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giovedì 3 luglio 2014

After Parto - Come riprendere in mano la propria vita



Ormai non posso più parlare da neomamma , quantomeno da quella che deve riprendersi dal parto, anzi, credo sia arrivato il momento in cui io debba risuorgere definitvamuente come duonna, e cioè riprendere in pieno le redini della mia vita e rimettermi in carreggiata. In effetti ora siamo ad un punto cruciale in cui la simbiosi con la Nina sta diventando sempre più psicologica piuttosto che fisica, finito l'allattamento, messa a dormire nel suo lettino, messagli in mano una forchetta e un bicchiere, è la testa della mamma che secondo me deve cominciare ad andare a dormire in un’altra stanza.

Credo che si ricominci dalle piccole cose, allontanandosi dalle paure e dalle pressioni che ti mettono i parenti in primis e poi i neonati che notoriamente mettono ansia anche solo a guardarli: “Che cosa starà pensando? Piangerà per qualche dolore? Avrà fame? Sentirà freddo, avrà sete? Avrà dormito abbastanza? Starà respirando? Il cuore batterà regolarmente? Quante volte ha fatto la cacca e come? Fara un master dopo l'università?”
La cosa più difficile per una mamma che non lavora (oltre a quella sciuocchezzuola del trovare un nuovo lavoro) è prendersi del tempo per se stessa; paradossalmente tutto il tempo che non viene passato coi pargoli si è portati a viverlo con senso di colpa. Io dico basta. A volte mi trovo a vivere giornate lunghissime e noiose e altri giorni volano come fossero fatti di pochi minuti. Ecco, è questa gestione schizofrenica degli spazi e dei tempi che voglio rimettere in ordine. Ci sarà da delegare, cominciando anche a fidarsi degli altri, partendo dal pensare che non è vero che solo con me si addormenta e mangia, questa cosa fa comodo crederla a me per sentirmi nel giusto ma fa spessp fa comodo crederla anche a chi mi circonda.

Voglio ricominciare a dedicare del tempo di qualità a me stessa e alle cose che amavo fare prima di fare la muadre.

Leggere. Ore passate nelle librerie, notti in cui continuavo a dire "un’altra pagina sola e poi spengo" e finivo per leggere fino alle tre. Tutto finito?  La stanchezza, la pigrizia, il telefonino sempre in mano con quei giochetti spaccacervello prendono il sopravvento ma non mi voglio rassegnare. Mi voglio imporre dieci minuti di lettura al giorno come se facessi la prima elementare.



Arredare la casa. Ricordo mani sporche di flatting e vernicie e giornate passate a restaurare rottami pieni di tarme, spostare mobili, stanze, libri, intere rivoluzioni copernicane dalla sera alla mattina: “Guarda amore ho messo la cucina in bagno, il bagno in cucina e il salotto in soffitta!”. Ora niente, porto un secchio di panni sporchi dalla cesta fin dentro la lavatrice e mi sento già Paola Marella. Basta, voglio ricominciare, a sverniciare, grattare, restaurare e a cambiare l’arredo di casa che mi è venuto a noia.


Prendersi cura del proprio corpo. Quello ho cominciato a farlo già da un po’ ma con fortune alterne, mi sento ancora in preda ad ormoni pazzi e tirannici e alterno momenti in cui mi guardo allo specchio e penso che Belen debba venire a farmi i vetri ad altri in cui starei in posizione fetale sul pavimento a mangiare burro dì arachidi skippy direttamente dal barattolo e col cucchiaino porta fortuna. 
Anche a questo dico basta, sport ed equilibrio nel mangiare. 
Potrei meditare di iscrivermi in palestra lo so, ma ora ancora datemi tempo, ok?


Pianificare un lavoro: dove per lavoro intendo un progetto, un'idea che magari non farò o che non potrò fare ma magari mi basterà anche solo darmi un obiettivo, avere in testa un piano, un po' avventato escemino, ambizioso, rischioso, non importa, però che tenga acceso il cervello e che non mi porti come un automa a vedermi già angelo del focolare domestico. Magari questo pensiero potrebbe aiutarmi anche a sopportare di dover fare lavori brutti e che non mi piacciono mentre aspetto di realizzare il mio progetto.



