L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


giovedì 27 gennaio 2011

must have- swedish seventies



Per chi, nell'impossibilità di essere sempre in ordine come una Grace Kelly, non se la sentisse di adottare un look anni '50, quest'estate ci sarà anche un ritorno di capi anni '70.  Frenate subito i vostri istinti discodance, tornerà uno stile seventies molto preciso e ben marcato, più da giro in Europa col pulmino WolksWagen che da "Febbre del sabato sera". Molti marchi propongono infatti capi ispirati allo stile svedese degli anni settanta, adatto più che altro a spilungone coi capelli lunghi e fatto di capi leggeri e comodi, zatteroni, vestiti stampati e gonne di jeans, per quanto riguarda poi il lavoro creativo dei marchi più che ispirati mi verrebbe da dire che si tratta di capi spesso totalmente copiati! In ogni caso penso che sia uno stile molto chic se si scelgono i pezzi giusti e in primavera /estate si può facilmente adattare a più situazioni. Da non azzardare un total look anche in questo caso per non rischiare l'effetto ABBA ma un bel camicione a fiori, un sandalo con la zeppa e perché no, un bel cappello a tesa larga, perché non concederselo!




 



 

martedì 25 gennaio 2011

La strage di San Valentino


Ultimamente, nella mia ora di leggerezza, mi concedo la visione di un programma che fanno su Sky e che si chiama "Mi ha lasciato, cambio vita", si tratta di un format televisivo nel quale la Stefanenko rimette a nuovo relitti umani, rottamati e spesso sbeffeggiati dai loro ex fidanzati. Un momento topico del programma è quando la Natasha, con la sua glacialità sovietica, costringe  il concorrente a gettare nel fuoco i regali e i ricordi degli ex fidanzati con  conseguente summo dolore del lasciato. Perchè faccio questa premessa? Perché per me vedere quell'ammasso di cianfrusaglie pelose, plastificate e rosa che brucia è più esplicito che conoscere di persona l'ex diabolico. Perché dico questo? Perché si avvicina quella ridicola festività che è il San Valentino e, a meno che non abbiate quattordici anni, ci sono regali che è bene evitare, cari i miei innamoratoni, lasciate che in futuro sia bruciata roba un pochino più chic nei roghi della Stefanenko.
E poi non so perché, ma se ci fate caso c'è un confine molto labile tra l'oggettino romantico  e il dono funerario, si parla di cuscini, corone di fiori e via dicendo quindi ecco a cosa evitare:

Il cuscino con la foto no! Per favore no, neanche se la foto ve l'ha scattata Helmut Newton, neanche se siete due superficoni, neanche se a casa sua il vostro trottolino amoroso non ha niente dove appoggiare la testa!


Stesse identiche parole per la tazza...meglio bere mettendo le mani a conchetta!


I peluches in generale sono oggetti inutili, ingombranti. Credo che dentro al peluche che campeggia smoscio sulla mia mensola dalle scuole medie ci sia una civiltà "acaradiana"ormai al primo rinascimento. Desistete...


Le rose rosse sono indubbiamente dei bellissimi fiori, sono il simbolo della passione e dell'amore e zzzzzz. Dyomyo che noia! Veramente, non se ne può più, su' uomini un po' di fantasia, su' fiorai un po' di spirito di commercio! Madre natura non fornisce solo rose rosse a gambo lungo, e il linguaggio dei fiori è la storia più falsa del mondo! 
E poi ce ne vuole un treno per fare bella figura, con una rosa a gambo lungo lì da sola cosa pensate di fare?



Poi ci sono le pantofole, non so perché ma per san Valentino si regalano le pantofole; a parte l'aberrazione di regalare pantofole per dimostrare passione c'è l'aggravante di regalarle rosa e pucciose con coniglietti peluches e robini amorosi vari! Questo abominio mi dicono da più parti è una pratica unisex...brrrrrr



Che dire dei cioccolatini? San Valentino è una festa disgraziata che si piazza dopo gli stravizi delle feste e cioè quando la dieta è ormai in fase avanzata; regalare cioccolata ad un affamato che da un mese mangia carote e pollo alla griglia è quanto di peggio si possa fare, se poi i cioccolatini sono i Baci Perugina con le frasi di Moccia lì si va a ledere anche lo spirito oltre che al corpo!



