L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


martedì 28 dicembre 2010

commessopoli

Si avvicina il periodo dei saldi e necessita urgente l'intervento della Nonnabacchettona che, spenti i vari fornelli dopo i vari cenoni, giunge in vostro aiuto per mettervi in guardia dalle delusioni.
Non voglio fare il servizio pubblico da tgcostumeesocietà che vi suggerisce di diffidare dagli sconti del 70 %, di essere consapevoli che la merce comprata in saldo si può cambiare e che si può pagare col bancomat, piuttosto vi metto in guardia contro un'intera categoria, assai temuta, assai nota e assai catalogabile: la commessa del negozio di abbigliamento.
Si distinguono in cinque grossi insiemi  più o meno interscambiabili, ci sono numerose variabili e alcune immancabili costanti, spesso una commessa può appartenere a più insiemi anche in maniera trasversale, e a voi non rimane altro che impararvi questo elenco e stare attentini a chi vi si para davanti in un negozio.


 LA COMMESSA SNOB
In genere si entra nelle boutique sapendo che ci si può permettere dal porta-fazzolettini in giù e già questo ci crea un certo senso di apprensione, (avevo un'amica che si fingeva turista straniera per chiedere i prezzi delle cose... "aumachcost?"),  ma la cosa più difficile da affrontare è l'occhio giudicante della commessa snob che ti scruta da capo a piedi e ti guarda come se tu fossi uno sterco col cappotto.
In genere questa categoria si distingue per queste fondamentali caratteristiche, voce bassa da confessionale, filo di perle, impossibilità di sorridere, pantalone nero con la piega e capello raccolto. Algida e severa vi scruta e vi serve con la flemma di una monaca buddista e voi fradice di pioggia e spettinate dovreste vergognarvi di aver violato con la vostra sciatteria la sacralità del suo santuario-boutique!



LA COMMESSA BELLA FIGHEIRA
Non so voi, ma io in genere vado a fare un po' di spese quando sono depressa o voglio tirarmi su con qualche cencetto, quindi questo significa che non vado in giro per negozi tirata come una pantera, spesso oscillo tra lo smalto scartocciato e il capello unticcio ed è qui che entra in ballo la commessa bellafigheira. Ella ha un'età compresa fra i 18 e i 23 anni, è alta, magrissima, pettinatissima e truccatissima,  porta benissimo i capi in vendita nel negozio e il suo compito principale è quello di farti sentire una vongola; c'è da dire che risulta utile quando ci portiamo appresso quei sacchi di patate dei fidanzati che, invece di mettere furia e stronfiare, sbavano, la contemplano e insistono perché tu compri i jeans che ha lei, sperando che  i pantaloni compiano qualche arcana magia.




LA COMMESSA STRESSATA
In genere la poveretta lavora nelle grosse catene, quei posti dove per i saldi ci vogliono tattiche ninja per riuscire ad acquistare qualcosa, vive ripiegando e impilando, davanti a sé ha montagne di golfini scollo a v da sistemare, con la consapevolezza che il suo mettere in ordine durerà solo pochi secondi. 
E' generalmente spettinata e cammina come se avesse le pantofole anche se non le ha. Se volete stressarla ancora di più  chiedetele semplicemente se di questa gonna c'è anche una taglia "s", lei nauseata vi risponderà per la millesima volta della giornata: "no, le taglie che ci sono sono tutte esposte".


LA COMMESSA CASALINGA
Questo genere di commessa è tra i più subdoli da individuare, si tratta di quelle tipe che credono che il negozio dove lavorano sia casa loro e che tu in pratica stia frugando nel loro armadio. Ti guardano diffidenti mentre ti aggiri per il negozio, tu credi che siano in attesa che tu taccheggi ma in realtà non vogliono che tu scombini le loro cose, o sporchi, o peggio ancora ti metta a cercare il cartellino del prezzo, e in generale prendono in mano scopa e paletta appena siete uscite. Sono gelose della loro merce e se ti provi qualcosa, quando esci dal camerino in cerca di ammirazione, da loro otterrai solo sguardi di diniego, d'altra parte come guardereste voi una persona che si prova i vostri vestiti?


