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venerdì 31 ottobre 2014

il senso di Connie per l'Instagram




Instagram è un social per condividere foto che ormai usiamo un po' tutti con alterni stili e alterne fortune. Alcune mie colleghe blogger, molto più sagge e acute di me, vi hanno già detto quelle che son le cose che non si devono assolutamente fare su IG, quali sono le regole da rispettare (#tipo #scrivere #così #le #didascalie), io che sono una che ama il bello, vi diró quelle poche regole che seguo  per cercare di renderlo bello e perché al mio instagram ci tengo come una vecchia al suo salotto buono col cellophane sui divani di broccato.


Anche se su Instagram sono nota per praticare un'attività rozza come quella qui sopra palesata, cioè quella di stalkare i profili dei perfetti modelli israelo/brasiliani per poi finire in un inception di palestre, sfilate e omosessualità latente; in realtà amo molto i profili instagram che hanno una loro estetica totale, una coerenza visiva, che mi danno la certezza di mettere un like a una foto veramente bella. Mi piacciono quelli spontaneamente belli, amo molto anche quelli di alcuni fotografi anche se postare una foto risistemata in studio fa perdere un po' la bellezza dell'immediatezza delle foto catturate col telefono e postate sul momento.
Per appezzare un profilo instagram ci sono delle regole che anch’io cerco di seguire. 


COERENZA

A me piacciono i profili dove si vedono sempre più o meno le stesse cose, non mi interessa se avete visto un fiore strano e vi piace fotografarlo se di normale fotografate tessuti o la punta dei vostri piedi mi infastidisce vedere altro. In generale amo chi racconta una storia, chi cerca di far vedere la propria quotidianità e chi con qualche richiamo e qualche filtro crea una bella sequenza di quadri. Io seguo spesso profili tematici.


SFONDO
Per questo sono molto attenta ai dettagli. (Cosa che non ho fatto nell'ultimo video della Nina dove si vede una ciabattina rosa di mia mamma poco coerente con l'estetica e uno scatolone di zalando divelto per gioco), quindi non mi piacciono le foto dove si intravedono spazzoloni, scatoloni, cesti della spazzatura. E' il bello di Ig rendere bello anche un qualcosa preso in un contesto non perfetto, perché si può tagliare, inquadrare e filtrare. Sono un'esteta rompipalle, lo so.


COLORE
Mi piacciono i profili dove c'è coerenza cromatica, dove ci sono colori accesi in ogni foto o nella maggior parte o dove si cercano di ottenere delle atmosfere patinate. Ma amo anche quelli dove vedo un piatto ben cucinato, un tramonto ogni giorno e degli scenari urbani dove si vede che da un brutto contesto è stato preso uno scorcio poetico.


REPORTAGE
Mi piacciono molto i reportage di viaggio su Instagram ma non quelli dove si vedono le cartoline solite o gli scenari da turista fatti con la macchinetta usa e getta, mi piacciono i piatti tipici, i portoni, le vetrine, i vicoli, i mercati.

SELFIE
Mi piacciono i selfie perché me li faccio anche io e perché mi piace vedere la vostra faccia e come ve la cavate con la moderna arte del farsi le foto da soli col telefono

FESCIO
I profili delle fashion blogger mi annoiano come la messa di Pasqua cantata in gregoriano dai frati scalzi e preferisco i profili di ragazze più semplici ma che sanno fare belle foto alle cose che abbiamo tutte e che indossiamo tutti i giorni.

NO GOOGLE O FRASI
Detesto i profili con le foto prese da google e con le citazioni scritte.
Ma siete pazzi c'è facebook per quella roba!

