quindi andiamo da Matt che dice che da lui non é male
Matt non solo é grasso come un maiale ma é diventato pure pazzerello a forza di aspettare e per annoiarsi meno s'é inventato la maxi storia di come questo pianeta dove sta é strafigo e anche se fa freddo e si respira l'ammoniaca nella mezza stagione non é male e la sera ci vuole anche un golfino.

Insomma Matt grasso e pazzerello scappa e cerca di attaccarsi alla stazione orbitante, poi scoppia tutto come il giappone e rompe tutto ma Matthew é un cowboy ingegnere, mascellone, figo della nasa e si ri attracca alla base.

E ora?
Scena di sesso Matthew/Hanne? Dai che mi sto facendo due palle così, dai fatele cambiare espresssione, NO,  decidono di entrare nel buco nero quello più grosso, il Gargantua, che per caso, come tutto in questo film, stava lì poco più in là.

Entrano nel buco nero e da qui in poi io proprio non c'ho capito un cazzo amici, eppure di cinema un po' mi intendo, cioè non dico che sono uno studente di cinema del dams e "il montaggio analogico" e "gli occhi della madre" ma insomma qualche film l'ho visto e 2001 odissea nello spazio mi aveva affascinato molto e angosciato ma quando non capisco mi innervosisco e non poco.

Insomma Matthew finisce nel buco nero messo "non si sa da chi" ed entra in questa quarta dimensione che é il dietro della libreria di sua figlia ( sì, il fantasma dell'inizio)

Ah già mi ero scordata, nel frattempo Murphy é diventata la bellezza di Jessica Chastain e lavora alla NASA al piano A, solo che Caine prima di morire gli dice che boh, sai come sono i vecchi, si annoiava e lui quel problema della gravità lo aveva già risolto da mo', che il piano A era una zingarata, che sono fottuti e che ha mandato suo padre e soprattutto sua figlia a morire nello spazio tipo perché non voleva lasciare la casa al mare a quella stronza che non le aveva fatto manco un nipotino. Lei poverina corre a casa dal fratello contadino che preferisce stare lì a tossire e va a cercare delle risposte nel suo passato cioè STA CAZZO DI LIBRERIA.

Insomma buchi nella trama a seguire Matthew riesce a comunicare con la figlia tramite un orologio che si erano lasciati e a suon di codice morse lei salva l'umanità scrivendo punto linea punto per quasi tutto un quablock e gridando eureka!

Ari buco nella trama...
Trovano Matthew che galleggia nello spazio come quei cadaveri gonfi nelle piscine dei motel americani, lo mettono in una delle case di riposo orbitanti create dalla sua geniale figliuola grazie al codice morse. Lei ovviamente c'ha tipo 100 anni, saluta il padre, un po' di lacrime e gli dice anche se cortesemente si può levare dalle palle da camera sua che c'ha da salutare la sua famiglia vera, non quella che ha fatto i giri per i buchi neri per 70 anni.

E come finisce?
Con la Hanne con la stessa espressione perenne da 240 minuti che non si sa dove sia e cosa stia facendo, prega tipo verso la mecca o verso la targhetta del tipo che l'aveva friendzonata e con Matthew che c'ha 70 anni ma parte lo stesso con una navetta spaziale a cercarla.


"Senta il kebab me lo faccia con tutto dentro"


lunedì 10 novembre 2014

Libri per Bambini parigini


Dai, alleggeriamo un po' questo blog e parliamo di librerie per bambini parigine. Io vivo nel contado in mezzo a boschi e vigne e mi capita poco spesso di vedere belle librerie per bambini ( se qualcuna me ne sa suggerire una bella a Firenze ben venga). Invece tra le cose che preferisco comprare alla Nina ci sono proprio i libri perché vedo che la stimolano e la rilassano e la aiutano ogni tanto a staccarsi da quel maledetto (ma anche santo Ipad). 


A Parigi ne ho viste di bellissime, piene di libri per bambini di tutte le età, e soprattutto con argomenti divertenti e buffi, anche con storie paurose o su come comportarsi, pensate che c'era un libro che si intitolava " che cos'è la morte?", il pampa mi ha impedito anche solo di pensare di comprarlo. Ma c'erano anche libri con adesivi e libri pop up, nonché tanti racconti sulla storia e i personaggi storici.
Non erano solo librerie ma molte avevano anche angoli attrezzati con bibite e grossi cuscini per sedersi o banchi per colorare, insomma una meraviglia.


