L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


mercoledì 18 dicembre 2013

un post serio


Lo sapete che ogni tanto ho bisogno di scrivere qualcosa di serio, per darmi un tono, perché ho visto qualcosa che non mi è piaciuto o perché sento il bisogno di esternare qualcosa che mi dà da pensare. 
In questi ultimi giorni insieme alla Nina mi è capitato di avere a che fare con una certa frequenza con pediatrie, pediatri, pronti soccorsi vari e ospedali . Lei non ha niente di grave per fortuna, cose che capitano ai bambini nel primo anno di vita, ma ho condiviso sale d'aspetto e attese lunghissime con genitori di bambini davvero malati e ho guardato negli occhi mamme e ragazze della mia età che credo abbiano una forza che è impossibile pensare di avere finché non ti trovi in certe situazioni.
Vedere padri seduti con le mani nelle mani che fissano una parete e mamme che fanno chilometri camminando su è giù stringendo tra le braccia un cappotto e una cartella piena di fogli, mi ha fatto capire che abbiamo una visione completamente sbagliata e ipocrita di certe cose perchè pensiamo di essere sempre più fighi e che a noi non possa mai toccare niente di simile, il massimo che ci viene da fare è inclinare la testa e dire: ohhh poveriiini.
Lo dico perchè è un pensiero che faccio anche io o perlomeno facevo sempre in automatico fino a qualche giorno fa.
Ora sento di avere un rispetto tale per queste persone e per queste situazioni che mi viene solo da mettermi da una parte e stare zitta, ringraziare e smettere di lamentarmi se per un po' di moccio non riesco più a dormire da una settimana. 
Penso alla facilità con cui alcune persone condividono su facebook le immagini di bimbi malati e chiedono un "mi piace di supporto" alla fotografia; mi prende tanta di quella rabbia e penso che se fossi uno di quei genitori quel "Mi piace" mi farebbe incazzare e tanto.
Penso a quando mi  infastidisco perché il pediatra non mi dice quello che voglio sentirmi dire, che ho ragione che c'è la pillola magica per fare crescere e dormire i bambini.
Penso a quando parlo con mamme isteriche che si lamentano dei figli che hanno tre bollicine in faccia spendendo centinaia di euro per consultare il miglior dermatologo infantile solo per farsi dire che il bambino è lievemente allergico alle fragole.
Penso all'atteggiamento aggressivo e prevenuto che ho spesso nei confronti di infermiere che invece sono bravissime, mi metto subito sulla difensiva perché ho la pretesa che trattino mia figlia come se fosse figlia loro, senza pensare che è il loro lavoro e che se per ogni bambino si mettessero a fare mille moine non ne uscirebbero vive.
Penso a quante pressioni ti fanno i parenti  fino alla quarta generazione non appena un bambino ha un po' di febbre e se tu cerchi di stare tranquilla e aspettare che la natura faccia un po' il suo corso, ti fanno sentire come se tu fossi una tossica che non compra il latte al figlio per comprarsi il crack da fumare.

Penso a quanta ansia ripongo a volte in delle cose che non hanno senso e non sono neanche degne di essere chiamate ansie. La Nina si è fatta un prelievo e una flebo e io mi sono sentita sola, impotente, spaesata e stanca di una stanchezza disperata. E poi mi sono vergognata.
Ogni tanto vergognarsi delle proprie stupide sensazioni credo che ci faccia proprio bene.




5 commenti:

  1. ''ogni tanto vergognarsi delle proprie stupide sensazioni credo che ci faccia proprio bene''...io ti adoro alla follia quando sei divertente, ironica, dissacrante...e' un piacere leggerti e vorrei avere una ''connie-copertura'' h24 tra blog-instagram-twitter...ma credo che questo sia uno dei post piu' belli che io abbia mai letto perche' anche se non sono ancora mamma mi ci sono molto ritrovata...grazie...
    sara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido in pieno la tua risposta,ma a differenza tua io sono mamma.Per fortuna la malattia è toccata a me e non al mio bimbo. Lui mi da la forza di andare avanti.

      Elimina
  2. Tu sei una brava mamma. E una persona bellissima. E la Nina è fortunata. E io ti voglio bene anche se non ci conosciamo di persona.
    Kella

    RispondiElimina
  3. Questo post me lo ero perso.
    E' bello come tu sia riuscita ad esprimere una cosa che spesso è ostica da sviscerare, perché sono cose che fanno male, che fanno paura. Come mi sono immedesimata in quello che hai scritto, quanti ricordi orrendi catapultati dal fondo della memoria.
    Brava Connie! E grazie.

    RispondiElimina

Recommendations by Engageya

Post in evidenza

Perché parlo e parlerò poco del mio matrimonio

"Allora, come va con i preparativi per il matrimonio?"  Ecco la domanda che mi sento rivolgere da innumerevoli settimane a ...