L'ENFANT CHIC            IL PENSIERO FLOTTANT              À LA PAGE     


venerdì 22 settembre 2017

commessa una volta commessa tutta la vita


Quando sei stata commessa lo rimani per tutta la vita, l'esperienza lavorativa ti segna. Nessuna ex commessa o attuale commessa potrà negarlo, le cose che vedi fare ai cosiddetti customers ti rimangono impresse nella mente come 
Quando entri in un negozio non lo sai, ma la commessa, se è una tipa sveglia, capisce molto di te da come ti muovi tra la merce e gli scaffali. Capita così che, una venditrice più scaltra delle altre, possa capire se la persona che ha davanti è un ex commilitone; sì, dentro di me scatta sempre la scena da film:

- Ragazzo, eri anche tu in Corea?
- Sì, signore, squadra Charlie 6, reggimento fanteria, sotto il tenente Darrow.
- Darrow, quel vecchio figlio di put... si è preso tre pallottole e la medaglia al valore,vero?
- Sì, signore! 
- Dio lo benedica, era un gran soldato quel gran figlio di put...

Però più o meno potrebbe accadere cosi in un negozio:
- Eri commessa anche tu?
- Sì, reparto mutande di H&M, sotto la store manager Maria Catena detta Kety.
-Ah, la Kety, quella gran t... ho fatto con lei il corso per sale management account customers satisfaction. Ora è da Cucinelli vero?
-Sì, signora!
- Salutamela tanto quando la vedi, quella baldr... è una gran venditrice.

Tutto questo per dire cosa? Che quando sei commessa ti rimane dentro una specie di imprinting che le altre sanno identificare, una gestualità che, se impari ad adottare, anche se non sei mai stato un commesso o una commessa, può rabbonire anche la più stressata e scontrosa delle venditrici a fine giornata. Io sono stata commessa, direi che è il lavoro che ho fatto per il tempo più prolungato e per le più variegate fette di clientela e SO, so cosa fa la differenza fra un buono e un cattivo cliente, lo so nel bene e nel male, so come far innervosire una che mi tratta male e so come rendere docile una commessa stanca. A volte mi rendo conto che faccio gesti in automatico dentro i negozi, anche cose che potrei tranquillamente evitare di fare senza infastidire nessuno mentre Giacomo mi dice: "ma non ripiegare tutta la pila di maglioni, ma lasciali attaccati lì con quei pantaloni di cotone questi jeans, chi se ne accorge?! Sono pagate per mettere in ordine!"
 NO, NON LO ACCETTO! SONO UNA VETERANA

- Una ex commessa, se entra in orario vicino alla chiusura, chiede sempre se stanno per chiudere o eventualmente a che ora chiuderanno, se mancano cinque minuti non entra e torna un'altra volta.

- Una ex commessa non aprirà mai trenta t- shirt per cercare quella della sua taglia ma le scorrerà per benino cercando il cartellino fino ad estrarre la sua e riporrà in ordine accettabile la pila di t-shirt.

- Una ex commessa non andrà mai alla cassa con il tester di un prodotto.

- Una ex commessa, soprattutto se dentro una grande catena, non chiederà mai se questa cosa c'è ancora della sua taglia, prima di tutto perché spesso i magazzini sono a chilometri di distanza, e nel 99,9% dei casi la merce è esposta in tutte le taglie presenti. Se non c'è non c'è.

- Una ex commessa chiede solo se davvero non riesce a fare da sola, solo se davvero non riesce ad orientarsi con taglia e colore solo se non trova in nessun pertugio quello che ha visto su internet e non rivede in negozio, altrimenti fa da sola.

- Una ex commessa saluta e risaluta e ti augura sempre buona giornata, chi entra in un negozio senza salutare è considerato il livello meno evoluto di genere di clientela.

- Una ex commessa saluta e ringrazia anche se è entrata a dare solo un'occhiata

- Una ex commessa non chiederà mai lo sconto. Il prezzo è quello, se l'articolo è scontato lo sconto è scritto. Punto.

- Una ex commessa non chiederà mai di avere anche la gruccia, o lo chiederà solo dove il suo sguardo attento le farà capire che può farlo.

(o la stampella come la chiamate nel resto del mondo, mi sa)


p.s. sì, lo so, mi rendo conto che molti riferimenti sono per una commessa di un negozio di abbigliamento ma con qualche piccola modifica o sfumatura sono regole applicabili anche al fruttivendolo. Provare per credere.



venerdì 21 luglio 2017

Bevete molta acqua, non uscite nelle ore più calde e procuratevi queste cose...


