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mercoledì 30 luglio 2014

Solo Parigi




Scrivo questo post perché in tante mi avete chiesto molte volte, via mail, su facebook e su twitter, qualche consiglio sulla mia amata Parigi; soprattutto volete delle dritte su cosa vedere di diverso e particolare per uscire un po’ dal solito giro da piccioncini innamorati con 72 ore da passare nella Ville Lumière.


Quindi, smettete subito di leggere se vi aspettate di sentir parlare di Louvre, Champs Elysèes e Tour Eiffel, perché prima di tutto do per scontato che, se siete già stati a Parigi, vogliate vedere altro e che se ci andate per la prima volta, queste siano tappe obbligatorie e vi rimanga ben  poco tempo per fare altro.
Purtroppo non sono molto aggiornata su ristoranti e locali dato che non torno a Parigi da quasi due anni  ( fitta al cuore ) e dato che, come in tutte le grosse città, i locali hanno vita breve,  rischierei di consigliarvi un ristorante dove magari ora c’è una boutique di accessori per cani.

Allora, facciamoci da una parte e cominciano prima con una serie di veloci consigli per non sentirsi snobbati da una città piena di snob e poi vado con delle mete non tanto insolite ma di sicuro meno classiche e secondo me da vedere assolutamente se avete la fortuna di poter rimanere più di tre giorni.

1- Non fatevi spaventare dall'aria austera di certi locali o di certi camerieri e neanche dall'aria sacrificata di certe commesse. Parigi è una città abituata ai turisti quindi entrate, chiedete e non vi lasciate intimorire dalla loro puzza sotto al naso. 
2- Affacciatevi ad ogni finestra. Parigi ha viste bellissime quindi quando siete in una casa, in un museo o in un ristorante e c'è una finestra buttateci sempre uno sguardo.
2- Siate curiosi. Se la guida vi indica una strada voi giratele prima intorno per altre vie e poi percorretela. 
3- Se potete prendete una bici. Parigi è tutta percorsa da una pista ciclabile e troverete meraviglioso passare lungo la Senna. Attenzione ai poliziotti e alle regole della strada, a differenza dell' Italia, a Parigi fanno le multe ai ciclisti che compiono infrazioni.
4- Girate anche nei quartieri che vi sembrano non avere niente da offrire o dove non sono segnalati monumenti e musei o viste particolari.
5- Mangiate nei quartieri dove abitano i parigini o nelle zone dove si trovano uffici e banche. Meglio fare un chilometro in più per una buona zuppa di cipolle che spendere 40€ per una baguette fredda e un bicchiere di "tavernelle".
6- Informatevi sempre su sconti e riduzioni. E' una città molto costosa ma spesso informandosi c'è la possibilità di entrare gratuitamente in vari musei o di ottenere degli sconti.

DA VEDERE

CANALE SAINT MARTIN
E’ il canale dove Amélie fa rimbalzare i sassi, si trova nel X arrondissement e vale la pena vederlo perché è un posto a cui fare una quantità di foto incalcsolabili e perché  il quartiere è ancora molto parigino e poco frequentato dai turisti di massa. Se avete tempo potete rimanere a vedere come funziona il sistema di svuotamento e riempimento delle vasche del canale quando passano i bateaux .


Se avete molti giorni a disposizione e circa tre ore da spendere rilassandovi e godendovi una vista insolita della città, vi consiglio la visita in battello lungo le chiuse, oltre ad una lunga gita sulla Senna potrete passare sotto una volta sotterranea di 2km (astenersi claustrofobici).
Partenza dal Museo D'Orsay e arrivo nel Parc della Villette.

PERE LACHAISE 
 
E’ una tappa obbligatoria nel XX arrondissement se ci si trattiene a Parigi per qualche giorno in più; all’aria crepuscolare e romantica del cimitero monumentale, aggiungete la possibilità di vedere le tombe di celebrità come Jim Mmorrison, Oscar Wilde,  Chopin, Modigliani e sappiate che se non andate a lasciare un fiore sulla tomba di Edith Piaf non so se possiamo essere amiche. Bellissimo in autunno.
All’entrata del cimitero trovate delle piantine che vi segnalano dei percorsi fra le tombe dei famosi.

