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lunedì 20 marzo 2017

eccomi di nuovo! Libri per bambini! #babybooklovers

Eccomi di nuovo qui, stavolta a stretto giro, con la mia piccola rubrica. 
Ci siamo rifornite di nuovi libri e, come sempre, ve ne parlo con piacere e, come sempre, nei commenti e su snapchat e instagram, suggeritemi nuovi libri ed acquisti!
Avevo promesso anche di fare un post sui libri vintage che ho preso nei vari mercatini ma ci sto mettendo molto tempo a leggerli perché alcuni sono veri e propri piccoli romanze e ne ho diversi in cantiere, vorrei parlarvene quando li ho tutti letti! 
Intanto iniziamo con questi "moderni":


Fiabe a Tutto tondo - Cappuccetto Rosso - Ed. Sassi Junior

La trama della storia credo non ci sia bisogno che ve la spieghi ma la bellezza di questo libro sta nel fatto che volendo è anche un vero e proprio gioco. Aprendolo e legando i nastrini si trasforma in  una giostra di diorami pieni di particolari, il racconto è scandito con gli scenari in 3d pieni di dettagli da scoprire. Alla Nina piace tenerlo sempre aperto in camera e leggerlo ruotandolo come un piccolo teatro portatile!!



Flon-Flon e Musetta - Elzbieta - Ed Aer

Un libro senza dubbio dall'argomento piuttosto impegnativo e per questo adatto sicuramente ai bambini dai 4/5 anni in su, tuttavia è un piccolo albo dalle illustrazioni delicate e dai caratteri grandi che parla della guerra in maniera gentile. Tratteggiando la storia di due coniglietti amici e divisi dalle spine di un conflitto grande e incomprensibile, questo racconto scritto da un'autrice Polacca molti anni fa, riesce a spiegare ai bambini un qualcosa di difficilmente spiegabile. Pensavo che alla Nina l'argomento "guerra" sarebbe rimasto incomprensibile o spinoso invece le ha suscitato interesse e mi ha anche fatto qualche domanda che non mi aspettavo. 



Scopro la musica - L'orchestra - edizioni Usborne 

Ok, ammetto che questo libro è uno dei miei ennesimi tentativi di incanalare le energie della Nina verso la musica classica e devo ringraziare una ragazza che su snapchat mi ha mandato un video live direttamente dalla libreria dove lo ha visto! Ovviamente l'ho cercato subito ed è stato molto apprezzato! Per questo oltre alla copertina occorre anche  un video!





Cerca e trova - In Viaggio - Sassi Junior

Un libro/gioco pieno di dettagli da scoprire e cercare, una grafica un po' anni sessanta piena di colori e per finire un testo breve ed in rima; il libro si apre in grandi pannelli con l'elenco delle cose da cercare ed in questo, a tema viaggi, ci sono personaggi da cercare negli aeroporti, nelle città e al mare.  É divertente e adatto anche ai più piccolini, ovviamente la Nina ha imparato già a memoria  tutte le disposizioni delle cose da cercare e fa la gradassa ma le piace anche farsi spiegare i vari dettagli presenti sullo scenario.





I'm a Bunny - Richard Scarry - ed. Golden Books 

Ok, ammetto che quando ho visto questo piccolo volumetto in un una libreria inglese di Firenze non ho saputo resistere e l'ho preso senza neanche consultarne il contenuto. Richard è sempre una garanzia, si sa, è un libro adatto ai piccolini ma con illustrazioni di una dolcezza che fa bene al cuore anche dei più grandi. (perfetto per la pasqua)




APE - Una piccola meraviglia ella natura - Britta Teckentrump - Ed. Sassi Junior 

La storia in rima della giornata di una piccola ape che in ogni scenario si intravede più piccola o più grande, oppure circondata dalle sue compagne ma sempre intagliata e intravista nella sua cella mentre operosa trasporta nettare e cerca nuovi prati fioriti. Illustrazioni quasi da appendere come piccoli quadri e libro adatto a bambini curiosi e amanti della natura che già si cimentano con la lettura.