Qui sotto vi metto qualche profilo che, oltre ai soliti bellissimi profili che seguo da sempre, ho cominciato a seguire da poco, o dei profili che ultimamente vedo stanno diventando sempre più fighi e seguiti:

mercoledì 29 ottobre 2014

Una Connie a Parigi


Allora, sono stata a Parigi e non starò qui a farvi un reportage su quanto è bella la tour Eiffel o su quanto sia la mia città preferita. Sono andata per pochi giorni e ho fatto la vita da parigina, ho girato molto a piedi e ho preso poche volte la metro, preferendo la bici; ho visto come hanno reso bellissimo il quartiere in decadenza della villette con giostre e divertimenti per bambini nonché librerie moderne e bellissime e ho visitato la città della musica sempre nel quartiere della Villette ( anche se ancora devono finirla del tutto). Ho un nuovo quartiere preferito che è quello di rue Charonne nell'XI arr. Bastille, pieno di ristoranti bellissimi ( se vi capita mangiate da Septime), negozi come cos e repetto ma anche piccoli negozi con marchi emergenti e molto interessanti e ovvimente bellissime negozi di giochi per bambini. 

Septime
Al museo dell'art ludique ho visitato la mostra di Miyazaky sui layout disegnati a mano per creare i suoi bellissimi capolavori e vi consiglio di controllare se capiterà nella vostra città o in una capitale che vorrete visitare perché se amate il disegno è veramente interessante come esposizione.

martedì 14 ottobre 2014

Là dove c'era una casa...



C'era una volta la mia casa. C'erano una volta i miei cuscini di tartan appoggiati sul divano color corda, poi c'era il tappeto intrecciato e la libreria in ferro con i soprammobili, le bottiglie vintage, c'erano i vasi con i fiori recisi e i libri disposti cromaticamente sugli scaffali.

Poi è arrivata lei ed è diventato tutto un enorme nursery-tappeto-parco giochi open h24

E' inutile che mi metta su Pinterst a pinnare camerette, questa né dorme in camera sua né gioca in camera sua, o per meglio dire, camera sua è una delle varie ludoteche in cui si suddivide quella che una volta era una casa.

Ma quand'è che diventano brufolosi che stanno in camera propria ad ascoltare i uandairescion? 
Così io torno a disporre le mie cornici e i miei soprammobili.

E come mi sono incazzata quando ho letto su "Il metodo maman" che in Francia non esiste che i bambini tengano i giochi in salotto. Ma vabbè la mia amica francese ogni volta che le dico che la Nina ha il lettino ancora in camera nostra mi guarda come se le dicessi che le faccio fare qualche tiro di sigaretta. 
Eh, senti mangia baguette, ci vieni tu ad alzarti 48 volte a notte andando da una stanza all'altra? OK?

Comunque, procediamo per ordine:

La cucina
All'inizio c'ho provato a fare degli spazi riservati, tipo il cassettino delle pappe, la mensola delle stoviglie da bebè ecc, ora è ormai in atto l'invasione ibrida ed ecco che la sera vedo il pampa che mangia lo yogurt con un un cucchiaio/paletta di Hello Kitty o mi ritrovo a bere nel bicchiere coi manici. Tutto mescolato, tutto finito, mi rimane di apparecchiare la tavola per degli ospiti coi sottopiatti di Peppa Pig e fine.

Il Bagno
Vabbè, il bidet ormai è una piscina per bambole e peluche, ogni volta che devi usarlo devi svuotare, usare, asciugare e rimettere i pupazzi nella loro jacuzzi sennò magari si incazzano. Il water è in maniera molto pratica e agevole chiuso con un pila di giornali sopra perché alla tipetta non vengano strane idee su altre jacuzzi per bambole.
La doccia ormai conta la bellezza di 30 flaconi di qualunque cosa fra i prodotti che uso io che sono donna ed è un mio diritto, i prodotti che usa il babbo che è "una donna" ed è un suo diritto e tutto quello che serve per lavare un bambino. Nonché papere di gomma ecc (sì anche nella doccia)

La sala
Ah, la regina degli spazi ludici, colei che è presieduta da sua signora la tv, il sancta sanctrorum del caos dei giocattoli. E così ti trovi a scansare maledetti micropezzettini di plastica per andare dal divano alla tv e poi sederti su bambole, pezzi di lego, tazzine, libri da colorare e pastelli. Sul divano ( bianco perché non avevamo in programma figli quando l'abbiamo preso ) l'altro giorno ho visto una gigantesca macchia marrone. Ma porc...
Mi piego e che dovevo fare? Annuso. 
Nessun odore. 
MMMMM. Che sarà mai? Qualche fuoriuscita? Terra? Fango? Fondotinta? 
Era un biscotto secco e spiaccicato da mesi.
Non chiedetemi come l'ho scoperto che non mi va ancora di parlarne.