Cucinare. In realtà, prima di dovermi cimentare nell’antica arte di frullare carote lesse e mescolarle ad omogeneizzato di manzo, condividevo la tavola con una diva del cinema infelice del proprio corpo e sempre a dieta cioè il Pampa, quindi non è che mi cimentassi in chissà quali manicaretti. Il pollo alla Canalis e l'insalata dalla busta risciacquata non shakerata erano i piatti forti del mio menù ma in realtà ho sempre amato cucinare e stare ai fornelli mi rilassa. Voglio provare a fare cose nuove e sperimentare, voglio provare ad usare il forno magari per fare dei muffin e non solo per scaldare roba surgelata all'ultimo momento mentre in tv passano i teletubbies in loop.

ovviamente tutte queste belle foto vengono da Pinterest

24 commenti:

  1. Farei un tema su di te: gli eroi a cui vorrei assomigliare.

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    1. Ci sono eroi che vanno in giro a far cose grandi, che rischiano la vita, a volte in silenzio, a volte urlandolo ai 4 venti.

      E poi ci sono eroi che semplicemente prendono atto dei loro limiti e delle loro difficoltà, della loro vita così com'è e la affrontano. Senza mai prenderla a ceffoni, che pure ogni tanto se lo meriterebbe.

      Dimmi tu se non lo sei. <3

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  2. Connie io ti adoro, sallo. <3

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  3. Ciao,vedrai che pian piano ci arrivi. Già solo per il fatto di averlo detto. Ho ripreso a leggere,vado a prendere i libri alla biblioteca del paesello e ora che il mio bimbo ha 4 anni si perde nella saletta per i bimbi a guardate le figure dei libri e io mi intorno con le trame. Ho ripreso la palestra ma lavoro parte time e lui va alla materna per cui ho un pochino di tempo tra la fine del lavoro e l'uscita dell'asilo. Purtroppo non sono riuscita a riprendere il cinema,i film in DVD che non siano cartoni e poi i viaggi on The road. Questi sarebbero un vero sbattimento con un bimbo x cui rimarranno accantonati per un bel po'.Comunque bel post,mi sono rivista com'era qualche anno fa.
    Barbara

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  4. Il tuo post è carino.utile e dilettevole sino ad un certo punto:quello relativo all'argomento lavoro.Fammi capire:avere un progetto lavorativo,ti farebbe accettare lavori brutti e che non ti piacciono?Già scrivere di volersi dedicare allo smontaggio e rimontaggio mobili e all'arredamento di casa,di 'sti tempi è blasfemia pura,perchè sottintende che te lo puoi permettere,e allora i lavori brutti e insopportabili lasciali a chi ne ha veramente bisogno. Sai che c'è?Chi ti scrive è una commessa,anzi ora mi hanno elevato al rango di responsabile,che poi è come fare la commessa,ma avere più ore non retribuite,maggiori responsabilità ma anche uno stipendio mensile di oltre 1500,00 Euro (con l'assegno familiare).Torno spesso a casa alle 22.30 e a quell'ora il mio bimbo dorme già,e quando ho il tempo di spostare i mobili,è per pulire un po' casa,non per giocare a "Paint your life".Poi arrivi tu,e come te tante altre, con spiccato senso artistico,e la passione per la moda. Vi intendete abbastanza di stile per spararci dei selfie,vestite con accostamenti improbabili e quelle ciabatte,che fanno tanto incrocio tra badante ucraina e la Merkel in vacanza a Positano, e siete subito geniali,snob e chic.Un ultimo commento lo vorrei fare su Parigi:avete rotto 3/4 di minkia con questa città e i loro odiosissimi abitanti. Solo l'idea che quell'ammasso di ferro e bulloni,di cui vanno inspiegabilmente fieri,sia il monumento a pagamento più visitato al mondo,la dice lunga su quanto siamo pirla noi e abili presuntuosi loro. Presunzione,questo è ciò che si respira maggiormente a Paris.Quanto al fatto che le parigine siano tutte magre,esse non mangiano,come accade in tante altre città del mondo con alto tasso di taglie 38.Che se poi vai a vedere la cucina francese,con tutto quel burro,il digiuno lo devi fare per forza,cara la mia Isabel Marant.Ci vuole arroganza e talento per rifiutare lavori che preferiremmo scartare.Spero per te che la seconda qualità abbia la meglio sulla prima. P.S. Le Birkenstock sono orribili in ogni loro foggia e fattura e stanno male a tutte.TUTTE. Mia madre,classe 1940,non le compra perchè dice che sono da vecchia. Vedi un po' tu.
    Baci

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    1. Ma vai a leggere novella 2000 troia.