Mi disegni un piccolo principe? - Michael Van Zeveren - ed Babalibri

Un piccolo racconto per bambini che vanno a scuola e vogliono esprimere la loro creatività! Una pecorella (animale scelto non a caso) deve disegnare come tutte le sue compagne di classe, un piccolo principe che a lei non riesce, la mamma allora le dice di guardare oltre le cose e di disegnare anche quello che non vede o quello che le fa vedere la sua fantasia! La piccola pecorella scoprirà di essere una vera artista dell'astratto!




(SASSI JUNIOR - BABALIBRI - GOLDEN BOOKS - USBORNE -AER)



martedì 21 febbraio 2017

Sul diritto alla noia e la mamma pupazzo



Quando mi scrivete nei commenti sul Instagram o qui sul blog cose tipo "sei una mamma bravissima, la Nina è fortunata" per il modo in cui percepite che mi occupo di lei,  ammetto che mi sento dilaniata dai sensi di colpa perché vi confesso che non sono come credete o perlomeno sento di non corrispondere esattamente  al parametro della "brava mamma" che ho nella mia testa.

Spesso la Nina con me si annoia, lo ammetto, io non sono una di quelle mamme che si mettono a dipingere e a fare la pasta di sale, non mi Muciaccizzo per la prole. Ecco l'ho detto. O perlomeno, non lo faccio a tempo pieno, non per tutto il tempo che trascorro con lei.  C'ho ragionato un bel po' e ci sono delle motivazioni del perché non lo faccio: prima di tutto perché non voglio fare le cose con lei per il comune sentire o perché i blog delle mamme nordiche trasmettono questa immagine della mamma moderna; poi non voglio fare le cose con la Nina mentre io mi annoio, perché lo sento come un lavoro o una faccenda da fare in casa tra quelle da fare. Non sta scritto da nessuna parte che per mia figlia io debba essere anche una principessa disney, regina dell'intrattenimento, del gioco e del d.i.y. full time. Inoltre credo che i bambini abbiano il diritto di annoiarsi, di conoscere e sperimentare la noia, senza noia non si inventa niente, se c'è sempre qualcuno che ti mette tempere in mano, ti fa trovare un laboratorio di pasta da manipolare e una casa parco giochi, non imparerai mai a gestire la noia, ad archiviarla e spazzarla via. Non credo sia compito della mamma pianificare e gestire totalmente l'intrattenimento, non credo sia un'ulteriore ansia da aggiungere alle ansie di madre. Oltre a tutti i pensieri che puoi avere anche se sei una madre serena non puoi aggiungere il pressing del dover far fare per forza qualcosa con i bambini quando si è in casa insieme. Certo, magari si devono fornire gli strumenti per non annoiarsi e certo, mi piace sedermi a disegnare con lei, insegnarle a colorare nei bordi e fare i collage ma è tempo del mio tempo e del suo tempo che si intrecciano, non una dedizione totale di tempo mio dedicato al suo. Sono molto più felice e soddisfatta di me stessa quando la sento canticchiare e parlottare in camera sua e vedo che ha inventato un gioco nuovo o sta sfogliando un libro o cucinando in un ristorante immaginario. Io non ho ricordi di mia mamma che giocava con me, eppure ho avuto una bellissima infanzia e non posso certo parlare di una mamma assente, la mamma era la mamma col suo lavoro e le cose da fare in casa, era quella che ti preparava la merenda e ti dava un aiuto per qualcosa. 

Quello che voglio dire non è che abbandono la Nina a se stessa una volta varcata la soglia di casa,  piuttosto cerco di indirizzarla verso cose che può fare da sola o con un mio piccolo aiuto; sento mamme che si arrabattano continuamente per trovare forme di intrattenimento per i figli, devono impastare pasta di sale, incollare, travestirsi e dipingere con le dita. Ammesso che anche alla mamma piaccia passare tutto il suo tempo così dobbiamo ammettere che fa tutto parte dell'immagine pinterestizzata che cerchiamo di ficcarci in testa.