Cimetiere du Pere Lachaise
16 Rue du Repos


PARCO DEL CASTELLO DELLA BAGATELLE
Il Parc de Bagatelle si trova  nel Bois de Boulogne,  nel XVI arrondissement . Il parco e il castello furono costruiti in soli due mesi dopo una scommessa tra Maria Antonietta e il Conte D'Artois. Oltre alle magnifiche strutture del castello c’è un giardino di iris e un bellissimo roseto. Insomma, sembra di stare dentro Alice nel paese delle meraviglie
 
Chateau de Bagatelle, 
Route de Sèvres à Neuilly

io che mi sparo le pose al parc de la bagatelle



BIBLIOTECA MITTERAND
Lo so che è insolito visitare una biblioteca, non vi chiedo di entrare e consultare dei volumi ma semplicemente di passare a dare un’occhiata a questa meraviglia architettonica di recente costruzione. Anche il quartiere tutto moderno e con bellissimi loft a vista merita uno sguardo.
Si trova nel XVIII arr. e i quattro edifici che contengono i libri divisi per tematiche rappresentano simbolicamente quattro libri aperti. Bellissima al tramonto.

11, Quai François Mauriac
75013 Paris

da google

Quartieri
Io amo molto due quartieri che escono un po’ dal giro classico del turismo. Uno è il quartiere di rue Daguerre nel XIV arr. Mi piace perché è un quartiere da parigini e ha un mercato di generi alimentari molto caratteristico, e poi piccole librerie e scuole ecc. Ci siamo capiti.

 
Un altro quartiere che adoro e che secondo me è uno dei più belli di Parigi si trova nel XIII arr. su una delle colline della città e si chiama la Boutte aux Cailles. E' un quartiere sconosciuto ai turisti e nello stile della Parigi pre Haussmann, è silenzioso e caratteristico, pieno di giardini segreti e angoli romantici, giratelo tutto!

da google

Montmartre è inflazionatissima, è vero, la place du Tertre è una gomorra di bancarelle e sedicenti pittori che sono lì solo per fregare i turisti con ritratti poco somiglianti però sulla Routard ho trovato un percorso alternativo che faccio sempre e che ti permette di vedere scorci e case come questa:



MANGIARE
Se volete potete andare a Ladurèe a fotografare macarons ma non avrete certo la mia approvazione. Non sono una grossa amante dei suddetti dolcetti e benché siano bellissimi da vedere le cose che preferisco mangiare quando sono a Parigi sono ancora più banali, pacchiane, grasse e scontate.




Musei
Do per certo che abbiate già visitato il Louvre, La Gare d’Orsay e il Centre Pompidou e vi consiglio altri tre musei da visitare:

Museo delle arti decorative
Ci sono sempre bellissime esposizioni  temporanee ed è di fianco al Louvre quindi non potete dire che è complicato.

Museo Carnavalet
E’ il museo della storia della città, è bellissimo il palazzo dove si trova il museo e potrete vedere gli abiti dei sanculotti e le vecchie insegne dei negozi di Parigi. E’ gratuito.
16, rue des Francs-Bourgeois
Maison Européenne de la Photographie
Ci sono sempre esposizioni bellissime. Anche se non vi intendete di fotografia, anche se non conoscete neanche un fotografo moderno. Ne vale la pena ed è gratuito tutti i mercoledì dalle 17 alle 20.
5/7 Rue de Fourcy
http://www.mep-fr.org/
Per quanto riguarda il Louvre vi do una piccola dritta: il mercoledì e il venerdì  il museo rimane aperto fino alle 21:45 ed è suggestivo da visitare in quell’orario, ci sono meno turisti si fa meno coda e le sale sono bellissime quando fa sera e il sole tramonta.