LA COMMESSA MADDOF

Costei è un'abile truffatrice che con aria bonaria vi convince ad acquistare cose inutili, che vi stanno malissimo, che non metterete mai e che non riuscirete a rifilare neanche alla caritas diocesana. In generale è da lodare per la sua arte affabulatoria dato che riesce a vendere jeans attillatissimi a donne cetaceo, stivali mezza coscia alle nane da circo e pellicce di foca ad ecologiste convinte. E' come un prestigiatore, tu entri sicura di te stessa bella fiera del fatto che vuoi un pantalone grigio taglio maschile, poi  cadi in trans e aleggiano nell'aria quelle parole vaghe " se non la metti tu una cosa così", "ne ho venduti tantissimi quest'inverno", ti sta benissimo e lo metti su tutto", ed  ecco che esci  dal negozio che hai comprato un pellicciotto fuxia con interno leopardato, e lei se la ride perché ha la percentuale sulle vendite!

lei era entrata per comprare un tubino nero







Saldista avvisato...

lunedì 20 dicembre 2010

coup de coeur - I wanna be a "posh girl vintage"




Vi segnalo questo sito che è stato giustamente eletto "Best Vintage Site".
Questo indirizzo è una meraviglia per gli occhi, è gestito dalla signora Brigitte che vive nel Sud della California e lavora da più di dieci anni in questo campo; su Posh Girl Vintage vale la pena farci un bel giretto anche solo per prendere qualche spunto sartoriale o per imparare finalmente a capire qual'è il vero Vintage.
Poi se si ha passione e un bel gruzzoletto da investire sappiate che si può acquistare online e che spedisce praticamente in tutto il mondo.


venerdì 17 dicembre 2010

outfit...cambiati! Usciamo!



Lo so che sono entrata da poco nel mondo dei blogger e che non mi dovrei subito accanire contro le mie "colleghe", ma un po' per  curiosità un po' per documentarmi mi sono messa a sbirciare i miliardi di blog di moda che ci sono e come si fa a tacere di fronte alla mania dell'outfit?
Per i meno esperti spiego di cosa si tratta: per outfit si intende la composiszione del look, e nel mondo dei blog è il vestirsi e acchittarsi per uscire, mettersi in genere davanti all'armadio o col gabinetto di sfondo e autofotografarsi. A cosa serve?  Serve se si pensa che il proprio modo di acchittarsi sia d'ispirazione per il prossimo o funga da guida per chi brancola nel mare agitato della moda.
Alcune amiche hanno suggerito anche a me di fare qualche outfit ma a dire la verità non mi sento sufficientemente avvenente per mettermi in posa sul mio blog.
Sono tanti i siti dove ragazze spesso più belle di modelle fanno vedere come indossano i loro acquisti o pubblicizzano cose indossandole, questo genere di blog a parer mio risulta un po' ripetitivo e noioso a lungo andare, spesso, ogni post è un elenco di " guarda come sono bbona e cosa mi compro e come mi sta bbene tutto".
E poi, come sempre c'è chi non se lo può permettere ma non ne è consapevole, ed ecco che ci sono le solite geniacce sublimi che dovrebbero autocensurarsi ma che invece si fotografano e postano i proprio outfit quotidianamente!
Io ho fatta una piccola selezione tra quelle che secondo me sono le più pulp.


Atmosfera spettrale, look manicomiale...


Lei forse vorrebbe che noi le guardassimo il decolletè ma io sono troppo rapita dall'espressione...


Bimbaminkia con una tale confusione mentale da non riuscire non solo a vestirsi ma anche a girare le foto, e non sarò certo io a farlo!( sulla boccuccia a orifizio anale ormai è già stato detto e scritto tutto da persone più autorevoli di me)


Addirittura questa modella di Victoria Secrets si è fatta il composit, se non fosse chiaro a chi legge come si ottengono questi bellissimi look!






Il coraggio è da lodare, senza dubbio. Ma perché gridarlo al mondo?




Forse con capi un po' meno anni novanta sarebbe meno triste il tutto...



Pazzoide scatenoide che propone svariati  look degni  del mondo di Patty!




E infine, come sempre, dulcis in fundo, una tipa che si addentra nel mondo delle acconciature e fresca fresca di messa in piega posta questa foto e si vanta della "mitica" frangetta che lei e la sua amica si sono fatte!

giovedì 16 dicembre 2010

"I Can Be" - Barbie

Credo che mi comprerò una Barbie questo Natale...

mercoledì 15 dicembre 2010

Must have - Fish House

Dimenticate la noiosa e scontata palla di vetro col galeone relitto affondato nella sabbietta multicolor e concedete al vostro pesce rosso una dimora degna di Puff Daddy e molto lounge!

 Improvvisamente voglio un pesce rosso anche solo per quei tre, quattro giorni che riesce a sopravvivere!