Ci sono poi quei tipi che non hanno cognizioni spazio /temporali e la sera del 14, alle sette e mezza, scoprono che è la festa degli innamorati e avendo nel dopocena appuntamento con la dolce metà corrono ai ripari fermandosi in autogrill o nel primo negozio di dischi che trovano, chiedono al commesso un qualunque cd con canzoni d'amore...ed ecco che ti trovi un folkloristico cantante country italiano che si lamenta dal tuo stereo!




Infine per san Valentino, come per altre festività inutili, i ristoratori si trasformano in una categoria  truffaldina dato che anche da "Pizza pazza" mettono una candela in mezzo alla tavola, propongono la pizza degli innamorati e raddoppiano il prezzo di tutto quello che si trova sul menù. Il 15 Febbraio torna tutto come prima. A sto punto è più onesto un Big Mac a questo punto!


Se proprio vi prude il portafoglio e volete omaggiare la vostra dolce metà non buttate via i soldi, non regalate cose che poi la Stefanenko brucerà, e visto che prima avevo fatto un paragone coi funerali vi dico anche: "Non fiori ma opere di bene". Dove opere di bene sta per scarpe e abiti per la donna e giochi della playstation per l'uomo! Provare per credere!

venerdì 21 gennaio 2011

Fashions Of The 1920's

A dimostrazione del fatto che anche quando si pensa di aver creato qualcosa di nuovo in realtà è già stato pensato tutto, la vera bellezza ed eleganza della moda...



martedì 18 gennaio 2011

Must have - mocassins

In generale non sono una grande amante dei mocassini, prevalentemente perchè non sono una di quelle tipe molto ordinate e sempre impeccabili con la polo e il pantalone beige, e in secondo luogo mi sento scissa nell'eterno dilemma calzino sì calzino no, comunque sarà perchè mi fanno molto minnetonka questi li trovo davvero belli!







venerdì 14 gennaio 2011

più pilu per oliviero toscani



Come mi scoccia fare la bigotta! E sì che a me i cartelloni dei night lungo la strada neanche danno fastidio, mi fanno capire che vivo in una zona dove la sera  c'è vita! E guai a chi mi dà della femminista, è proprio un ruolo che non mi si addice dato che detesto qualunque tipo di scalmanato fanatismo.
Ma pensare a un calendario con dodici pubi femminili e nulla di più proprio m' infastidisce, proprio non ce la faccio e proprio non riesco a trattenerla... la Nonnabacchettona interviene.
Non perchè mi sconvolga l'immagine di per sé, mi basta guardarmi la mia o andare in una sauna femminile per levarmi certi dubbi su foltezza e colorazione, mi stizzisco quando arriva il "trasgressivo" Oliviero Toscani (che trasgressivo lo era solo negli anni ottanta) e a totale corto di idee ,per pubblicizzare il Consorzio Pelle Conciata al Vegetale in Toscana, mi fotografa dodici pellicce di vario colore!
E mi fa arrabbiare perchè parte dal presupposto che io povera italiana media ne rimanga sconvolta, scioccata e in parte ammirata di cotanto ardire!
 

Ce lo vedo proprio Toscani che si spreme le meningi cercando di trovare un modo per essere trasgressivissimo, e mentre percorre a grosse falcate il suo loft milanese ecco che gli arriva l' illuminzaione: un' idea innanzitutto originale , un'idea che sfiora solo uomini intellettuali e sfrontati, mica un qualunque camionista in coda sull'A1, nooo, solo un fotografo strapagato e ammirato come lui in quanto tale!
E al grido di "Chiù pilu pe tutti" si mette di buon grado a fotografar vulve.
Certo poi, c'è il lavoro più grosso da fare, cioè trovare un giustificazione intellettualodie a una porcata del genere...mmm come fare? Ah, ecco a cosa servono quei copywriter pagati a progetto! Servono a partorire frasi tipo questa qui sotto da mettere in bocca al Maestro:
"Qui si mostra l'essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up: mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario. Queste dodici, magnifiche "tarte au poil" senza età, sono autentiche. Quelli della Pelle Conciata al Vegetale in Toscana realizzano un prodotto unico al mondo, proprio come la pelle di queste nature".  
Tarte au poil? 
Ma Oliviero, non mi sei neanche originale? La Marina Ripa di Meana ci aveva pensato anni fa e parlo della Marina ripa di Meana e tra l'altro ci ha pensato con una Tarte au poil che definirei...monumentale!