VISTE ALTERNATIVE

La tour de Montparnasse
Lo ammetto, è molto brutta da vedere lì che sovrasta la città, ma se volete una vista su Parigi veramente a 360° è la migliore di tutti e poi almeno potete fotografare la Tour Eiffel e non fotografare dalla Tour Eiffel.

33, Avenue du Maine

Con l'abbonamento della metro si può salire gratis.

questa foto l'ho fatta io, dai, non male la vista, no?

GRANDI MAGAZZINI
Io adoro i grandi magazzini Parigini. I miei preferiti sono  Le Bon marchè  e Printemps. 
Dall'ultimo piano dal piccolo caffè del Bon Marché potrete ammirare una vista bellissima sui tetti della città e poi non fatevi spaventare dall’aria costosa del bar sotto la cupola del Printemps,  vi prendete un caffè e un the seduti e fate un milione di fotografie alla bellissima cupola che vi sovrasta.

io e il mio nasone sotto la cupola del Printemps



GALLERIE
Parigi è piena di Passage cioè di piccole gallerie che portano da una strada all’altra piene di negozi caratteristici e conservate con cura come il primo giorno in cui sono state inaugurate. Furono aperte nell’800 per permettere ai parigini di fare shopping anche nei giorni più freddi e piovosi, come non adorarli?
Non in tutte le guide sono segnalate ma esistono molti siti che indicano tutte le gallerie della città: tipo questo

Galerie Vivienne
Infine non posso esimermi dal consigliarvi canzoni, film e libri su Parigi, quindi preparatevi ad una bella sequela di banalità a buon mercato: 

Musica


 

Les Champs-elysées - Joe Dassin


Les Feuilles Mortes - Yves Montand


Des ronds dans l'eau, Françoise Hardy

Paris S'enflamme, Ladyhawke

Sous le ciel de Paris - Edith Piaf 

La vie en rose - Edith Piaf 

Last tango in paris - gotan project

 

Film


Moulin Rouge


Il favoloso mondo di Amèlie


Ratatouille


Il piccolo Nicolas e i suoi genitori


Cena tra amici ( per la casa)


Tangui ( per la casa dei genitori)


Cenerentola a Parigi


I 400 colpi


“Paris, Je t’Aime”

 

Libri  

Bel Ami, Guy de Maupassant
Notre-Dame de Paris, Victor Hugo

La vita, istruzioni per l'uso, Georges Perec

I delitti della Rue Morgue, Edgar Allan Poe

I miserabili, Victor Hugo 
Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust
Festa mobile, Ernest Hemingway

Zazì nel metro, Quenec
I segreti di Parigi, Corrado Augias




Non so se vi sono stata utile, però almeno vi ho dimostrato la mia maestria coi numeri romani.




venerdì 25 luglio 2014

Santa Pazienza - ovvero quanta ce ne vuole con i bambini



Io non sono una persona paziente, non lo sono mai stata e come tutte le persone impazienti ammiro chi riesce sempre a mantenere la calma e la lucidità. Non so aspettare, non so farmela passare, non so passarci sopra. Io sono quella che sbotta se uno passa avanti in coda e sono quella che prima o poi se la prenderà con il rompicoglioni di turno durante una vacanza, una cena o una festa. E poi quante ricette sminchiate perché non ho avuto la pazienza di aspettare una lievitazione o una giusta cottura, quanti lavoretti di bricolage venuti nammerda perché non ho avuto la pazienza di aspettare che una colla seccasse o una vernice asciugasse. All’impazienza aggiungiamo poi anche una buona dose d’ansia e un nervosismo generale e diffuso che mi porto dietro ormai da anni.
E la domanda nasce spontanea: E con una bambina come pensi di fare?

Non lo so, i pargoli, salvo quelli angelici, buoni, ubbidienti, silenziosi e posati, attingono al fondo delle tue riserve di forze e pazienza e ti spingono verso stati d’animo che ti fanno sentire una merdaccia sempre in colpa.

Ma partiamo dal principio.
All’inizio con i bambini la pazienza che ti viene richiesta è quasi tutta fisica, devi imparare a convivere con la privazione del sonno, con la mancanza di tempo per te stesso e con le nuove regole di vita.


