L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


lunedì 28 gennaio 2013

un post serio sulle donne



Concedetemi ogni tanto di fare la seria e di gettarmi a piè pari in alcune dissertazioni da persona posata e consapevole. La gravidanza non mi ha rammollita e sono sempre scassaminchia come prima, solo che ho molto tempo per pensare in questi giorni e mi son messa a ragionare sulle donne. E no, non sto passando "all'altra sponda". E' che, da quando ho partorito, la mia prospettiva si è spostata drasticamente. 
Le donne mi sono sempre state sulle balle e ho sempre preferito la compagnia dei maschi ( non sono neanche zoccola!). 
Invidiose, poco solidali, severe le une con le altre, tormentate dagli sbalzi d' umore degli ormoni e disposte a scannarsi per un ultimo maglione taglia "S". Ho sempre avuto paura delle donne, lavorare con le donne, giocare in squadra con le donne ecc; gli uomini sono più facili, li manipoli come vuoi, li compri con un campo di calcetto prenotato per le otto, e soprattutto non hanno tutti quei gradi di sfumature caratteriali con cui ti fregano le donne.

Insomma una volta partorito ho deciso di portare più rispetto per le donne. Prima di tutto per il semplice fatto che se la gravidanza e il  parto fossero appannaggio maschile il genere umano sarebbe estinto da secoli dato che solo un raffreddore con febbre a 37 fa invocare agli uomini l'estrema unzione.

Dopo tutto, quello che provo nei confronti delle donne è un misto di rabbia e tenerezza. 

Rabbia perché penso alle "femministe" che vorrebbero guidare gli eserciti, le multinazionali, le nazioni, le squadre di calcio e in generale essere stronze quanto o più degli uomini solo per sentirsi veramente appagate e mi rendo conto che non abbiamo capito un cazzo. Ma mica perché col fare un figlio ci si afferma come donne, anzi, quando devi partorire la nostra società è organizzata per portarti nella condizione più disumana e fragile che ci possa essere. Questa nana che da venti giorni è con me è la cosa piu' bella e terrorizzante che abbia mai visto ma son sempre dell'idea che essere incinte e partorire non sia proprio questa meraviglia. Dico che le donne dovrebbero darsi una svegliata e capire semplicemente che siamo "ilmegliodelmegliodelmeglio" ad esempio dal primo giorno del primo ciclo che ci viene alle medie. Quando ancora gli uomini sono intenti a smoccicare sui  giocattoli, noi siamo un passo avanti, "sanguinare per cinque giorni e non morire" ci permette di mandare dove merita e con una certa spocchia diversa gente per tutta la nostra vita. Le donne sono sempre gente apposto, siamo stronze fra di noi perché spesso bastiamo a noi stesse, teniamo testa ad ondate ormonali ed emotive che stenderebbero un monaco buddista, sopportiamo dolori lancinanti così...di routine, dobbiamo rispettare degli standard di bellezza assurdi e impossibili e spendere treni di soldi per sentirci decenti!

Mentre sei lì a partorire c'hai un moto femminista d'orgoglio che ti fa capire che la funzione dell'uomo è proprio solo quella del farfallone che prende e molla il suo seme sul fiore e poi se ne potrebbe pure svolazzare dove gli pare, il fardello da scodellare e portarsi in giro per nove mesi è tutto della donna. 
Altro che Frodo con l'anello sul monte Fato. 

E ora vi spiego della tenerezza. 
Io stessa in questi giorni mi sono sentita una povera derelitta abbandonata, e questo nonostante la casa invasa da parenti, amici e soprattutto da amiche spettacolari che mi hanno riempita di regali e regalini, creme di bellezza, riviste patinate e che sono venute e trovare non solo mia figlia ma anche me ( le donne!). Saranno gli ormoni ma mi è venuto da pensare a tutte quelle ragazze che affrontano gravidanze, parti e rientri a casa con bebè da sole. Minchia che forza d'animo! Ci sono queste donne, sono tante. Ragazze straniere che vivono qua e hanno la famiglia lontana, donne con mariti stronzi, ragazze madri. Io sono per loro e le stimo più di una capitana d'industria perché credetemi fanno una cosa che nessun uomo potrebbe sostenere, forse forse un Bruce Willis di qualche Die hard. Il baby Blues sarà anche una malattia diagnosticata e ben codificata ma sono convinta che sia anche frutto e colpa del nostro modo di vedere le donne un po' stronzo e retrò.