Da noi si trovano solo pacchi di migliaia di variazioni di cose sulla Peppa, spesso nei supermercati e se si vuole qualcosa di particolare di deve ordinare su amazon o finire in qualche gelido angolino di una mega feltrinelli.
Io alla Nina ho preso questi libri, alcuni li tirerò fuori quando sarà più grande perché ovviamente ora è affascinata da storie elementari e colori sgargianti ,comunque mi piaceva condividerli con voi.




ehm...questo intanto lo provo io...



a questo libro non dareste un euro ma è tutto da colorare e ci sono i figurini da completare, amore a prima vista


Non le ho preso questo libro perché era troppo da grandi e costava 16€, però l'ho trovato un'idea pazzesca; in pratica sono delle immagini della città e dentro al libro c'è un quadrato di plastica che se lo passi sul libro lo anima. Spettacolare.


la pagina fb è qui

In questo video qui sotto se vi interessa fa vedere come funziona il libro:




Scusate per le brutte foto dei libri, non ero molto in vena rtistica oggi.

giovedì 6 novembre 2014

sull'allattamento ma forse anche altro

Volevo scrivere un post sulle librerie francesi parigine per bambini e sui libri che avevo preso per la Nina ma da ieri si parla di allattamento e sento gente parlare di cosa deve o non deve fare una donna quando è incinta, quando allatta o quando sceglie di non farlo. E poi sento parlare del fatto che se sia giusto allattare in pubblico o appartarsi, se il latte materno sia il nettare degli dei e il latte artificiale sia acqua delle fogne mescolata a latte di mucca pazza. Io ho capito che c'è tanta ignoranza e che della maternità e della gravidanza si parla per sentito dire, per esperienza della cognata di secondo grado o per quello che si vede in TV.

Io ho letto questo libro qui sotto, "Il metodo maman", scritto da Pamela Duckerman, un'americana che si è ritrovata a fare la mamma a Parigi e si è confrontata con una realtà che anche a noi italiani sembrerebbe lontana, quasi aliena e degenere. Vi consiglio di leggere questo libro, non perché sia la bibbia della muaadre moderna e non perché dovete fare come dice, anzi, molte cose sono lontane dal nostro modo di vivere i bambini e le gravidanze, ma va letto per capire che ci sono modi diversi di essere mamma.
Leggete almeno il capitolo sette sull'allattamento.




Ecco, io sono mamma da due anni, ma ieri quando un tipo su twitter, mentre discutevamo, mi ha detto le parole LA CONDIZIONE DI MADRE come una condizione di particolarità quasi simile ad una disabilità o a un segno divino, ho sentito il bisogno di scrivere questa cosa.

La mia gravidanza è stata bella, quasi vissuta da felice inconsapevole e forse mi pento solo di non essermi informata troppo, di non aver chiesto e letto tutto quello che potevo leggere sui miei diritti di paziente, leggete bene, paziente, non partoriente, non ho letto molto sull'allattamento su quello che comportava e su quali erano le mie alternative al parto naturale e allattamento al seno.

Posso dirvi però che c'è molta poca informazione in giro, perché è così che vogliono che sia, perché una mamma che non vuole “partorire con dolore” costa allo stato e agli ospedali.
Del cesareo manco a parlarne perché è appannaggio solo di mogli di dottori e parenti di dottori o se proprio il bambino è in pericolo; per quanto riguarda la famosa epidurale ti fanno un corso ma in molti casi non ti dicono che devi arrivare presto in ospedale se la vuoi perché se arrivi già troppo dilatata ops, non si può più fare, guarda un po'.

E non c'è informazione sull'allattamento, trovi solo forum su come attaccare il bimbo al seno o come non farsi venire ragadi e mastite e basta. Perché?
E sapete che se una mamma che non vuole allattare deve fare visite  specialistiche con un pediatra in ospedale subito dopo aver partorito e subire pressioni da medici e parenti quando nessuno dovrebbe interessarsene se non il padre, se lo fa perché le piace il suo seno e non vuole sciuparlo ( che poi viene rovinato dalla gravidanza non dall'allattamento), perché vuole che anche il padre si occupi di nutrire il bambino e non solo lei, perché vuole tornare al lavoro presto perché sennò lo perde o semplicemente perché non vuole per una sua scelta e da non giudicare come la scelta di partorire naturalmente.
Se volete notizie sul latte materno ci sono pagine intere sul sito dell'OMS e se volete notizie sul latte artificiale ci sono dei siti di pediatri che ne parlano abbondantemente. Se volete notizie sui pro per evitare il cancro al seno o sui dati dell'obesità infantile nei bambini che usano latte artificiale trovate tutto ma informatevi e scegliete per voi prima di tutto. Non ascoltate la mamma, la suocera, la nonna, la trisavola, l'erborista, lo sciamano, il prete. Fatevi un'opinione e leggete anche le cose a cui di normale andate contro.

Quando ero in ospedale dopo aver partorito con dolore con punti e senza che dopo 20 ore di travaglio mi venisse fatta neanche una puntura per aiutarmi nella dilatazione perché tra dottori ostetriche e gente varia mi avevano fatto credere che il parto naturale era la cosa migliore per me e per il bambino, la Nina per fortuna si è attaccata subito al seno e a me è venuto il latte. Accanto a me avevo una ragazza che aveva partorito lo stesso giorno, sola, senza parenti, solo una suocera che ogni tanto veniva a trovarla. A questa ragazza non veniva il latte e il bambino perdeva peso. Le infermiere e le ostetriche ogni due ore entravamo in stanza a chiederle se era arrivato il latte e lei scuoteva la testa e poi piangeva e ha pianto per due notti finché da Firenze è arrivato del latte naturale dalla banca del latte. Io mi sentivo mortificata perché a me dicevano brava perché lo aveva e io non avevo fatto niente. Vi sembra una situazione psicologica normale in un paese moderno?