Io dico basta a questa invasione! L'interior designer che dorme in me si ribella a questo predominio.
Ho fatto dei grandi sacchi e c'ho buttato i giochi che non le vedevo usare da mesi, le cose di quando era più piccola, alcune cose le ho messe via e altri giochi li ho regalati. Ho chiuso le stanza dove non voglio che giochi, ho diviso le sue cose dalle nostre e buttato le cose che non servivano. 
No, i giochi non li ho buttati perché Toy Story mi ha rovinato e l'altro giorno ho anche raccolto un pupazzo buttato accanto ad un cassonetto l'ho, disinfettato, lavato e ricucito. 
Tranquilli che prima o poi troverò un gruppo di supporto.

Comunque sapete cosa? Dopo questa pulizia la Nina ha iniziato ad essere più calma mentre gioca, più ordinata e ha cominciato a giocare nella maniera giusta con le cose che le ho messo a disposizione.
Ogni tanto anche io faccio qualche mossa da brava muadre.



giovedì 2 ottobre 2014

sui nonni



Da quando sono mamma ho capito tante cose in più sui nonni e sul loro valore. Non che prima non fossero una parte importante della mia esistenza ma ora so quanto siano come solide pietre nella vita di una persona e quanta malinconia ( di quella buona, che da serenità ) mi metta pensare alla mia infanzia e ai miei nonni. Io non so quanti ricordi vividi avrà la Nina della sua infanzia, quante sensazioni le darà pensare ai suoi anni di bambina ma vorrei che fossero come le mie perché sono passati anni, anni lunghi dove sono cambiata e cresciuta, ma il ricordo dei miei nonni è sempre con me e se penso alle mie nonne soprattutto, sento una sensazione di conforto e calore, come un abbraccio che non finisce mai.

Io sono stata una bambina molto fortunata ho avuto dei nonni amorevoli e presenti che mi hanno insegnato tutti qualcosa. Un nonno ce l'ho ancora, pensate che fortuna  e se lo conosco bene so che se leggesse qui farebbe le corna al cielo e non vorrebbe essere nominato fra chi non c'è più ( non si arriva a 98 anni se non si ha questo spirito!). 

In famiglia dicono che sono uguale al mio nonno da parte di Babbo, un gran rompicoglioni con l'aria snob, un tipo un po' matto ma dall'aria posata e signorile, un uomo schivo, riservato ma anche intelligente e pieno di creatività. Una volta mi disse che quando si sedeva in autobus tutti si sedevano lontani da lui perché aveva l'aria antipatica e che questa era la condanna di noi fascinosi. Ricordo l'odore della sua cassetta dei pastelli a cera, i racconti delle sue avventure da vigile urbano, le girate in macchina per Genova e che quando passavamo vicini al giardino della gattara abbassava il finestrino e urlava " PUSSA VIA TE E I GATTI!"

E poi mi ricordo anche la Nonna che abitava lontana, che mi faceva i Montgomery bordeaux e le gonne in tartan a pieghe e il pane col pomodoro stropicciato per merenda. Mi ricordo che andavamo al mare a Nervi insieme e sembrava che in città ad agosto ci fossimo solo io e lei, io mi ricordo quell'amore che nessuno potrà mai farmi sentire in egual modo.

Ricordo la Nonna materna, quella con cui avevo più confidenza e che prendevamo in giro perché era una pessimista nata e quando litigava con mio nonno diceva delle cose così buffe e divertenti che spesso riutilizzo nei miei litigi casalinghi. Questa era la nonna più vicina, quella da parte di mamma, quella che ho visto spengersi perché ero lì e vi dico, non siate così stronzi da non trovare più il tempo per un nonno, per una chiamata, per un abbraccio, anche solo per un sms. 

Io ho trascurato i nonni negli ultimi anni della loro vita perché mi sentivo una ganza al di sopra della cose, loro mi sembravano immortali e sempre lì per me. Non fate come me, fatevi preparare una merenda o cucire un maglione e non sentitevi stupidi che questo è solo il corso normale delle cose della vita.

Auguri a tutti i nonni

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