Quindi portate rispetto per le vostre amichechips, e non meditate vendetta solo perché quella accanto a voi dal parrucchiere ha proprio quel taglio che su di voi fa schifo ma a lei sta benissimo.
Io ho dovuto avere un 'esperienza di pre-morte-parto per capirlo, ma voi date retta a una cogliona: il mondo è delle donne!



giovedì 17 gennaio 2013

Fronte del Parto - un cineracconto pulp




Dai, ammettiamolo, tutti ci facciamo i film ollivuddiani sulla nostra vita - "Come sarà il mio matrimonio, come saranno le mie vacanze, come sarà  questa storia d'ammore"? -  E giù che partono le scene dei filmetti da carampana con taffeta, cenette romantiche, decorazioni color crema, scenari divertenti e romantici.

Ecco io c'avevo provato a farmi il film del mio parto. 

Nella parte del mio fidanzato un Ryan Gosling ( però non quando è troppo palestrato ma quando è piu' orsacchiotto), nella mia parte una Anne Hathaway ( però tirata a figa non quando fa la cozza), nella parte del ginecologo Gandalf ( non Ian  Mckellen, proprio Gandalf ) e nella parte dell'osterica tata Lucia. 
Scena uno - esterno di moderna clinica con fontana e fiori. 
Scena due - coppia di giovani innamorati che corrono affannati lungo un corridoio di ospedale, bellissimi, fonatissimi, con set di valigie Vuitton. Lei in preda alle doglie, dopo essere stata ricoverata fra risatine, battute e faccette ironiche, comincia a partorire e scossa da un dolore pari a quello di un leggero mal di testa rinuncia al suo charme e alla sua classe per lasciarsi andare a qualche "acciderbolina che dolore". Ryan intanto la sostiene e cerca di non svenire nell'ilarità generale. 
Scena tre - ecco Gandalf che saldo e autorevole impartisce ordini a tata Lucia e "spinga Anne, spinga" e nasce un bel bambino di circa 4/ 5 mesi, rosa e urlante...



MACOSTOGRANCAZZO!

Il mio parto è durato venti ore. Venti ore! 
Lo sapete cosa si fa in 20 ore? Si va al mare, si mettono i piedi in acqua, si fa una mangiata di pesce e si torna.

Ore 01:25 della notte: vengo colta da dei dolori allucinanti come se tutti i sette nani e Biancaneve mi stessero picconando le budella.

Ecco, dalle 01:25 alle 06:00 di mattina immaginatevi i sette nani ogni 7 minuti.

Ore 06: 00 la scena che si è presentata al mio fidanzato era questa:




Ore 7:00 prendiamo atto del fatto che forse è meglio andare in ospedale dove ci comunicano che io sono una sanissima donna e che quindi partorirò con dolore e in maniera fisiologica cioè "col cazzo che ti diamo qualunque cosa per aiutarti a soffrire meno".

Per le prossime seguenti dodici ore sarà proiettato in loop il film "Alex l'ariete" con uno straordinario Aberto Tomba e un' intensa Michelle Unziker, così perchè capiate la mia sofferenza. Un' agonia sorda, continua e prolungata che si è protratta fino alle ore 19:00.



Ore 19:00 in preda ad una trasfigurazione mistica la Connie vede apparire nell'ordine sul bordo della vasca da partoriente ed elencati da destra verso sinistra: San Giuseppe, San Pietro, Santa Teresa e un paio di  arcangeli non identificati.


Alle ore 20:50 sotto le premurose cure di un personale medico preposto solo ed esclusivamente a dirmi "spingi" quando anche io capivo benissimo che "o spingere o morire", è nata Nina. 
Commozione generale in sala d'aspetto, fidanzato frignante, suono di campane in sottofondo, io che giacevo galleggiante in una jacuzzi ospedaliera simil brodo primoridale e pensavo a questa scena...




Insomma, adesso ho un appuntamento con tutte quelle che mi hanno detto:

- Il cesareo? Nooooo vuoi mettere il parto naturale, dopo un' ora sei in piedi!
- Io in quattro ore ho partorito.
- Vedrai che dei chili presi ne perdi la metà in ospedale!

Però in compenso sono sicura che da ora in poi capirò prima di tutti voi quando cambia il tempo perché mi farà male la pisella!

Recommendations by Engageya

Post in evidenza

La nerd che è in me vs tutto il Pinterest del mondo

C'è un tempo per Pinterest, un tempo per Instagram, un tempo per le riviste patinate, un tempo per coordinare gli asciugamani in scala...