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venerdì 25 luglio 2014

Santa Pazienza - ovvero quanta ce ne vuole con i bambini



Io non sono una persona paziente, non lo sono mai stata e come tutte le persone impazienti ammiro chi riesce sempre a mantenere la calma e la lucidità. Non so aspettare, non so farmela passare, non so passarci sopra. Io sono quella che sbotta se uno passa avanti in coda e sono quella che prima o poi se la prenderà con il rompicoglioni di turno durante una vacanza, una cena o una festa. E poi quante ricette sminchiate perché non ho avuto la pazienza di aspettare una lievitazione o una giusta cottura, quanti lavoretti di bricolage venuti nammerda perché non ho avuto la pazienza di aspettare che una colla seccasse o una vernice asciugasse. All’impazienza aggiungiamo poi anche una buona dose d’ansia e un nervosismo generale e diffuso che mi porto dietro ormai da anni.
E la domanda nasce spontanea: E con una bambina come pensi di fare?

Non lo so, i pargoli, salvo quelli angelici, buoni, ubbidienti, silenziosi e posati, attingono al fondo delle tue riserve di forze e pazienza e ti spingono verso stati d’animo che ti fanno sentire una merdaccia sempre in colpa.

Ma partiamo dal principio.
All’inizio con i bambini la pazienza che ti viene richiesta è quasi tutta fisica, devi imparare a convivere con la privazione del sonno, con la mancanza di tempo per te stesso e con le nuove regole di vita.


Poi via via che i poppanti diventano più interattivi, la pazienza che ti viene richiesta diventa proprio quella da manuale cioè:
"La facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo un atteggiamento neutro" ( da wikipedia)

In parole povere: cerca di non prendere a sberle tuo figlio.                          

Vi racconto solo tre episodi, tre piccoli aneddoti della mia vita recente.

Dalla parrucchiera -
Un’anziana signora tira fuori un ciambellone al cioccolato appena sfornato che aveva portato in regalo. Si avvicina dolcissima alla Nina e le dice:" piccola vuoi un pezzettino?" E le porge una fettina di torta.
La Nina prende la fetta, guarda la vecchia dritta negli occhi e le sbriciola la torta davanti stritolandola come fanno gli ubriaconi dei film con le lattine.
Che fai? La prendi per i piedi e la appendi con i caschi del parrucchiere?
No, mi sono messa in ginocchioni a mangiare da terra briciole di torta e capelli dicendo “mmmm signora buonissima ma soffice poi…”

Matrimonio di amici -
Aspettiamo fuori dalla chiesa la fine della cerimonia, ci sono molti bambini stanchi ed annoiati che comunque sono lì fermi e buoni vicini ai genitori (o nei pressi ).
La Nina ha ormai devastato scarpe e vestito e sta rotolando nell’unica pozza presente nel raggio di 5 km.
Che facciamo?  La prendiamo a schiaffoni palleggiandocela fino alla macchina?
No, ci siamo messi in un angolo a vederla rotolare lontana dagli sguardi dei bambini a modo.

Nel salotto di casa mia
Guardo un po’ di tv e in sottofondo tipo disco rotto sento un mamamamamamamamamamama atto ad attirare la mia attenzione di muadre. Decido di ignorare il segnale, prima o poi cederà. 
Intontita davanti alla tv e coi riflessi di un bradipo non vedo arrivare un giocattolo in legno raffigurante cappuccetto rosso che tipo missile terra aria mi arriva sulla fronte alla velocità di MAC 3.
Cosa fai? Prendi e glielo ritiri però a MAC 4?
No, prendi del ghiaccio, offendi alcune divinità finniche e ci passi sopra.