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    2. Ma quanto livore Anonima Commessa, credo che anche tu abbia accettato un lavoro brutto tanto per portare a casa i 1500 euro per pagare cibo e bollette a fine mese, e credo che l'astio assolutamente fuori luogo che anima il tuo post sia spia del fatto che se avessi pure il tempo/la voglia/il cervello abbastanza "ON" da avere interessi e dedicarti a loro non staresti così. Non vedo dove sia la blasfemia nell'essere disoccupati, alla ricerca di lavoro e dedicarsi ai propri hobby, che siano questi rasare i muri, provarsi magliette, sognare la meta del prossimo viaggio. Fammi capire, prima di trovare il tuo di lavoro ti dedicavi alla sua ricerca tutto il giorno, tutti i giorni?! Suvvia. Sono disoccupata quindi posso solo inoltrare CV e attendere la risposta, null'altro? Fra l'altro non colgo neanche l'arroganza che sembra tu legga nel post del rifiutare lavori "che preferiremmo scartare", quando qui sopra mi sembra sia scritto il contrario (trovo un mio progetto che mi renda felice nonostante la mia quotidianità sia spesa in attività che non avrei sognato, in modo tale da stare in equilibrio). Poi, capisco non apprezzi Parigi, ma santo cielo fai pace con la Tour Eiffel, non c'è una città che ami, in cui sogni di passeggiare, in cui favoleggi di vivere? Non c'è, semplicemente, qualcosa che tu sogni ed ami? Non credo sia così. E allora sogna commessa mia, sogna e progetta, che non costa neanche un centesimo del tuo stipendio e ti è allo stesso modo necessario per andare avanti. Ultima cosa, permettimi di illuminarti sulle orribili Birkenstock: ben lieta per la tua mamma che le disdegna, io che sono costretta al plantare ho trovato un'ottima soluzione per stare comoda, col giusto appoggio, e piedino all'aria. E ti dirò, la mia non sarà certo una mise da sfilata, ma non sono queste le cose che mi impensieriscono..e a te?!
      Ps: prima che la tua immaginazione mi tratteggi come una ricca borghese...ho 35 anni, un figlio di tre, nove ore di lavoro al giorno (che non amo, ma sai il viziaccio di mangiare tutti i giorni), casa da pulire, panni da stirare, bimbo e uomo con cui stare. La notte dipingo, e sogno di esporre. Magari a Parigi, magari sulla parete della cameretta di mio figlio. Forse è per questo che a me la Connie piace da matti.

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  5. Dedicarsi del tempo di qualità.
    Difficile per tutti senza passare da egoisti ma indispensabile :)
    Luzzola

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  6. Minchia Anonimo dell'una di notte il dono della sintesi no eh?
    Bastava scrivessi beata te che stai bene anche con le Birkestocazzo e che puoi permetterti di shreddare mobili come passione!

    R.

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  7. Azz, torni a casa alle 22:30 e all'una ci hai voglia di scrivere papiri? Rr

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  8. Si vede proprio che la questione l'hai presa sportivamente AHAHAHhahahaha

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  9. Simpaticissima Anonima con la carogna dentro mi sembri la tipica rappresentante della donna-che-lavora-un-sacco, che non ha mai tempo manco di trovarsi il culo con le mani, che non vede crescere suo figlio, che ha una vita di merda ecc ecc ma poi trova il tempo di scrivere all'una di notte un papiro di cattiverie contro una ''poveretta'' (le virgolette sono per il poveretta che tu connie proprio non sei tivibi) che ha semplicemente raccontato la SUA esperienza, sul SUO blog (ergo non leggerlo se ti da noia tutto cio' che scrive, fa, fotografa come si evince) anziche' dormire e riposare dopo un'estenuante giornata di lavoro...la realta' e' che secondo me sei un pelino invidiosa che connie bella abbia la possibilta'/voglia/coraggio di seguire le proprie ambizioni e i propri desideri...lo puo' fare perche' ha un tenore di vita che glielo permette?bene meglio per lei smettiamola di avere sempre la rabbia dentro e di sfogarla contro coloro che sono come noi vorremmo essere.
    scusa connie per la ''sgrammatichezza'' ma mi sono innervosita...
    Sara

    ps: chi ti parla e' figlia di due genitori che hanno sempre sempre SEMPRE lavorato anche lontano da casa, tornando tardi e perdendosi pezzi della vita della loro bambina ma che hanno sempre trovato il modo di seguire le loro passioni... anche la mia mamma sposta i mobili, li sistema, riarreda piglia, sposta e cuce i vestiti...anche nei ritagli di tempo giusto per evitare di diventare acida e incazzosa nei confronti della vita come quelli come te....
    riscusa connie per la lungaggine...