"GUARDA COME QUESTA MAMMA FA I SUOI ESERCIZI FITNESS TENENDO IN BRACCIO IL SUO BEBÈ-UNA BELLA IDEA PER TENERSI IN FORMA E GIOCARE CON LUI!"
E a me viene voglia di lanciare il pc fuori dalla finestra. Sì perché devi essere bella, in forma, in carriera, in salute, cucinare e cucinare bio, portare a spasso il cane e fare il pupazzo clown per la prole. 
Eh no! Io non ci sto! 
La mamma è in casa con te, se vuoi coloriamo un disegno, leggiamo un libro, non per tutto il tempo che stiamo insieme però, se vuoi puoi aiutarmi a fare qualcosa in casa, altrimenti, cara bambina di quattro anni, è tempo che tu impari a gestire il tuo tempo e la tua noia e devi imparare a capire i ruoli nella casa.

Non è severità, è che non voglio fare la mamma pupazzo, non voglio essere un teletubbies sempre a disposizione e che fa anche le lavatrici, ho la presunzione di sembrare più autorevole così e che col tempo si imparino a delineare e gestire i propri spazi nella casa. Non ho letto nessun testo e questo è solo frutto di miei pensieri e ragionamenti sulla genitorialità, metto le mani avanti e sono aperta al confronto. Ma mi sono fatta l'idea che quando si gioca "troppo" coi propri figli si finisca per assumere un ruolo sempre più lontano da quello del genitore con cui poi si fanno i conti da più grandini, quello che ti impone un po' di regole e che ha autorità.  Forse mi sbaglio e sono soltanto io che non riesco a far condividere i due aspetti e separare i due ruoli ma ho come l'impressione che, se per un'ora gioco con la Nina e interpreto il suo magico pony alato, lasciandomi cavalcare e comandare a bacchetta, poi sia davvero difficile alzarsi e dirle: "Ok, ora rimetti in ordine la tua camera, poi vai a lavarti le mani e quando ti chiamo vieni a tavola"

Cioè, dai, chi prenderebbe ordini da un magico pony alato?

martedì 31 gennaio 2017

Di come piano piano la spunterò sulla paura di volare



Come ormai saprete, oltre all'insonnia, alle varie ansie e ai piccoli tormenti che mi affliggono e che mi auto/infliggo, nell'ultimo anno ha fatto la sua scintillante comparsa anche la paura di volare, la così detta Aerofobia, da non confondersi con la non meno fastidiosa disfunzione che tuttavia, al massimo, ti mette in imbarazzo per aver lanciato un silenzioso peto in un ascensore affollato.

No, non potevo limitarmi ad alzarmi la notte per mettere in ordine cromatico e di misura gli asciugamani del bagno, è arrivata anche l'aerofobia, la fottuta e incontrollabile paura di volare mista all'istinto di aprire il portellone per scendere in una magica pensilina delle nuvole mentre si sorvola il mediterraneo.


Allora, non starò qui a dirvi "i dieci trucchetti per non avere l'ansia" come se fossi una rubrica scema di qualche rivista del 1997 nella sala d'aspetto del dottore, perché una delle cose che mi manda più fuori dalla grazia di cristo è la frase "non ci pensare" e, anzi, sono qui a dirvi che ho usato farmici, ho preso le così dette goccine calmanti e fatto anche della terapia. Da brava insonne so cosa vuol dire quando racconti il tuo problema alla gente e ti senti dire: "ma se non hai sonno alzati e fai qualcos'altro, guardala tv, stira, leggi, scrivi?" - IO VOGLIO DORMIRE CAZZO!

Quindi questi che vi sto per sciorinare sono solo dei piccoli accorgimenti che ho imparato negli ultimi voli e che come grossa premessa hanno il giusto dosaggio di goccine calmanti; mi spiace se siete contrarie ai medicinali e agli psicofarmaci e in generale questo post non vi è utile, io amo troppo viaggiare e amo prendere l'aereo. Da questa cosa voglio guarire e sono certa che arriverà anche il giorno in cui non ne avrò bisogno di prendere nulla per volare e durante una turbolenza sull'oceano indiano sorseggerò un whisky, con la cintura di sicurezza slacciata e dicendo : "ehi, come balla questo bestione!"


1 - Ho creato un surviving pack, una busta di tela mia e solo mia con un mio personalissimo kit di sopravvivenza, me la sono preparata come la valigia che si fa per andare a partorire, con le cose che sai che ti aiuteranno a sopravvivere a quel momento difficile, salviette, feticci, fogliolini. Una barbona dei cieli.