I bambini sono capaci di piangere per ore e piangere senza un apparente motivo. Sono dei guastafeste certificati, riescono a fiutare la vostra ansia e la vostra paura come i cani e, no, non faranno un capriccio lungo quanto una messa pasquale mentre sono la domenica a trovare i nonni; probabilmente vi pianteranno una grana magari in quella sala d’aspetto silenziosa, nel ristorante pieno di gente, in aereo, sul treno o quando avete a cena Barack Obama e famiglia.
Tu genitore sei scisso fra due modelli di comportamento: Puoi instaurare una specie di terzo reich familiare e stabilire regole, punizioni e soprattutto rimanere fermo e immobile come un iceberg davanti a qualunque bizzarria o smattata del bambino. Oppure utilizzare il metodo anti sbattimento ma che ha tragici risvolti comportamentali già verso i tre anni: facciamo come vuoi tu piccolo mostro, basta che stai zitto e la smetti di piangere.
Che tenerezza che mi faccio se ripenso a quando, incinta all’aeroporto di Atene, guardavo i genitori finnici di buonissimi bambini finnici in coda per il check in e pensavo “vabbè dai, così ce la posso fare, perché mi deve venire una bimba indemoniata? Saprà comportarsi bene come questi  bimbi ariani e militarizzati”
Vorrei tornare da quella me gravida in aeroporto e abbracciarla forte forte.
C’è da dire che quando nasce un bambino si crea una riserva aggiuntiva di pazienza nei genitori, quindi quando vi trovate al supermercato e vedete un bambino rosso come un tacchino che urla per chissà quale bizza del momento non chiedetevi come fanno i genitori a non chiuderlo coi surgelati e scappare, inclinate la testa e provate per un attimo pietà sapendo che quei poveri cristi stanno ravanando nel fondo del fondo del barile della loro pazienza.


8 commenti:

  1. Ho un figlio di quasi un anno. Pazienza è ripetere "non si toccano i cavi del pc" centordici miliardi di volte senza tirarglielo in testa, quel cavolo di pc!

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  2. MInchia le lacrime Connie.

    Pure io sono una che non ha pazienza.....QUANTE RICETTE SMINCHIATE PERCHE' A META DELLA PREPARAZIONE HO DETTO "OK MI SONO ROTTA I COGLIONI".

    Pagherei per sentire la Nina urlare MAMMAMAMMAMAMMA cmq

    <3

    L

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  3. Madonna Connie la ciambella , quanto ho riso......a me spaventa perdere ore di sonno, più di tutto poi per carità urla, capricci,coliche e denti anche. perdere il sonno non lo so.
    luisa

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  4. Oh quanto sono felice che ancora per quest'anno Siegmund entra nel seggiolone dell'hotel. Così noi possiamo pasteggiare (relativamente) in pace senza che il quattrenne si alzi un secondo dopo aver terminato la sua pastasciutta, andando a seminare il panico tra avventori e camerieri.

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  5. Sante parole, sorella, sante parole!

    Lorena

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  6. Vacanza in montagna. Ristorante dell'albergo. Mia figlia a due anni ad ogni boccone pretendeva l'applauso, da tutti. Inutile spiegarle che la gente voleva rilassarsi, lei faceva la PR e voleva coinvolgere il pubblico, usciva dall'ascensore salutando come la regina Elisabetta. Una vergogna che guai. E niente, la pazienza ci vuole...la tua...e quella degli altri che hai intorno. Spesso quest'ultima manca.

    Elisa mamma di Linda, che ora ha 4 anni e comincia ad esseregestivile. Ma minchia oh, QUATTRO ANNI SONO LUNGHI.

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  7. Giuro che ho riso senza sosta! La scena della ciambella me la sono visualizzata così bene che mi sembrava di essere là!

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  8. Con la storia della ciambella mi hai assicurato 36 ore di risa ininterrotte.
    E come vorrei un incontro tra la Nina e la mia cuginetta 4enne, bionda e apparentemente angelica, che in spiaggia risponde alle richieste di altri bambini con sonori "no che non te lo presto, TELOVAIACOMPRARE!"

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