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    1. A parte che ieri era il mio giorno libero,io ho scritto che il suo post era carino sino ad un certo punto.E tra l'altro,il suo blog lo seguo da molto,pur non avendo mai scritto alcun commento.Non mi è andata giù la parte del lavoro brutto che si accetta,perchè per lavoro (e non l'ho scritto io) si intende un progetto,un'idea che tenga acceso il cervello.Allora il mio pensiero è questo:se ti puoi permettere di fare le cose che più ti piacciono o ti stimolano,sappi che c'è la fila di ragazze disoccupate là fuori che un lavoro brutto o noioso lo accetterebbero volentieri,perchè di tutto il tempo libero che hanno non sanno che farsene,se poi non hanno due soldi per goderselo al meglio.Mi dà noia lo snobismo immotivato.Di Connie non sono invidiosa,perchè lei ha fatto un percorso diverso dal mio e per me è comunque inconcepibile trascorrere più di un anno senza avere una occupazione lavorativa.Se i tuoi hanno coltivato le loro passioni pur lavorando alacremente,sono contentissima per loro.Ma come scrivi tu,HANNO SEMPRE LAVORATO. Io lavoro per una nota casa che vende prodotti cosmetici commerciali,ti dirò è stancante ma garantisco che il cervello me lo tiene acceso,e pure tanto. Attenzione costante alle richieste delle clienti,gestione ordini,giacenze,ammanchi di magazzino,riunione con i vertici,quadratura della contabilità,sistemazione degli orari delle altre colleghe,e potrei andare avanti per un altro paio di righe. A volte è pure divertente,perchè non ci sono solo i momenti no.Il mio tempo libero cerco di dedicarlo il più possibile al mio bimbo di tre anni. Quanto alle critiche su foto,scritti etc. mi riferivo alla mania dilagante,da parte di chi ha studiato o si intende un po' di moda,di propinarci soluzioni di stile che sono lontane anni luce dal buon gusto,e da una minima capacità di accostare fantasie e colori.Adesso impera la moda delle ciabatte(perchè quello sono) Birketcetera,quando fino a pochi anni fa additavamo come appestati i turisti del nord Europa che le indossavano. Mo',solo perchè qualche blogger ha scoperto che sono comode,'mazza quanto fanno alternative.Se però ti compri il sandalo gioiello ultra comodo di Carpisa a Euro 29,95,che è decisamente più guardabile della ciabatta,sei una povera sfigata.Tutto qui.Se vuoi farmi notare che passo il mio tempo a scrivere qui,anzichè stare con mio figlio,ti preciso che in questo momento sono in pausa lavorativa al bar e ieri notte attendevo che si scaldasse la cera per depilarmi le gambe.

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    2. Le birkenstock sono brutte invece il sandalo gioiello carpisa è bellissimo!!111!!!11

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    3. Oddio il sandalo gioello...risparmiateci vi prego

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  10. Anche io sto attraversando questo momento di passaggio e mi sono accorta che devo fare un gran lavoro su di me perché la tendenza a ternerla stretta è forte ma anche la paura di non sapere da dove partire per rialzarmi. Io credo che siano due le cose che mi aiuteranno, il babbo (con cui lei adora stare) e il nido a settembre. Queste due cose mi aiuteranno a staccarmi da lei e a riprendere in mano i casini della mia vita. Che poi il legame diventa anche una scusa per non guardare in faccia quello che abbiamo da fare ed è anche il modo sbagliato di volerle bene.

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  11. E poi tu sei piena di passioni, hai solo l'imbarazzo della scelta da cui ripartire.
    Sei forte Connie.
    Sere

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    1. grazie serena, hai detto cose su cui mi trovi d'accordo, anche io sento questo legame che mi piace ma mi soffoca mi mette serenità ma anche ansia, dobbiamo riprendere in mano la nostra vita facendoci piacere quel che passa il convento ma anche pensando al futuro, ti abbraccio forte.

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  12. Ho cercato di passare oltre sono andata persino su un altro blog ma non ce la faccio a sto giro a stare zitta...prendiamo il mio caso :
    Ragazza (spero di esserlo ancora ) 30 aa un marito da neanche un anno e una splendida fanciulla di 17 mesi mia figlia...sono 11 che studio per fare quello che sogno : il chirurgo. Se il cielo vuole tra 5 mesi (devo recuperare la maternità e quindi la mia specialità è slittata dal 30 guugno al 30 novembre) saró specialista. Ho fatto sei anni di medicina e 5 di specialità: 11 aa...mi sono letteralmente rotta il c*o per ottenere ció che voglio...
    Sono stata a casa con la mia piccola solo 3 mesi. Da quel momento
    Ho smesso di allattarla perchè altrimenti non sarei potuta tornare in sala op. i miei genitori Si possono definire benestanti ma questo non mi ba mai impedito di cercare di raggiungere i miei traguardi con le mie gambe. Potevo anche non studiare e farmi mantenere prima dai miei e poi da mio marito e non "rubare" il lavoro a qualcuno che questa scelta non ce l'ha. Mi sento in colpa? NO perchè sono ricca devo lasciare il mio lavoro a chi ne ha bisogno? NO perchè questa è discriminazione bella e buona. E la connie che non conosco e che non mi conosce fa bene a fare quello che vuole
    E pensa non sono neanche invidiosa del fatto che lei sta con sua figlia e io non posso.
    Sono scelte della vita diverse. Il destino ha voluto altre cose ma non per questo mi fa rabbia. Fa solo bene.

