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martedì 12 giugno 2018

l'arretrato medio del web - se lo conosci lo eviti (o lo segnali e lo blocchi)



Siamo sotto attacco, questo ormai è palese; il livello della conversazione sui social viaggia attraverso continui scambi con gente poco alfabetizzata e mediamente ignorante. Come distinguerli? 
Eccovi intanto un piccolo vademecum :
- utilizzo compulsivo delle emoji nella totale impossibilità di esprimere a parole un loro stato d'animo avendo essi a disposizione una gamma di vocaboli di un bambino di quattro anni (che non guarda cartoni animati)
- foto profilo o foto copertina che rimanda al calcio: una curva, una coppa, un signor tal dei tali in maglia di una squadra, uno striscione.
- condivisione di post di canili, gattili, cuccioli amorosi da salvare perché "gli animali sono meglio delle persone" e sopratutto conosco meno vocaboli di loro quindi è più facile volergli bene.
- amore per la patria, amore per il centro storico, difesa del territorio, bandiera italiana accanto al nick name.
- odio per la Boldrini
- utilizzo dei puntini di sospensione in quantità che vanno da due ad infinito, nell'impossibilità di conoscere la collocazione esatta della punteggiatura della lingua italiana.
- condivisione del video "guarda cosa accade a questa ragazza in camerino" video che probabilmente avrà installato una decina di virus nel computer di famiglia.
- foto profilo con i figli o i nipotini in braccio
- foto profilo di gatto o cane 

Beh, per una donna non è facile, prima di tutto perché spesso sono le donne stesse ad attaccarti e ti si contorcono le budella per quella storia della solidarietà femminile. Solo qui nel mio blog ho trovato insulti relativi, al mio lavoro, alla mia "situazione fiscale", alla malattia di mio marito e al fatto che a forza di mostrare poca umiltà tutto mi è tornato indietro con gli interessi... per un tweet su carpisa. Ovviamente il commento è anonimo e ovviamente fa riferimento al post dove scrivevo di quanto questo momento della mia vita mi stesse insegnando, quindi, boh, c'è da capire cosa c'entra il fatto che io stia affrontando una malattia in famiglia col fatto che abbia una mia opinione forte e decisa su una questione sociale? Non è ben specificato dall'anonima utente (cliente carpisa). 

In ogni caso non mi dilungo sui miei scambi aulici con tali personaggi ma vi lascio una breve lista di dieci punti necessari per far innervosire l'utente medio che in questo storico momento si sente legittimato a scrivere cose come "vi dovrebbero stuprare 365 giorni l'anno"-"vi dovrebbero sterilizzare"- "io pago le tasse con cui si pagano le cure per tuo marito". Capito?


1) l'arretrato medio se maschio non sopporta le donne che dicono parolacce, vi basterà un semplice  e vetusto vaffanculo per suscitare in lui una riposta evocativa del genere: "ehhh ma una bella ragazza come te che dice certe parole". E sto.
2) l'arretrato medio non sopporta che siate belle, non sopporta che abbiate consenso anche solo per le vostre doti fisiche e finirà per scovare un vostro difetto o darvi semplicemente della puttana, così a buffo. E sto.
3) l'arretrato medio non sopporta che non facciate un lavoro come la mamma, la casalinga o un qualcosa che non rientri nel suo ideale di angelo del focolare; se siete professioniste e brave sminuirà il vostro lavoro o finirà per dirvi che l'avete data a qualcuno per arrivare dove siete. E sto.
4) diciamolo, l'arretrato medio è tendenzialmente infastidito dal fatto che abbiate avuto accesso agli studi.
5) l'arretrato medio non sopporta che conosciate le cose, i dati, le notizie, la politica i fatti del mondo. Nella sua mente non dovreste occuparvene e se ve ne occupate sicuramente le vostre fonti sono sicuramente prese da qualche agenzia demoscopica annebbiata dal buonismo e dal femminismo. In ogni caso se ve ne state occupando state trascurando un figlio o la cucina.
6) l'arretrato medio non sopporta che i figli non siano il centro della vostra vita, che non vogliate averne o che non stiate tutto il giorno a postare solo la luce dei vostri occhi e il frutto del vostro ventre ma osiate occuparvi anche di immigrazione, economia e politica.
7) l'arretrato medio non sopporta che siate libere sessualmente, che scriviate cose relative al sesso, alla sessualità, alle mestruazioni, al ciclo, alla sindrome premestruale e non provate a dire che lo stato dovrebbe passarci gli assorbenti.
8) l'arretrato medio non vi perdonerà il sostegno ai diritti civili delle minoranze, vi augurerà figli gay, immigrati in casa, rom che vi svaligiano l'appartamento, neri che vi stuprano, figlie che sposano un musulmano. Sì, tutto nello stesso calderone. E sto.
9) l'arretrato medio tendenzialmente non vede o frequenta una persona del sesso opposto da tempi non calcolabili se non utilizzando criteri da museo paleontologico, per questo ogni suo riferimento finirà sempre e comunque a palesare una frustrazione sessuale.
10) l'arretrato medio, nel caso in cui abbia una vita amorosa e sessuale, si accoppia e riproduce con personaggi della sua specie, se non ha un profilo di coppia troverete sicuramente nella sua bacheca una foto brutta al mare dei due arretrati insieme con hashtag e citazione di un cantante italiano da stadio.