E comunque la mia fruttivendola mi ha chiesto un calendario per il 2011? Ora mi metto a percorrere a grandi falcate la mia stanzetta e guardo cosa m' ispira...troverò 12 amici disposti a farsi fare uno scatto? 
anonimato garantito...

giovedì 13 gennaio 2011

Must have - vita alta is back in town

Le coatte che amavano un tempo far uscire il delizioso spicchio di tanga dal jeans saranno tra le più addolorate, quelle col sedere a sud dell'equatore invece tireranno un sospiro di sollievo e in generale le lonze di tutte non saranno più strozzate in due in un orrendo profilo da roastbeef; bisognerà farsene una ragione ma sta tornando la vita alta, nelle gonne nei pantaloni e anche negli abiti. Io darei un'occhiatina anche al guardaroba della nonna se fossi in voi.


 



lunedì 10 gennaio 2011

coup de coeur - Chisato Tambayashi

Chisato Tambayashi è a tutti gli effetti un artista e a tutti gli effetti uno scultore, si è guadagnato questo  titolo anche se la sua materia è la carta e il suo strumento per scolpire il bisturi.
Tamabayashi ha studiato al Royal College of Art di Londra, si è poi dedicato a questa sua particolare forma d'arte che utilizza tecniche quasi meditative e ingegneristiche per esplorare tutte le forme artistiche della carta con risultati così puliti e miniaturistici da richiamare perfettamente alla tradizione estetica giapponese.  
I suoi lavori sono esposti in numerosi paesi europei ( non in Italia, chiaramente ), in Spagna, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Svezia, in Danimarca e naturalmente in Giappone.

Queste immagini qui sotto si riferiscono al libro scultura  Hide and Seek ma date un' occhiata anche agli altri libri sul sito ufficiale dell'artista.







martedì 4 gennaio 2011

Unità Cinefile


Mettersi ad osservare la biglietteria di un cinema è un valido modo per fare un'accurata indagine sociologica e di costume, in fila, in attesa dello spettacolo ci sono personaggidi tutte le categorie; eh sì perché il cinema è democratico e senza che  tu te lo aspetti a vedere il cinepanettone ci trovi il tuo collega centodiecielode e invece in coda per il film muto ungherese  eccoti il tipo che ti pulisce le scale del condominio.
Se vi riconoscete in una di queste categorie qui sotto, fate qualcosa, stupite tutti con un' improvvisata e mentre siete lì in coda a scegliere fra Boldi e De sica optate per una Musical.

Giù le mani dal Cinepanettone
Prendersela con il pubblico del cinepanettone è come sparare su un' ambulanza piena di vecchietti, io invece lo trovo particolarmente bello da vedere e me la prendo sempre con gli snob che criticano a vanvera. Non sottovalutate l'esperienza del vedere tutte quelle file di piumini lucidi, borse borchiate, pellicce, strass, coppiette, anziani, famiglie che avviano i figli a tette e culi fin da tenera età; per me è come un miracolo che ogni anno puntuale si avvera, e la sala è un  magico crepitio di risate e un ripetersi di battute. Ma come vi dicevo prima, non cadete nell'errore radical chic di credere che il cinepanettone lo vada a vedere solo il pubblico del pomeriggio di canale 5, in trepidante attesa di vedere le velleità artistiche di Belen c'è anche una nicchia insospettabile di istruitoni che, credetemi, non sono lì per uno studio sociale, piuttosto per vedere se questa è la benedetta volta che  la signorina Rodriguez ci fa vedere almeno una tetta.
Quante n' essai
In genere il pubblico del cinema d'essai sembra sempre un pò malaticcio, non so se quest'impressione me la fa la sciarpina onnipresente o il pallore  cadaverico che essi emanano, l'impegno culturale sembra avere su queste persone l'effetto di uno spiffero novembrino. La platea è spesso composta da studenti universitari capelloni e ricoperti in cachemire, cinquantenni col montgomery e singore con gioielli etnici pesanti come macigni. Ammetto che il cinema d'essai ha un suo fascino francese e che se ogni tanto si vuol guardare qualcosa che lasci una traccia bisogna costringersi  a stare seduti su poltroncine in legno, sopportare l'odore di muffe ancestrali e sforzarsi spesso di leggere sottotitoli traballanti. Tuttavia dopo una paio di ore scomode a cercare di capire il perchè di minuti e minuti di silenzio tra i protagonisti slovacchi l'istinto fantozziano di gridare alla cagata pazzesca è molto forte. E poi non so perchè, ma in questi cinemini quello con la testa più grossa si siede sempre davanti a me.
Proiezioni per carampane
La cinematografia mondiale, sbagliando, non riconosce questa genere cinematografico, ci sono i film di fantascienza, le commedie, i film drammatici, i thriller, ma secondo me è in dubbio che ci sono anche i film per le carampane. Quali sono?  Ma tutte le storie di vita e d'amore banali e scontate che vertono su Julia Roberts o su una qualche Jennifer d'oltreoceano (Lopez, Aniston ecc), in questa categoria comprendo anche  tutti fi lm con storielle d'amore adolescenziali tra gente in menopausa (Diane Keaton), ma c'è anche la tragedia amorosa (guerra, epidemia, malattia), ci metto anche Ozpeteck,  la Jessica Parker, i Muccini senior e junior, e tutti quei film che già dal trailer si capisce come andranno a finire (ciè che lui e lei si ameranno forever). Il pubblico di questi film è composto per il 90 % di donne con qualche rara eccezione che comprende fidanzati devoti e gay, per finire suggerisco che è interessante monitorare più che l'entrata l'uscita dalla sala, infatti in base al tono del film le vedrete uscire che piangono e tirano su col naso o sognanti e fiduciose nell'esistenza del principe azzurro.