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    1. Guarda, l'equivoco più grande che si è creato con questo post e che forse è stato un mio errore nel raccontarvi alcune parti della mia vita tralasciandone altre, è che qui crediate che io sia una ricca benestante che ha scelto di non tornare a lavorare per stare con la sua bambina. Io ho perso il lavoro perchè sono rimasta incinta, lavoravo a progetto e il contratto non mi è più stato rinnovato. La mia non è una famiglia benestante e il mio fidanzato fa un lavoro normale con uno stipendio normale, quindi io ho molta stima di chi come te riesce a lottare con le unghie e coi denti per tenersi il suo lavoro. davvero! non so se faccio bene a fare quello che faccio ma di lavoro non riesco a trovarne e cerco di farmi piacere la mia vita così com'è al momento.
      Ti abbraccio forte e non preoccuparti che la tua creaturina saprà essere orgoglioso di te!

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  13. Ho pensato a lungo prima di commentare. Questo post e relative elucubrazioni offrono spunti per mille argomenti per intavolare altrettante discussioni.
    Premetto che non sono mamma e a 34 anni lo vorrei tantissimo, quindi non so bene cosa tu stia provando, so che quel tempo che tu passi con la Nina è quanto di più prezioso un genitore possa dare ad un bimbo. Lavoravo in un centro sperimentale, stimolante, un continuo crocevia interculturale, viaggi, ricerca, pubblicazioni, scienza, posto ambito da chiunque, ero fissa e pagata, mi hanno assunto dopo il tirocinio senza aspettare che mi laureassi. Non brillo certo per intelligenza penso l'abbiano fatto perchè posseggo una volontà di ferro. Sarei potuta rimanere poi è morto papà, ho scelto e ho cominciato a lavorare a casa. Da zero, azienda agricola e attività connesse... se preferisci trattore al mattino e pulizia cessi il pomeriggio. Ancora oggi mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, se questi lavori considerati da chiunque 'brutti' siano effettivamente così, ho imparato ad amare l'onestà della terra e la bellezza dei semi, riconosco la brutalità delle persone da come salutano, ho sviluppato un senso per la concretezza che mai avrei immaginato e non so fino a quanto possa essere definito lavoro stronzo quello di zappare. (pulire cessi in agrit, quello no rimarrà sempre lavoro stronzo) ho perso vacanze e tantissima libertà, non ho più tempo per niente, amici, uscite, libri e tutto questo senza avere bambini. Non so come potrei fare ma vorrei essere una mamma come te che e questo mi spinge a rimandare in continuazione e aspettare periodi lavorativamente più tranquilli. Sbagliando.
    Tutto questo per dirti che le menti brillanti come la tua non si spengono, e che ho imparato anche dai lavori brutti ti assicuro che ho imparato.
    un abbraccio
    Luisa

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  14. Cara Luisa, grazie per le tua parole. Non sai quanta stima ho per chi come te fa scelte così impegnative e faticose. Io in vita mia ho sempre lavorato e sempre fatto lavori "brutti" dove per brutti intendo non inerenti ai miei studi non ben pagati e di certo non gratificanti come "pulire i cessi" come dici tu. L'arrivo della Nina ha scombussolato tutto, ho perso un lavoro che mi piaceva perchè non mi hanno rinnovato il contratto e mi sono dovuta adattare al momento a fare la mamma che cerca lavoro, non c'è mai un momento adatto per fare i figli che sono una grossa e faticosa PAUSA nella vita di una donna. Un'imboccallupo per tutto!!

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  15. Io mica l'ho capito qual è il problema dell'anonima commessa relativamente alla Connie e al lavoro... sarò scema io? Però secondo me Connie dovresti prenderla come un complimento perché implicitamente lei ti sta dicendo che sembri ricca cosa che - fino a prova contraria - non è affatto male (soprattutto se non lo si è sul serio).

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