Poi via via che i poppanti diventano più interattivi, la pazienza che ti viene richiesta diventa proprio quella da manuale cioè:
"La facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo un atteggiamento neutro" ( da wikipedia)

In parole povere: cerca di non prendere a sberle tuo figlio.                          

Vi racconto solo tre episodi, tre piccoli aneddoti della mia vita recente.

Dalla parrucchiera -
Un’anziana signora tira fuori un ciambellone al cioccolato appena sfornato che aveva portato in regalo. Si avvicina dolcissima alla Nina e le dice:" piccola vuoi un pezzettino?" E le porge una fettina di torta.
La Nina prende la fetta, guarda la vecchia dritta negli occhi e le sbriciola la torta davanti stritolandola come fanno gli ubriaconi dei film con le lattine.
Che fai? La prendi per i piedi e la appendi con i caschi del parrucchiere?
No, mi sono messa in ginocchioni a mangiare da terra briciole di torta e capelli dicendo “mmmm signora buonissima ma soffice poi…”

Matrimonio di amici -
Aspettiamo fuori dalla chiesa la fine della cerimonia, ci sono molti bambini stanchi ed annoiati che comunque sono lì fermi e buoni vicini ai genitori (o nei pressi ).
La Nina ha ormai devastato scarpe e vestito e sta rotolando nell’unica pozza presente nel raggio di 5 km.
Che facciamo?  La prendiamo a schiaffoni palleggiandocela fino alla macchina?
No, ci siamo messi in un angolo a vederla rotolare lontana dagli sguardi dei bambini a modo.

Nel salotto di casa mia
Guardo un po’ di tv e in sottofondo tipo disco rotto sento un mamamamamamamamamamama atto ad attirare la mia attenzione di muadre. Decido di ignorare il segnale, prima o poi cederà. 
Intontita davanti alla tv e coi riflessi di un bradipo non vedo arrivare un giocattolo in legno raffigurante cappuccetto rosso che tipo missile terra aria mi arriva sulla fronte alla velocità di MAC 3.
Cosa fai? Prendi e glielo ritiri però a MAC 4?
No, prendi del ghiaccio, offendi alcune divinità finniche e ci passi sopra.


I bambini sono capaci di piangere per ore e piangere senza un apparente motivo. Sono dei guastafeste certificati, riescono a fiutare la vostra ansia e la vostra paura come i cani e, no, non faranno un capriccio lungo quanto una messa pasquale mentre sono la domenica a trovare i nonni; probabilmente vi pianteranno una grana magari in quella sala d’aspetto silenziosa, nel ristorante pieno di gente, in aereo, sul treno o quando avete a cena Barack Obama e famiglia.
Tu genitore sei scisso fra due modelli di comportamento: Puoi instaurare una specie di terzo reich familiare e stabilire regole, punizioni e soprattutto rimanere fermo e immobile come un iceberg davanti a qualunque bizzarria o smattata del bambino. Oppure utilizzare il metodo anti sbattimento ma che ha tragici risvolti comportamentali già verso i tre anni: facciamo come vuoi tu piccolo mostro, basta che stai zitto e la smetti di piangere.
Che tenerezza che mi faccio se ripenso a quando, incinta all’aeroporto di Atene, guardavo i genitori finnici di buonissimi bambini finnici in coda per il check in e pensavo “vabbè dai, così ce la posso fare, perché mi deve venire una bimba indemoniata? Saprà comportarsi bene come questi  bimbi ariani e militarizzati”
Vorrei tornare da quella me gravida in aeroporto e abbracciarla forte forte.
C’è da dire che quando nasce un bambino si crea una riserva aggiuntiva di pazienza nei genitori, quindi quando vi trovate al supermercato e vedete un bambino rosso come un tacchino che urla per chissà quale bizza del momento non chiedetevi come fanno i genitori a non chiuderlo coi surgelati e scappare, inclinate la testa e provate per un attimo pietà sapendo che quei poveri cristi stanno ravanando nel fondo del fondo del barile della loro pazienza.


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