Nel salutarvi vi ricordo che i commenti a questo blog sono in moderazione e che li pubblico solo se mettete nome e cognome e posso risalire a chi siete come potete fare voi con me e finisco dicendovi che non ho paura degli arretrati e che combatterò con tutte le mie forze per insegnare a mia figlia che si può fare meglio di così e vivere in un mondo migliore di questo.







sabato 7 aprile 2018

Sto imparando tanto



Sono stata assente per tanto, assente giustificata, è vero, va detto, e probabilmente sarò di nuovo assente per un bel po'. Dice che ormai i blog siano una cosa un po' passata, che si legga altro, che si comunichi in altre maniere sul web. Però questo piccolo diario senza pretese me lo porto dietro da tanti anni e attraverso queste pagine sono entrata in contatto con tante persone, con persone che ora fanno parte della mia vita, della mia vita in carne ed ossa. Quindi ogni tanto, mentre sono trascinata dagli eventi di questi ultimi mesi, mi capita di pensare al mio blog, sì proprio come una pianta che ti rammenti di dover annaffiare o quel ripiano in alto della cucina che ti riproponi sempre di sistemare. Non è per snobismo che mi sono dimenticata di prendermi cura del blog, è che spesso non si ha voglia di dire tanto o perlomeno si preferisce dire una cosa immediata e chi capisce, capisce.
Non sono giorni, settimane e mesi facili, non sono giorni, settimane e mesi come avevo immaginato, però ho scoperto che ci sono tante cose che prima non conoscevo e che ho scoperto, cose che erano sempre qui intorno a me. 
Non è il periodo più bello della mia vita ma sicuramente è il periodo in cui sto imparando di più. 

Ho imparato che arrabbiarsi non serve, che avercela sempre con tutto e tutti e sentirsi sempre sotto attacco e sempre giudicati fa male solo a se stessi e, imparando questo, ho imparato anche a chiudere fuori dalla porta le arrabbiature degli altri, quelle che spesso cercano di filtrare nel mio carattere.

Ho imparato che tutte le persone possono insegnarti qualcosa, anche quelle che sembra proprio che non abbiano niente da dirti o insegnarti; tutti possono insegnarti una cosa nuova ogni giorno, possono dirti delle parole così semplici ma illuminanti da farti sentire stupida per non averci mai pensato tu.

Ho imparato che tanti modi di dire non sono modi di dire perché, davvero, gli amici veri li vedi nel momento del bisogno. Li vedi quando vengono a trovarti anche solo per bere un caffè con te e abbracciarti forte o ti scrivono un pensiero dall'altro lato del mondo.
Ho imparato che l'amore c'è, sempre. Solo che spesso ci dimentichiamo di coltivarlo.

Ho imparato che la frase sul fatto di avere sempre rispetto per chi ti trovi davanti perché non sai che guerra sta combattendo è proprio vera; ho incrociato lo sguardo con tante persone, nei corridoi, nelle sale d'aspetto, nelle stanze soffocanti e nessuno mi ha mai negato un sorriso o uno sguardo di complicità, mai di compassione.

Ho imparato che la frase sul raccogliere quello che si è seminato è proprio vera. Non perché mi sia auto compiaciuta di quanto bene ho seminato in questi anni ma perché dev'essere vero che qualcosa si lascia nelle persone se davvero poi ti trovi sommersa di messaggi e persone che si offrono di aiutarti per le più piccole cose, persone che dal nulla ti scrivono cose di una dolcezza disarmante e riescono a mandarti in qualche riga un abbraccio forte e confortante come se fossero lì sedute accanto a te. (Grazie)

Ho imparato l'importanza dei gesti, una mano su una spalla in un momento difficile, un disegno appeso al muro con su una faccia buffa, un messaggio che arriva nel posto giusto al momento giusto, un mazzo di fiori da guardare, una scatola di biscotti dalla Francia, una saponetta profumata, un maglione sulle spalle se fa freddo e hai sete? Hai fame? Hai dormito? 

Ho imparato che la normalità e la quotidianità sono forze grandi e travolgenti come la forza di gravità e anche se può sembrare che tu sia dritta e fiera in mezzo alla tempesta in realtà è solo la vita di tutti i giorni e la normalità dei gesti che ti fa stare così; dentro ti senti un ciottolo trasportato dalla corrente del fiume; ma fare la spesa, compilare un modulo, portare a spasso il cane, sono solo modi per stare dritti in mezzo alla corrente e non "rotolare! E la normalità è un valore e una cosa che sto difendendo con le unghie e con i denti.

Ho imparato che si può essere indulgenti.

Ho imparato che basta poco per non vedere più niente a colori, ho capito che non mi stavo più ascoltando da tanto tempo, presa dalle mie arrabbiature e dalle mie guerre stupide per ordinare cromaticamente cuscini e arredi. E in questa guerra col mondo mi ero persa e quando mi è mancata la terra sotto ai piedi non avevo più forze, io che sono quella a cui tutti si aggrappano. Ho imparato allora ad ascoltarmi e a dirmi in faccia quello che sentivo e a cercare aiuto.


Ho imparato e sto imparando.

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