Quest’estate non si sa perché, non si sa per come, le parigine ci hanno imposto il loro look un po’ trasandata/chic/effortless, con quell’aria da una che si è vestita giusto cinque minuti prima di uscire e cinque minuti prima fumava nuda sul suo balcone affacciato sui tetti della città. 
In effetti è praticamente impossibile sfuggire al look che prevede abitino a fiori, borsa a rete o di paglia e altrettante scarpe in paglia come espadrillas con plateau oppure il sandaletto flat in pelle. 
Va detto che per un’estate passata a Capri o a Saint Tropez non c’è niente di più azzeccato! Tuttavia…



Ovviamente anche io ho ceduto in alcune sfumature a questa invasione francese, un po’ per ovvi motivi(w La France), un po’ perché non sono dovuta poi andare tanto lontano per trovare tutto quello che serviva per ottenere certi outfit, dato che alcuni capi e soprattutto, certi accessori, fanno un po’ parte, da anni, del mio bat/costume di tutti i giorni d’estate; esclusa la scarpa di paglia col tacco, quella no, non cedo!


Comunque, ahimè, ho dovuto dare anche un freno al total look alla Damas per colpa del capello biondo grigio (il blande che scrivo ogni tanto su instagram, termine inventato dalle francesi per indicare il blonde più il blanche = blande)poiché il rischio di sembrare un cosplay della Nonnetta di Titty era estremamente alto ad ogni accostamento di fiori e paglia e ad ogni tentativo di mantenere un low profile estivo. 

In ogni caso, in questa estate per me un po’ anomala, (visto che per ora ho passato solo alcune giornate al mare e molti pomeriggi a bordo piscina e nonostante sia luglio, non ho ancora prenotato ferie perché son concentrata su glitter e partecipazioni), vi scrivo qualche consiglio su quello che mi piace portarmi dietro quando parto, perché cara Jeanne, è vero che col vestitino da nonna e la borsa di paglia, è un attimo, ti spogli e ti tuffi ma qui c’è una pelle da gestire, dei capelli da ungere, dei giochi dei superpigiamini da portare in spiaggia e sopratutto servono dei costumi che aggrazino!



-La borsa a rete si trova ovunque e in tutte le misure, so che spesso se ne vedono in plastica o in un tessuto che imita il cotone ma su Amazon e sul sito di Merci le potete trovare in puro cotone e per il mare sono belle e molto instagram, anche se vostra figlia pretende che ci mettiate dentro un secchiello glitter con led e che produce anche suoni.

da Net-a-porter 

-Finalmente il cappello di paglia ricamato è entrato prepotentemente nella lista dei must per la spiaggia, su Etsy se ne trovano di molti tipi, anche le grandi catene sono corse ai ripari e, udite udite, alcuni artigiani li personalizzano con frasi scelte da voi o col vostro nome. Per le super autoreferenziale! Se siete brave "Vintage hunter" se ne trovano di bellissimi ricamati anche di alcuni decenni fa. Un po’ troppo? NO


da etsy

Vintage da Etsy


-Da anni ormai si va al mare col telo di lino o di cotone? AH, lo scoprite solo adesso? Avete ancora il telo di spugna con i 500€ disegnati sopra o quello grande grande di quando abbiamo vinto i mondiali nel 2006? Vanno bene anche i teli in microfibra come si trovano da Decathlon ma solo se non sono di colori visibili dagli astronauti.
Vi lascio un link qui così capite di cosa sto parlando, ok?

frescobal carioca


- Il dilemma su quali scarpe portare al mare ci dilania da sempre perché, tendenzialmente, la scarpa che usi per andare in spiaggia non è quasi mai riproponibile una volta tornati a casa dato che la sabbia, il sole e il fatto che quando sei in spiaggia, fa caldo, e "strascichi i piedi", rovina quasi tutte le scarpe. Io personalmente dopo aver rovinato espadrillas e sandaletti Rondini, paia e paia di Birkenstock, ho risolto con i modelli in gomma che costano meno, sono identici ai modelli in pelle e quindi se siete addicted non potrete che apprezzare; se siete di quelli che le metterebbero al rogo andate oltre. 

pinterest
Nota a margine: con il cuore gonfio di rammarico sono qui a dirvi che quest’anno mi torna prepotente l’infradito nera, basic e da mettere col jeans mommy. Per la spiaggia per favore, con gli shorts ecc, perché quando vi ci vedo in giro per le grandi città vorrei bruciarvi i piedi come pinocchio.


foto di mija-mija 

-Paradossalmente al mare, dove dovresti stare secco e asciutto sotto al sole come uno stoccafisso, e invecel’unico modo per salvarsi è stare sempre unte dalla testa ai piedi come un lottatore di sumo e quindi è fondamentale mettere in borsa uno di quegli oli che puoi spalmarti dappertutto prima e dopo il bagno ma anche a casa prima della spiaggia, mentre mangi, mentre dormi, mentre guardi la tv. Quest’anno ho usato molto l’olio Nuxe e poi ho scoperto l’olio della Caudalie, che può essere cosparso ovunque: capelli, pelle e viso e lo trovo molto più profumato e di gran lunga migliore come resa sui capelli del Nuxe.