Se siete interessati al gioiellino contieni pesciolino o anche a qualche attrezzo da giardino veramente fico date un' occhiata qui...





martedì 14 dicembre 2010

backpack comeback...il ritorno dello zaino

Ne ho già visto qualcuno in giro, non so se questo revival prenderà piede, io in particolare non ho mai amato lo zaino, l'ho sempre considerato un po' sfigato e tutto sommato scomodo e questo fin da quando in gioventù ci fu l'orda di mandarina duck che invase ogni angolo del paese. 
Gli zaini proposti ultimamente richiamano tutti un po' uno stile vintage e leggermente british e qualcuno può risultare anche carino, il mio problema con lo zaino e in generale con le borse abbondanti è sempre lo stesso, finisco per portarmi dietro cose inutili e pesantissime che non trovo mai al momento del bisogno e che mi costringono a deambulare come uno sherpa stremato.










martedì 7 dicembre 2010

no, babbo natale, non lo faaareee....













Ogni anno, da alcuni anni, porto avanti questa campagna di sensibilizzazione, cerco di fare proseliti e aumentare i sostenitori tra amici e parenti magari nella speranza di creare un giorno una specie di fronte di liberazione come per i nani da giardino.
Ogni anno, da alcuni anni, cerco di portare sempre più persone dalla mia parte perché in caso di azioni dimostrative da parte del fronte di liberazione avrò bisogno di  una discreta milizia e invece, non appena entriamo in periodo decorativo natalizio, eccoli lì, appesi come salami alle terrazze e ai balconi mentre se ne vanno placidi alla deriva nel mare del trash natalizio.
Capisco che in questo periodo non sia facile districarsi nell'invasione di oggetti per decorare la casa plodotti in cina,  ce n'è per tutti i gusti e di tutte le varietà, dalla pallina di natale leopardata al puntale in swarovsky da 300 euri; io sono la prima a subire il fascino kitsh della casa invasa dalle luci e dalle corone di biancospino e farei alberi di natale da piazza San Pietro in ogni stanza della casa e presepi viventi sopra il camino, ma quei babbini natale smosci e nanoidi che pendono dalle terrazze sono  insensati, sono ladri d'appartamento, sono aspiranti suicidi, se ne vedono sempre meno, è vero, ma se ne vedono ancora troppi.
Desistete!








Dulcis in fundo, il genio, colui che ha fatto ciò che neanche Zia Assunta poteva arrivare a fare e cioè lasciare il babbo natale Iscariota ancora nella sua pratica plastica, onde proteggere cotanto pezzo di desain dalle intemperie! Sublime!












lunedì 6 dicembre 2010

Strenne 3


Ora non mi si può più accusare di essere fanatica e fuori tema, siamo in piena frenesia da strenne natalizie e quando avrete smesso di ciondolare per mercatini date un' occhiata a queste idee proposte dal V&A shop.


Cartoline d'epoca disegnate a mano, solo per destinatari che le possano apprezzare però...



Se avete un amico amante delle cravatte scherzose potrete cominciare a riportarlo sulla retta via senza traumatizzarlo troppo con questa cravatta made in Japan.



Non cadete mai nell'errore di pensare che la radio sia demodé...



Vi ricordate il memory?  Ecco, questo è da farsi congli street style!

Un post it di gran lunga più fantasioso del classico giallino...

 

Per amanti della fotografia, e solo per quelli, una reflex a doppia lente...


Per casalinghe chic direi che questa borsa per la spesa con stampato il disegno di una  scenografia di un  balletto russo del 1926 è l'ideale.


giovedì 2 dicembre 2010

last good day of the year

In genere per capodanno io non mi diverto, è la classica serata carica di adrenalina festaiola che poi si conclude sempre nella noia più totale, San Silvestro crea una specie di "ansia da prestazione" generalizzata che porta tutti quanti ad alzare il livello di aspettativa in maniera sproporzionata nei confronti di una serata come altre.  Ho passato i miei capodanni in feste adolescenziali col vomito alle caviglie o in discoteche superaffollate a 40 gradi interni contro i 3 esterni o in feste caserecce a mangiare stuzzichini freddissimi, tralascio qualunque commento sul capodanno in piazza che è come sparare sull'ambulanza. Ristoranti con menù dopati, feste in ogni casa, dall'attico al monolocale, spumanti da 4 euro stappati con la stessa presunzione di una magnum di Perrier Jouet e finisce che la cosa più divertente da fare è pensare a cosa mettersi e acchittarsi bene bene per la serata.
Ho fatto un piccola ricerchina e metto una carrellata di abitini per quelle fortunate che hanno una bella festa a cui partecipare o un tête-à-tête  romantico in cui sfoggiare una degna mise.




 

 





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