Non so quello che voglio dire, so solo che c'è tanta disinformazione e sapete che sono quanto di più lontano da un grillino combattente ci possa essere però sono stanca di sentire questi luoghi comuni da medioevo.
Ho anche allattato in pubblico, senza esibizionismi, senza sentirmi un'eroina moderna o una vacca da mungere, ho chiesto un luogo appartato nei ristoranti, ho chiesto una stanza della casa se ero da amici ecc, e ho sempre portato un foulard per coprirmi un po' perchè se davvero nell'allattamento vedete questa cosa così intimista e di contatto col vostro bambino non vi farà altro che piacere stare in silenzio o proteggere questo momento. Il resto è esibizionismo.

Ma qui si parla di scegliere, di informarsi, di capire, di scegliere perché si conosce. Scelgo di allattare perché voglio vivere questo momento col mio bambino, perché il latte artificiale mi costa troppo perché sono a casa per nove mesi, perché so cosa c'è nel latte materno e lo trovo migliore del latte artificiale. Voglio allattare perché mi piace.
Ma nessuno si deve permettere di giudicare una donna che dice non voglio allattare perché voglio sentirmi autonoma e dare autonomia al bambino, voglio che possa dargli da mangiare anche la nonna o il babbo, voglio dormire una notte se sto male, voglio lavorare presto, ho il terrore della mastite e delle ragadi.

Io ho molte amiche che hanno allattato artificialmente, i loro figli sono belli e sani e più in carne della Nina che fino a 14 mesi ha preso il mio latte ed è stata un'agonia di poppate pesate e chili contati al grammo. Tuttavia, di tutte le mie conoscenze o amiche che hanno allattato artificialmente, pochissime hanno avuto il coraggio di ammettere che lo avevano fatto per praticità o perché le ragadi fanno male davvero. Tutte ti dicono: Non mi veniva il latte. E fine.

L'organizzazione mondiale della sanità sostiene che il latte non viene al 1% della popolazione mondiale di donne che hanno partorito, io le conosco tutte.



lunedì 3 novembre 2014

il calendario dell'avvento


Come si fa a passare tutto questo lunghissimo Novembre? E se poi piove?  Oddio, Boh!
Forse non ci rimane altro da fare che cominciare minuziosamente a dedicarci al Natale.
Raccogliamo nastri lucenti, intasiamo le cartelle di pinterest, intossichiamoci con la vernice spray oro nel tentativo di impreziosire pigne e barattoli, insomma, stordiamoci per arrivare immuni almeno fino all’8 dicembre. 
Vi ricordo che, in caso di potente saudade o depressione latente, siamo autorizzati a fare l’albero di Natale, magari facciamolo in casa, qualche lucina, qualcosa di sobrio, un presepino di carta appoggiato su una mensola del salotto. Non è il caso di attirare l’attenzione dei vicini sulla nostra malinconia e disperazione prenatalizia mettendo già la renna luminescente sul tetto.

Io pensavo di dedicarmi ad un piccolo calendario dell’avvento. Da piccolina non ne ho avuti molti perché a dire la verità non era un usanza molto praticata in casa mia; ho cominciato a comprarne più da grande e sempre e solo di quelli con la cioccolata, Ho scoperto però che nel nord Europa é un'usanza molto comune prima del Natale e che nelle caselline si mettono proprio dei veri regali, dei pupazzini, dei biscotti, delle decorazioni per l'albero o per il presepe.
Dai, che roba di una dolcezza infinita, no?
Pensavo di farne uno per la Nina, anche se ancora non ne capisce il significato e probabilmente finirà per scaraventarlo in mezzo al giardino in un unico semplice gesto, mi piaceva l’idea di farle un piccolo regalino ogni giorno fino al Natale, in fondo questo è il primo Natale nel quale comincia a capire il concetto di regalo, Babbo Natale, attesa e sorpresa.


I calendari dell’avvento più belli sono quelli di una volta, con quei bei disegni di scenari natalizi, coi paesaggi innevati e i bambini, con gli interni delle case con l’albero e il camino acceso e col presepe. Anche a trovarne qualcuno in giro, non so se i dolcetti dentro le caselle siano ancora buoni . 

Ho trovato molte idee su internet per dei bei calendari, alcune molto semplici, altre più elaborate e adatte a quelle donne con le manine sante che sanno fare tutto e hanno sempre nell’astuccio la colla e il bianchetto.



Io pensavo di fare un genere tipo questi, col rametto e venticinque pacchettini attaccati con nastri e nastri, penso che anche per la Nina possa essere più ganzo da vedere e per me più facile da fare anche con nastrini e stoffe che ho in casa, vi tengo aggiornate...




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