2 - Mi sono portata dietro un libro che conosco, uno di quelli consumati, con le parti sottolineate, con i brani che amo rileggere, con i bordi con le orecchie e me lo sono riletto qua e là. Non mi sono portata un libro nuovo o un libro da finire ma quello che definirei un confort book. In caso di ansia mi leggo la descrizione delle miniere di Gimli, ho pensato. 

3 - Mi sono creato due playlist da ascoltare: in caso di volo liscio come l'olio abbiamo un Mozart, Bach, Strauss, Bernstein, ecc;  in caso di volo turbolento ecco una compilation di mega pezzi anni '90. Se l'aereo deve cadere voglio precipitare sentendo Spice up your life!

4 - Ho mangiato. Ho ingurgitato tutto quello che si poteva mangiare appoggiati ad un tavolino d'aereo. Noodles, cioccolata, anacardi, quei mini biscottini salati che hanno solo sugli aerei, ho prodotto la quantità di spazzatura di uno staterello ma mi sono coccolata di schifezze.

5 - Vi sembrerà impossibile ma, come diceva Giacomo, ogni volo la situazione migliora e vi sembrerà impossibile ancor di più ma anche il suo consiglio di sedermi dal lato del finestrino e guardare mi ha aiutato. Come un inconscio senso di (immotivato) controllo della situazione.

6 - Ho preso al dutyfree, prima di salire, quei mini pacchetti di campioncini vari, cose piccoline come cremine, balsami per le labbra, bastoncini profumi vari di prove e prove di vari profumi, così ho spacchettato, spalmato, provato creme, annusato, oli ecc. 

7 - Prima di partire ho fatto TUTTO e ci siamo capiti. Poi: Leggings usati come pantaloni (si può), mutande comoda della nonna, salvaslip, t-shirt 100% cotone, calzettone comodo ma non stretto, scarpa sfilabile senza dare nell'occhio, camicia e felpa oversize, vestita a cipolla come consigliava la nonna e con un kit di abiti adatto a creare una specie di letto di panni se mi fosse sopraggiunto il sonno dei giusti ( o delle goccine).

8 - Un'altra cosa che ho fatto prima di partire e che non dovete assolutamente sottovalutare: è stato informarmi. Ho scoperto che in numerosi siti internet ufficiali degli aeroporti, sopratutto di quelli più grandi, ci sono molti forum che parlano della paura di volare e, in alcuni casi, piloti e assistenti di volo rispondo alle domande di chi scrive; ho scoperto inoltre che sapere orari, numero del volo, durata e rotta, aiuta, è come per la storia di guardare dal finestrino. Sono cose che non si vogliono sapere ma invece servono per razionalizzare. Io ho ignorato il pensiero del volo fino a poche settimane prima di partire, poi un attacco di panico notturno mi ha svegliato. Quel giorno ho deciso di informarmi e non mi ha fatto male come invece credevo.

9 - Io amo molto fare l'enigmistica (no i rebus, quelli no), mi rilassa, mi occupa il cervello al 100%, a volte passo le ore su un cruciverba da 5 punti, non quelli con le parole aiutino eh, sono un'amante dei supermegacruciverba senza numeri e con le parole alla rinfusa da piazzare a tentativi, quelli di QUIZ MESE, dai, quelli da pensionato level pro, quelli con le definizioni difficili e con le parole che se ti vengono in mente te le devi scrivere a lato dello schema. Mi piace anche fare il lavoro a maglia ma in aereo con i ferri dice che non posso salire.

10 - In fine, il consiglio più stupido di tutti, quello forse anche più scontato per me, perché ogni difficoltà della mia vita l'ho risolta così: prendere tutto con un po' di  ironia e humor di quello più nero.
Messaggio dall'aeroporto inviato alla mamma su whatsapp : "ti scrivo quando atterro...se atterro ;D"


p.s. Nessun passeggero seduto vicino a me è stato molestato per compiere questa routine, sono stata brava ed educata.
p.p.s. Nessun assistente di volo è stato tormentato.
p.p.p.s. Non provate a chiedermi quali gocce prendo, quante ne prendo, a che ora ecc. Non sono un dottore, non sono il vostro dottore e anche io le ho prese parlando con specialisti (lo scrivo perché qualcuna c'ha già provato!!!)





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