Come si gestiscono dei capelli decolorati al mare? Vanno tenuti praticamente immersi in una salamoia di maschere e oli e sopratutto vanno protetti dal sole con cappelli e foulard. Io ho scelto una serie di prodotti che li protegga dal sole e che li ingiallisca il meno possibile (effetto Malibù Stacy dietro l’angolo garantito altrimenti) e oltre alla maschera super riparatrice Kerastase, ho scelto anche una crema protettiva che si mette sui capelli come crema solare sempre della linea per il mare della Kerastase. Dopo la doccia e i vari trattamenti sempre e solo olio argan ( il pregio dei capelli decolorati è che assorbono i prodotti e quindi non si ungono praticamente mai)



Una cosa che non avrei mai pensato di fare è quella di portarmi dietro una borraccia, mai in vita mia, invece ecco l’epifania di questa estate 2017: le borracce di design chylli's ad esempio  tengono l’acqua fresca anche 24 ore. Sono comode per chi come me si porta dietro una piaga di figlia che riesce a calcolare esattamente le coordinate geografiche e pronuncia le parole “ho sete” nel momento esatto in cui ci si trova alla massima distanza possibile da un qualunque rivenditore o distributore di acqua potabile. 
E sono Instagrammabilissime!



Quest’estate ogni mio spostamento è stato caratterizzato da una piccola biblioteca, digitale e non, che mi sono portata sempre con me perché ho deciso di riprendere con serietà a leggere e scrivere in francese e anche se la mia tutor non è tra le più severe (Mavie) io, da brava studentessa, mi porto sempre dietro una copia di uno di questi libri che, con grande fatica, porto a termine. 
La riabilitazione prevede anche l’ascolto della musica francese in questa playlist, l’ascolto della radio francese nell'app Radios France nonché la visione continua dei tg francesi sui canali di notizie estere di sky. Se volete parlare con me del più e del meno quindi ques'estate solo Macron e la canicule sulla Borgogna. 




Per la protezione solare quest’anno ho gli instagrammabili solari Bakelskin Care ovviamente della linea Bakelsun; solari composti per il 100% da principi attivi e, senti un po’ caro Di Caprio, rispettano il pianeta, sono naturali e non sono testati sugli animali, sono kosher e non contengono sostanze chimiche inutili. Per questo possono essere messi su labbra, contorno occhi, palpebre ecc. Hanno un odore piuttosto neutro anche se a me piacciono un po’ le creme profumate perché sono in fondo una vecchietta che si darebbe il talco. Unica nota negativa, pizzicano un po’ gli occhi quando fai il bagno, quindi bisogna stare attente quando si spalmano nel contorno occhi (Sì sono anche antietà e io mi ci sono cosparsa come un culturista prima di uno show).




Ultimo ma di certo non meno importante: il costume! Dopo la gravidanza, un po’ per la moda, un po’ per occultare i cedimenti vari della pancia, ho optato per il sassy/classy costume intero; quest’anno (non senza alcuni sacrifici) la pancia sembra essere tornata nei ranghi e mi sono dunque concessa anche qualche bikini. Quelli che avete visto sul mio Instagram e che vedete qui sotto sono di Contessa Volpi ( un marchio di cui vi avevo appunto già parlato per il costume intero l’estate scorsa). Ecco, il modello bikini Sophia , che avevo snobbato l’anno scorso per colpa della pancia, è invece il modello del miracolo: fa le tette!!!! Non è uno scherzo, non è un'esercitazione! La forma del sopra del bikini, grazie ad un incrocio magico, studiato forse da scienziati australiani in una base segreta, unito ad una leggerissima imbottitura (niente che faccia urlare alla truffa), fanno sembrare che ci sia un seno anche laddove c’è solo deserto e desolazione (cioè su di me). 
Vi metto qui  il link con i rivenditori, perché oltre che a spedire dall’Australia, i costumi Contessa Volpi sono in vendita anche in alcuni negozi in Italia.








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