serve un trailer?


Nerdland
Anche questa tipologia di pubblico è facilmente riconoscibile, oscilla tra la maglia metallara e l'acne quattrostagioni, è prevalentemente composta da maschi adolescenti con eccezioni che comprendono, ragazzine fanatiche e bimbi adulti. Il nerd è a,amante della prevendita poichè ha un alto tasso di fanatismo, altrimenti si metterà in coda per acquistare ansioso un biglietto per qualche episodio di qualche saga, o per il terzo capitolo del film tratto dal gioco della Playstation o per la trasposizione cinematografica di qualche libro fantasy col titolo che finisce per "on". E in questa categoria ci voglio mettere anche tutte bimbeminkia vampire ululanti, un po' perchè se lo meritano e un po' perchè è l'ora che si accorgano che sono nerd come il loro compogano di classe che disdegnano tanto.
Con questo pubblico noterete che la sala è  avvolta in un costante brusio al comparire di ogni personaggio poiché viene commentata la fedeltà all'originale e dulcis in fundo, con questo tipo di platea, in caso di prima cinematografica, può capitare il delizioso caso di sedersi accanto ad un avventore travestito da Elfo, o da maghetto tredicenne, o da zombie.



Tengo famiglia
Questa è forse la categoria che comprende la platea col pubblico più triste poiché la metà  è composta da persone che avrebbero fatto a meno di vedere il film in questione che si tratti delle Bratz, o qualche amena avventura  di Hanna Montana, o magari il suddetto film tratto dal videogioco.
Parlo dei genitori accompagnatori, condannati al 3d, carichi come muli di giubbotti, pop corn e bibite  collosette, si avviano mesti a sorbirsi un film pensato per minori di dieci anni e spesso sceneggiato da minori di dieci anni, con la consapevolezza che dovranno rispondere ad una raffica di domande per spiegare la trama. Se poi siete amanti dei film di animazione ma non avete figli a carico l'unica possibilità per godersi in pace un film del genere è andare in orari da jet lag.


E poi ci sono, come sempre, i comportamenti trasversali comuni a più categorie, io ne ho messi alcuni qui sotto, suggeritene altri che tanto lo so che ce ne sono...

- il mangiatore di semi: Aspettate da un anno quel film? avete preso le prevendite da settimane e non volete perderne neanche un minimo suono? ecco, tornate un'altra sera se accanto a voi si siede il mangiatore si semi.
-gli storditi da fila: Quelli che si mettono di fianco alla fila e ragionano su cosa andare a vedere. Divertentissimi da ascoltare ma mi chiedo, come si fa ad andare al cinema senza avere idea di cosa si va a vedere??
-i lettori professionisti: Quelli che durante la proiezione leggono qualunque scritta appaia sullo schermo ad alta voce. Il pubblico analfabeta ringrazia!
ecc
ecc
ecc


Recommendations by Engageya

Post in evidenza

Di quella notte che ho letto decine di brutte storie

I o non sono una psicologa, anzi, ho fatto la scuola dei vestitini e ho un curriculum di storie d'amore piuttosto melodramma...